Chirurgia Estetica vs Chirurgia Ricostruttiva: le protesi che utilizzeremo sono le stesse?
Nel campo della Chirurgia Plastica, è comune fare distinzione tra chirurgia estetica e chirurgia ricostruttiva. Entrambe possono prevedere l’inserimento di protesi, ma con obiettivi, indicazioni e criteri di scelta diversi. La domanda che molte donne pongono è: le protesi utilizzate sono le stesse? In questo articolo analizziamo le principali differenze tra i due ambiti grazie all’aiuto del Dott. Pietro Loschi, specialista in Chirurgia Plastica, sia Estetica che Ricostruttiva.
Finalità differenti, esigenze differenti
La chirurgia estetica ha lo scopo di migliorare l’aspetto fisico e armonizzare le proporzioni corporee. La scelta della protesi, ad esempio nel caso di un aumento del seno, si basa su morfologia, proporzioni e aspettative estetiche. Le protesi possono variare per forma (tonda o anatomica), volume e consistenza del gel di silicone.
In chirurgia ricostruttiva, invece, le protesi sono utilizzate per ripristinare l’anatomia principalmente dopo interventi demolitivi quali la mastectomia o la quadrantectomia, oppure per il trattamento di malformazioni congenite quali le grosse asimmetrie o seni tuberosi. In questi casi, la scelta protesica risponde primariamente a criteri medici e tecnici, come la presenza di tessuto cicatriziale, la qualità della pelle o l’eventuale utilizzo di tessuti autologhi, che devono essere tenuti in considerazione, e secondariamente alle aspettative estetiche della donna.
I materiali sono gli stessi?
In termini di materiali, le protesi impiegate in entrambi gli ambiti sono le medesime, realizzate con gel di silicone coesivo racchiuso in un involucro in silicone medicale. Tuttavia, in chirurgia ricostruttiva è più frequente l’uso di protesi di forma anatomica ( per dare forma oltre al volume) , testurizzate (cioè a superficie rugosa per evitare che possano ruotare ), talvolta combinate con matrici dermiche sintetiche o biologiche, al bisogno. In chirurgia estetica, è frequente l'uso di protesi anatomiche o tonde ( queste ultime, sia testurizzate che lisce).
Protesi customizzate e approccio personalizzato
In ambito ricostruttivo, può rendersi necessaria una maggiore personalizzazione dell’impianto, adattando forma e volume al difetto specifico del paziente. In Italia, dove la ricostruzione post-oncologica è un diritto riconosciuto, la scelta della protesi viene effettuata in stretta collaborazione tra chirurgo plastico e chirurgo senologo.
La chirurgia estetica consente invece più libertà nella scelta della protesi, privilegiando l’aspetto estetico e il desiderio soggettivo della paziente, pur sempre nel rispetto della sicurezza e della proporzionalità anatomica.
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Conclusioni
In sintesi, chirurgia estetica e ricostruttiva impiegano le stesse protesi, ma con approcci e finalità molto differenti. Le differenze si basano non solo sulle caratteristiche tecniche dell’impianto, ma anche sull’obiettivo dell’intervento: estetico o funzionale.
Gli interventi ricostruttivi avranno sempre come primo obiettivo il ripristino della funzione del seno della donna, tuttavia crediamo che il chirurgo plastico abbia anche il dovere di ricercare la migliore soluzione estetica dando alla donna l'opportunità di "piacersi di nuovo". Il chirurgo ha la responsabilità di individuare la soluzione più sicura e adatta al caso clinico, informando chiaramente la donna riguardo le opzioni disponibili, sia in estetica che in chirurgia ricostruttiva.
Per una scelta consapevole, è fondamentale affidarsi a uno specialista con esperienza sia in chirurgia estetica sia in chirurgia ricostruttiva, in grado di valutare tutte le variabili in gioco.