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Colesterolo: perché oggi non basta più conoscere il valore “totale”

Dott. Francesco Adamo
Scritto da: Dott. Francesco Adamo Cardiologo a Roma
5.0 |

44 recensioni

Pubblicato il: 03/03/2026 Editato da: Vittoria Marcucci il 16/03/2026

Il colesterolo è un elemento fondamentale per il nostro organismo: partecipa alla produzione di ormoni, alla sintesi della vitamina D e alla formazione delle membrane cellulari. Però il colesterolo elevato è uno dei principali fattori di rischio di malattia cardiovascolare. Per anni, nei controlli di routine, i medici si sono concentrati sul valore totale di colesterolo nel sangue. Oggi, però, sappiamo che questo numero da solo non è sufficiente per valutare il rischio cardiovascolare di un paziente e che i valori target sono personalizzati in base al profilo di rischio del paziente. Sapere solo il colesterolo totale può nascondere informazioni cruciali sulla salute del cuore

HDL, LDL e trigliceridi: i numeri che contano davvero

Il colesterolo si divide principalmente in due componenti: LDL (Low-Density Lipoprotein) e HDL (High-Density Lipoprotein).

  • LDL, spesso definito “colesterolo cattivo”, trasporta il colesterolo verso le arterie. Valori elevati di LDL aumentano il rischio di aterosclerosi e malattie cardiovascolari. Le linee guida internazionali utilizzano il colesterolo LDL e i target di colesterolo LDL da raggiungere variano in base al profilo di rischio del paziente (da 116 mg/dl di un paziente giovane senza fattori di rischio a 40 mg/dl di un paziente con 2 infarti ravvicinati). Pertanto vanno utilizzati degli algoritmi connessi a carte del rischio per stabilire il target di colesterolo LDL di ogni paziente e gli intervalli di riferimento spesso mostrati dai laboratori (per cui il paziente vede il valore entro un range generico e pensa di non avere il colesterolo alto) spesso contribuiscono solo a una falsa percezione da parte del paziente.
  • HDL, detto “colesterolo buono”, aiuta a rimuovere il colesterolo dalle arterie, proteggendo il cuore. Valori bassi di HDL sono un fattore di rischio importante.
  • Trigliceridi, un altro tipo di grasso nel sangue, contribuiscono anch’essi al rischio cardiovascolare se presenti in quantità elevate.


La misurazione di questi singoli componenti permette al cardiologo di definire un profilo lipidico completo, essenziale per prevenire eventi cardiovascolari.

Il ruolo del colesterolo non-HDL e del rapporto ApoB/ApoA1

Recenti studi internazionali indicano l’importanza di analizzare anche il colesterolo non-HDL, che include LDL e altre lipoproteine aterogene. Alcuni studi suggeriscono che questo indicatore possa essere più predittivo di eventi cardiaci rispetto al solo LDL.


Un altro parametro emergente è il rapporto ApoB/ApoA1, che rappresenta il bilancio tra particelle aterogene e protettive. Questo rapporto può aiutare a identificare pazienti a rischio anche quando i valori tradizionali di colesterolo sembrano normali.


La Lp(a) è un ulteriore fattore di rischio CV e va misurata almeno una volta nella vita in quanto non si modifica con l’alimentazione o lo stile di vita. Conoscere il suo valore permette di rifinire meglio il rischio CV del paziente e cucire su misura un’adeguata prevenzione primaria o secondaria. Conoscere HDL, LDL, trigliceridi e rapporti avanzati consente una prevenzione personalizzata e più efficace.

Stile di vita e interventi terapeutici

Oltre alla diagnosi, la gestione del colesterolo si basa su stile di vita sano e terapie farmacologiche mirate. Una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura e grassi “buoni”, insieme a esercizio fisico regolare, può ridurre significativamente LDL e trigliceridi, aumentando HDL. Nei pazienti ad alto rischio, il medico può prescrivere statine o altre terapie ipolipemizzanti più avanzate, come ad esempio anticorpi monoclonali con somministrazione mensile o small interfering RNAs con somministrazione semestrale, per ridurre il rischio cardiovascolare. È importante ricordare che tali farmaci avanzati sono riservati solo a pazienti con rischio molto elevato (es. pazienti con pregresso infarto) in aggiunta alle statine, che rappresentano il pilastro della prevenzione cardiovascolare, in quanto sono il farmaco che ha ridotto più di tutti la mortalità CV.

Conclusioni

Oggi, non basta più conoscere il valore totale del colesterolo. Per una prevenzione efficace delle malattie cardiovascolari è fondamentale valutare il profilo lipidico completo incluso LDL, stratificare il target di LDL in base al profilo di rischio e intervenire precocemente con modifiche dello stile di vita o farmaci specifici.


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