Chirurgia micrografica di Mohs: come funziona e quando è indicata per i tumori della pelle
La chirurgia micrografica di Mohs è una tecnica utilizzata in dermatologia oncologica per trattare alcuni tumori della pelle, soprattutto carcinomi basocellulari e spinocellulari. La sua caratteristica è il controllo microscopico dei margini durante l'intervento. Permette di conservare il più possibile il tessuto sano, ma i risultati dipendono dal tipo di tumore e dalle sue caratteristiche.
Che cos'è la chirurgia micrografica di Mohs e in cosa si distingue dalla chirurgia tradizionale?
La chirurgia micrografica di Mohs, sviluppata dal dermatologo Frederic Mohs, è una tecnica che permette di rimuovere un tumore cutaneo controllando progressivamente i margini del tessuto asportato. L'obiettivo è individuare eventuali cellule tumorali ancora presenti ai bordi del campione e intervenire soltanto nelle zone in cui vengono identificate.
Nella chirurgia tradizionale, il tumore viene generalmente asportato insieme a un margine di tessuto apparentemente sano. Il campione viene poi analizzato in laboratorio, spesso attraverso sezioni rappresentative. Nella tecnica di Mohs, invece, i margini laterali e profondi vengono esaminati in modo sistematico durante l'intervento, attraverso un particolare metodo di preparazione e lettura dei campioni.
Questo controllo è utile soprattutto quando il tumore si trova in una zona delicata, come il naso, le palpebre o le orecchie. Conservare tessuto sano può facilitare la ricostruzione e aiutare a mantenere la funzionalità della parte interessata. Tuttavia, non significa che l'intervento lasci sempre cicatrici piccole o risultati estetici migliori rispetto ad altre tecniche.
Per quali tumori della pelle è indicata la chirurgia di Mohs?
La chirurgia micrografica di Mohs, sviluppata dal dermatologo Frederic Mohs, è una tecnica che permette di rimuovere un tumore cutaneo controllando progressivamente i margini del tessuto asportato. L'obiettivo è individuare eventuali cellule tumorali ancora presenti ai bordi del campione e intervenire soltanto nelle zone in cui vengono identificate.
Secondo le linee guida europee pubblicate da Peris e collaboratori nel 2023, la chirurgia con controllo microscopico dei margini è particolarmente indicata per i carcinomi basocellulari ad alto rischio, per quelli già recidivati e per le lesioni situate in aree anatomiche critiche, dove è importante preservare il tessuto circostante.
Per il carcinoma squamocellulare, le linee guida europee aggiornate da Stratigos e collaboratori nel 2026 indicano la chirurgia con controllo dei margini come una delle opzioni terapeutiche principali nei casi operabili. La scelta deve tenere conto anche della profondità del tumore, dell'eventuale coinvolgimento dei nervi e delle condizioni generali del paziente.
Non tutti i tumori cutanei richiedono la tecnica di Mohs. Un carcinoma basocellulare piccolo, superficiale e a basso rischio può essere trattato con metodi meno complessi. Al contrario, una malattia localmente molto estesa o diffusa ad altre sedi può richiedere ulteriori valutazioni e trattamenti specialistici.
Quali sono le percentuali di successo della chirurgia di Mohs e quanto conta il rischio di recidiva?
Le percentuali di successo della chirurgia di Mohs non possono essere riassunte in un unico valore valido per tutti i tumori cutanei. Gli studi distinguono tra carcinomi basocellulari e spinocellulari, lesioni primitive e recidivate, oltre a considerare il periodo durante il quale i pazienti vengono seguiti dopo l'intervento.
Qual è il rischio di recidiva nel carcinoma basocellulare?
Uno studio danese pubblicato da Andersen e collaboratori nel 2025 ha analizzato 2.203 carcinomi basocellulari ad alto rischio trattati con chirurgia di Mohs. La probabilità stimata di recidiva a cinque anni è risultata del 3,1% per i tumori primitivi e del 5,3% per quelli già recidivati.
Un altro studio, pubblicato da van Loo e collaboratori nel 2014, ha confrontato chirurgia di Mohs e asportazione chirurgica tradizionale in carcinomi basocellulari del volto ad alto rischio. A dieci anni, le probabilità cumulative di recidiva per i tumori primitivi erano del 4,4% con Mohs e del 12,2% con chirurgia tradizionale. Nel gruppo dei tumori primitivi, la differenza osservata non raggiungeva la significatività statistica (p=0,100).
Nello stesso studio, per i tumori già recidivati, le probabilità di una nuova recidiva a dieci anni erano del 3,9% dopo Mohs e del 13,5% dopo chirurgia tradizionale. In questo gruppo, la differenza era statisticamente significativa (p=0,023). I dati riguardano però pazienti selezionati con carcinomi basocellulari del volto e non possono essere estesi automaticamente a ogni tumore della pelle.
Quali risultati sono stati osservati nel carcinoma spinocellulare?
Per il carcinoma spinocellulare, uno studio multicentrico australiano pubblicato da Leibovitch e collaboratori nel 2005 ha esaminato 1.263 pazienti sottoposti a chirurgia di Mohs. Tra i 381 pazienti che hanno completato il follow-up di cinque anni, la recidiva è stata osservata nel 3,9% dei casi.
Nello stesso gruppo, la percentuale era del 2,6% per i tumori primitivi e del 5,9% per quelli precedentemente recidivati. Questi risultati devono essere interpretati considerando che gran parte delle lesioni interessava testa e collo e che soltanto una parte dei pazienti iniziali aveva completato il periodo di osservazione previsto.
Perché le percentuali non sono uguali per tutti i pazienti?
Il rischio di recidiva dipende da diversi elementi: tipo di tumore, dimensioni, localizzazione, caratteristiche microscopiche, precedenti trattamenti e condizioni del sistema immunitario. Anche la durata del controllo successivo all'intervento modifica le percentuali osservate: uno studio a cinque anni non è direttamente confrontabile con uno a dieci anni.
Per questo, l'assenza di cellule tumorali nei margini esaminati non equivale alla garanzia che il tumore non si ripresenterà. I risultati degli studi aiutano a valutare l'efficacia del trattamento, ma non permettono di prevedere con certezza l'esito individuale.
Come vengono controllati i margini durante la chirurgia micrografica di Mohs?
Il controllo dei margini è l'elemento centrale della tecnica. Il chirurgo rimuove il tessuto tumorale insieme a una sottile porzione circostante, che viene orientata e contrassegnata per riconoscere da quale area proviene. Il campione viene quindi preparato in modo da poter esaminare al microscopio i margini laterali e profondi della porzione asportata.
La tecnica di Mohs non coincide con il semplice esame istologico estemporaneo: richiede orientamento e mappatura del campione e una preparazione specifica che consenta il controllo completo dei margini periferici e profondi e la localizzazione delle eventuali aree ancora interessate dal tumore.
Se vengono individuate cellule tumorali ai margini, il chirurgo utilizza una mappa del campione per identificare l'area corrispondente sulla pelle. Può così procedere con un'ulteriore asportazione mirata, evitando di rimuovere inutilmente tessuto nelle zone in cui i margini sono già risultati negativi.
Il procedimento viene ripetuto fino a quando l'esame non evidenzia più cellule tumorali ai margini valutati. Questo rappresenta un controllo istologico dei margini, non la dimostrazione dell'assenza assoluta di malattia. La qualità dei campioni, la loro interpretazione e le caratteristiche del tumore possono influenzare l'affidabilità della valutazione.
Come si svolge un intervento di chirurgia di Mohs, dalla preparazione alla ricostruzione?
Prima dell'intervento, lo specialista valuta la diagnosi, generalmente supportata dall'esame istologico, la sede del tumore e i fattori che possono aumentare il rischio di recidiva. Vengono inoltre considerate le condizioni generali del paziente, eventuali allergie e i farmaci assunti, compresi gli anticoagulanti. Le terapie prescritte non devono essere sospese autonomamente.
La chirurgia di Mohs viene eseguita generalmente in anestesia locale, senza necessità di anestesia generale. Dopo aver anestetizzato l'area, il chirurgo rimuove il tessuto da analizzare. Il paziente attende mentre il campione viene preparato ed esaminato al microscopio. Se sono presenti cellule tumorali ai margini, si procede con un'ulteriore asportazione localizzata.
L'intervento può richiedere più passaggi e diverse ore, perché la durata dipende dal numero di controlli necessari. Una volta ottenuti margini microscopicamente negativi, si valuta come gestire la ferita: in alcuni casi bastano i punti di sutura, mentre in altri possono essere necessari lembi di pelle, innesti o una guarigione spontanea controllata.
La procedura richiede formazione specifica in chirurgia micrografica e interpretazione istologica. Il controllo microscopico può essere effettuato dallo stesso chirurgo adeguatamente formato oppure nell'ambito di un'organizzazione che prevede la collaborazione con professionisti esperti nell'esame dei tessuti.
Quali sono i rischi e i limiti della chirurgia micrografica di Mohs?
Come ogni intervento chirurgico, anche la tecnica di Mohs presenta possibili complicanze. Tra queste rientrano sanguinamento, infezione della ferita, alterazioni della sensibilità e cicatrici. In alcune sedi può verificarsi un danno alle strutture nervose o funzionali vicine, con conseguenze che dipendono dall'estensione e dalla posizione dell'intervento.
La conservazione del tessuto sano è un vantaggio importante, ma non sempre evita asportazioni estese. Se il tumore si sviluppa oltre i margini visibili, può essere necessario rimuovere più tessuto del previsto. Inoltre, la tecnica richiede personale formato, attrezzature dedicate e tempi operatori che possono essere superiori a quelli di un'asportazione convenzionale.
Nei carcinomi spinocellulari ad alto rischio, il controllo locale dei margini può non essere sufficiente a definire l'intero percorso terapeutico. In presenza di caratteristiche particolarmente aggressive o sospetta diffusione della malattia, possono essere necessari approfondimenti diagnostici e una valutazione multidisciplinare.
Quali alternative esistono alla chirurgia di Mohs?
La chirurgia tradizionale con esame istologico dei margini rimane un trattamento di riferimento per molti tumori cutanei. In particolare, può essere appropriata per lesioni a basso rischio, facilmente delimitabili e localizzate in aree dove è possibile asportare un margine di tessuto sano senza importanti conseguenze funzionali.
Per alcuni carcinomi basocellulari superficiali e a basso rischio possono essere considerate terapie locali o fotodinamiche, secondo le indicazioni delle linee guida europee del 2023. La radioterapia può rappresentare un'alternativa in pazienti selezionati che non possono essere operati. Nei tumori avanzati possono essere necessari trattamenti differenti, stabiliti da un'équipe specialistica.
La scelta non dipende soltanto dalla possibilità tecnica di rimuovere il tumore. Occorre confrontare probabilità di recidiva, caratteristiche della lesione, possibili complicanze, esigenze funzionali e preferenze del paziente. Una valutazione specialistica individuale delle lesioni cutanee è quindi necessaria per individuare il trattamento più appropriato.
Quali controlli sono necessari dopo l’intervento?
Dopo la chirurgia di Mohs è importante rispettare le indicazioni per la medicazione della ferita e partecipare alle visite programmate. I controlli servono a valutare la guarigione, individuare eventuali segni di recidiva e riconoscere nuove lesioni cutanee, che possono comparire anche in aree diverse da quella trattata.
Lo studio di van Loo e collaboratori del 2014 ha osservato che, tra le recidive registrate dei carcinomi basocellulari primitivi ad alto rischio del volto, il 56% si è manifestato oltre cinque anni dopo il trattamento. Questo dato conferma l'importanza di un follow-up prolungato nei pazienti ad alto rischio, secondo un calendario personalizzato.
Per limitare ulteriori danni da raggi ultravioletti è inoltre consigliabile evitare l’esposizione eccessiva al sole, utilizzare una protezione solare adeguata e osservare eventuali cambiamenti delle lesioni cutanee. La comparsa di una ferita che non guarisce, di un nodulo in crescita o di modificazioni vicino alla cicatrice richiede una valutazione specialistica delle lesioni cutanee, senza attendere necessariamente il controllo successivo.
Il percorso di valutazione e trattamento a Roma
Il Dott. Umberto Fama, specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, si occupa del trattamento chirurgico dei tumori cutanei e della ricostruzione dopo l’asportazione.
Esegue personalmente la parte chirurgica della procedura di Mohs, con il supporto di un’équipe commisurata alla complessità del caso e dell’istopatologo per gli esami intraoperatori.
Gli interventi si svolgono presso la sede di Piazzale delle Belle Arti 2, a Roma, dotata di due sale operatorie attrezzate e autorizzate. La valutazione preliminare è gratuita e può essere effettuata nelle tre sedi di Roma e nello studio di Aprilia; l’indicazione alla procedura viene definita sulla base del singolo caso.
Fonti
Peris, K., Fargnoli, M. C., Kaufmann, R., et al. (2023). European consensus-based interdisciplinary guideline for diagnosis and treatment of basal cell carcinoma - Update 2023. European Journal of Cancer, 192, 113254.
DOI: 10.1016/j.ejca.2023.113254 | PubMed
Stratigos, A. J., Dessinioti, C., Garbe, C., et al. (2026). European consensus-based interdisciplinary guideline for invasive cutaneous squamous cell carcinoma: Part 2. Treatment - Update 2026. European Journal of Cancer, 243, 116764.
DOI: 10.1016/j.ejca.2026.116764 | PubMed
Andersen, Y. M. F., Karmisholt, K., Høgsberg, T., Nielsen, M.-L., Brosbøl, A., Stave, S., Schøsler, L., Omland, S., Daugaard, C. A., & Glud, M. (2025). 10 years of Mohs micrographic surgery in Denmark: Results from a nationwide cohort. Acta Dermato-Venereologica, 105, adv41118.
DOI: 10.2340/actadv.v105.41118 | PubMed
van Loo, E., Mosterd, K., Krekels, G. A. M., Roozeboom, M. H., Ostertag, J. U., Dirksen, C. D., Steijlen, P. M., Neumann, H. A. M., Nelemans, P. J., & Kelleners-Smeets, N. W. J. (2014). Surgical excision versus Mohs' micrographic surgery for basal cell carcinoma of the face: A randomised clinical trial with 10 year follow-up. European Journal of Cancer, 50(17), 3011–3020.
DOI: 10.1016/j.ejca.2014.08.018 | PubMed
Leibovitch, I., Huilgol, S. C., Selva, D., Hill, D., Richards, S., & Paver, R. (2005). Cutaneous squamous cell carcinoma treated with Mohs micrographic surgery in Australia I. Experience over 10 years. Journal of the American Academy of Dermatology, 53(2), 253–260.

