Plagiocefalia

Che cos’è la plagiocefalia?

neonatoPlagiocefalia deriva dal greco antico e significa “testa obliqua”. Si tratta infatti di un’anomalia del cranio dei neonati, caratterizzata da un appiattimento unilaterale della regione occipite-parietale del cranio. La testa di un bambino che presenta questa “irregolarità” presenta un orecchio posizionato anteriormente rispetto all’altro, un occhio dalle dimensioni più piccole rispetto all’altro. Questa condizione in genere guarisce senza grossi interventi medici. La plagiocefalia può essere di due tipi: sinostotica o posturale. La prima è dovuta a una saldatura anomala lambdoidea e tendenzialmente è la variante più complessa, perché potrebbe causare una riduzione della crescita del cervello. Quella posturale è la forma molto più frequente e interessa un lato del cranio, l’osso occipitale, e si può manifesta con la compressione della testa durante il parto.

Prognosi della malattia

In base al trattamento specifico a seconda della condizione del neonato, la correzione di questa anomalia potrebbe durare dai 4 ai 5 mesi.

Sintomi della plagiocefalia

In genere sono presenti sintomi prettamente estetici: deformazione del cranio, occhio in posizione avanzata rispetto all’altro, mandibola storta, gonfiore di una delle due guance. Tra le condizioni più gravi, citiamo la difficoltà di sviluppo cranico a causa della malformazione dello stesso.

Diagnosi per la plagiocefalia

Durante la diagnosi il medico osserverà la posizione del cranio mediante TAC, ecografia, risonanza magnetica e valuterà la forma cranica a livello posteriore, anteriore, laterale e dall’alto.

Quali sono le cause della plagiocefalia?

È una condizione che può essere associata a diverse cause: la costante posizione supina del bambino, un trauma della struttura del cranio durante il parto, problematiche dell’utero e della vita intrauterina che schiaccerebbero la testa del feto contro le pareti, la nascita prematura, la craniosinostosi (ovvero la fusione prematura delle ossa craniche).

Si può prevenire?

In parte si può prevenire, considerando che il cranio di un neonato nei primi mesi di vita non si è ancora “saldato”. Per questa ragione, andrebbe osservata la posizione del bebè durante il sonno, per evitare che assuma sempre la stessa, causando una pressione del cranio contro il cuscino. È, infatti, utile cambiare sempre la posizione poiché favorirebbe il tono muscolare della testa, aumentando la forza nella parte superiore del tronco. È opportuno alternare i lati durante l’allattamento e non fornire il biberon quando il neonato è sdraiato.

Trattamenti per la plagiocefalia

In questi casi potrebbe risultare soddisfacente un trattamento da parte di un fisiatra o un fisioterapista che stimolerà il tessuto muscolare del tronco del bambino. Il medico potrà ottimizzare l’allineamento vertebrale attraverso una terapia osteopatica. In alcuni casi viene preposto l’uso di un casco da porre al neonato intorno ai 6 mesi di età per una durata che varia da 3 a cinque mesi. Questo andrebbe indossato in maniera costante per almeno 20 ore al giorno. Tuttavia al giorno d’oggi presenta un costo elevato.

A quale specialista rivolgersi?

Il Fisiatra, il Fisioterapista o l’Osteopata sono gli specialisti più indicati per questo genere di condizione clinica.

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