Protocollo ERAS

Che cos’è il protocollo ERAS?

Il protocollo ERAS o Enhanced Recovery After Surgery (in italiano “miglior recupero post chirurgia”), è un nuovo metodo d’approccio di gestione del paziente che si è sottoposto ad un intervento chirurgico. Come dice l’acronimo, L’ERAS cerca di ottimizzare i tempi di recupero grazie ad un monitoraggio attivo pre e post operatorio grazie alla collaborazione di differenti specialisti (anestesisti, infermieri, chirurghi, dietisti e fisioterapisti). Il team lavorerà insieme, quindi, per cercare di minimizzare lo stress fisico causato dall’intervento.

Il protocollo ERAS quindi si può suddividere in 3 fasi principali: fase pre-operatoria, fase intra-operatoria e fase post-operatoria.

Fase pre-operatoria

Si tratta della fase in cui si cerca di preparare nel miglior modo possibile il paziente per l’operazione chirurgica. Per farlo, il team di specialisti cercherà di migliorare lo stato di salute del paziente. Come?

  • Prescrivendo una dieta per raggiungere il peso ottimale, sia nel caso dei pazienti sovrappeso che nel paziente malnutrito;
  • Richiedendo la diminuzione o interruzione totale di assunzione di alcolici e fumo di sigaretta;
  • In caso di presenza di patologie, ottimizzando la cura già prescritta;
  • Consigliando di evitare eventuali digiuni e suggerendo l’assunzione di carboidrati;
  • Controllando lo stato di idratazione del paziente;
  • Informando dettagliatamente il paziente riguardo l’intervento per evitare stati d’ansia.

Fase intra-operatoria

Si tratta della fase operatoria propria. In questo momento si cercherà di:

  • Procedere con una tecnica di chirurgia mininvasiva;
  • Controllare l’idratazione;
  • Evitare perdite esigue di sangue;
  • Preferire una anestesia epidurale;
  • Controllare costantemente la temperatura corporea.

Fase post-operatoria

Questa fase inizia immediatamente in seguito all’intervento. L’obiettivo sarà quello di fare ritornare il paziente alla normalità il prima possibile. Quindi:

  • Reintegrazione di cibo e bevande in tempi brevi;
  • Precoce recupero della mobilità;
  • Rimozione tempestiva di drenaggi, flebo e catetere;
  • Gestione ottimale del dolore post-operatorio (con antidolorifici o anestesie)
  • Screening costante dopo le dimissioni.
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