Trapianto di cartilagine

Specializzazione di Ortopedia e Traumatologia

Cos’è il trapianto di cartilagine?

Il trapianto di cartilagine è un trattamento che consente di sostituire le aree danneggiate delle cartilagini, a seguito di lesioni specifiche. È molto comune nelle lesioni dell’estremità inferiore. Affinché essa sia efficace, la zona danneggiata deve avere un’estensione di massimo tre centimetri quadrati. L’anestesia impiegata nell’intervento di trapianto di cartilagine è solitamente locale e viene applicata esclusivamente nella gamba lesionata. In ogni caso, sarà l’anestesista ad accordarsi con il paziente sulla maniera migliore di procedere, per arrecargli meno fastidi possibili durante l’intervento.

Perché si esegue?

Il trapianto di cartilagine viene utilizzato, soprattutto, nei casi di danni alle cartilagini della caviglia e del ginocchio. Normalmente, nelle zone che sorreggono molto peso vengono impiantati direttamente frammenti ossei e cartilaginei, oppure vengono coltivate delle cellule cartilaginee. La cartilagine è un tessuto molto importante, che conferisce la giusta dinamicità alle articolazioni. Essa ricopre le estremità delle ossa ed è in grado di sopportare, distribuire e trasmettere forze di compressione a cui sono sottoposte ogni giorno le articolazioni o durante la pratica sportiva. La zona di contatto articolare è liscia alle estremità e, oltre al poco attrito della cartilagine, è molto ben lubrificata, riducendo così lo sfregamento tra le superfici. Tuttavia, sebbene sia molto utile, la cartilagine ha un grande problema, ovvero, dinnanzi a una lesione traumatica o degenerativa, essa ha una capacità di riparazione scarsa o inesistente e ciò provoca l’artrosi o una perdita della funzione articolare. L’obiettivo del trapianto di cartilagine è che il materiale impiantato sia uguale alla cartilagine che si va a sostituire, riducendo le lesioni traumatiche degenerative. In questo modo, essa si integrerà perfettamente con i tessuti vicini all’articolazione e la superficie di attrito articolare verrà ristabilita.

In cosa consiste?

Il trapianto di cartilagine viene eseguito mediante un’artroscopia, ovvero, attraverso 2 o 3 piccole incisioni non superiori a un centimetro, che permettono allo specialista chirurgo in Traumatologia di avere accesso alla lesione. Con l’artroscopia verrà estratta la parte lesionata dell’articolazione. Così, con un materiale speciale, vengono estratti i frammenti ossei e cartilaginei delle zone usurate dell’articolazione e si impiantano nella zona lesionata. Per compensare è possibile impiantare la zona danneggiata nella parte sana, al fine di controbilanciare il sovraccarico. Nei casi di trapianto autologo di cartilagine, la zona danneggiata viene limata e viene estratto il materiale cartilagineo da impiegare nel paziente. La suddetta cartilagine dovrà essere coltivata per quattro settimane. Trascorso questo periodo si impianteranno nuovamente le cellule cartilaginee coltivate, in una seconda artroscopia, affinché crescano e risanino la lesione.

Preparazione al trapianto di cartilagine

Prima di sottoporsi a un’operazione di trapianto di cartilagine, lo specialista in Traumatologia deve valutare la gravità della lesione. Lo studio con radiografia sarà la tecnica principalmente impiegata per diagnosticare le lesioni traumatologiche nel ginocchio. Allo stesso modo, le teleradiografie permetteranno di identificare qualsiasi alterazione nell’asse delle gambe che possa richiedere una riparazione della lesione. Tuttavia, essa non sempre è visibile. In questi casi sarà necessaria una risonanza magnetica, che mostrerà non solo lo stato di salute della cartilagine del ginocchio, ma anche l’eventuale presenza di lesioni associate. Dall’altra parte, anche il paziente deve comunicare al chirurgo se sta assumendo qualche farmaco che potrebbe, in qualsiasi momento, interferire con l’intervento. Inoltre saranno eseguiti degli esami preparatori atti a valutare lo stato di salute del paziente, come, ad esempio, un elettrocardiogramma o delle analisi.

Recupero postintervento

Dopo l’intervento, il paziente deve seguire le raccomandazioni del traumatologo, affinché la lesione del ginocchio si risani correttamente. In seguito all’intervento è normale che il ginocchio sia infiammato, perciò si raccomanda al paziente di tenere la gamba in alto durante i primi giorni. Anche applicando del ghiaccio sulla zona operata, si potrà ridurre l’infiammazione. Dall’altra parte, è importante avere cura, lavare e asciugare bene le incisioni. Lo specialista istruirà il paziente sulla maniera di procedere e su quando potrà farsi la doccia e cambiare la benda. Parallelamente, il traumatologo e lo specialista in Fisioterapia metteranno a punto una serie di esercizi di riabilitazione personalizzati per il paziente e per la lesione da cui è affetto. Ciò permetterà, progressivamente, al paziente di riprendere i movimenti di flesso-estensione e rotazione del ginocchio, oltre che di irrobustire di nuovo i muscoli.

Trattamenti alternativi

L’obiettivo dell’operazione di trapianto di cartilagine è che il tessuto impiantato si integri perfettamente agli altri tessuti dell’articolazione del ginocchio. Negli ultimi anni sono stati sviluppati diversi procedimenti atti a riparare le lesioni della cartilagine, come l’uso di condrociti e altre cellule, combinate con terapie biologiche, come l’ingegneria dei tessuti e la terapia genica. Ciò fa presupporre che, in futuro, si potrà arrivare a una rigenerazione delle lesioni del ginocchio. Tuttavia, si tratta di lesioni difficili da curare, che hanno poco margine di rigenerazione con l’uso delle tecniche attuali. Perciò, la prevenzione e il trapianto di cartilagine sono le soluzioni migliori.

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