Lupus Eritematoso Sistemico: nuove terapie biologiche e ruolo dell’Immunologo Clinico
Il Lupus Eritematoso Sistemico (LES) è una malattia autoimmune cronica complessa, in cui il sistema immunitario produce autoanticorpi che attaccano i propri tessuti, generando un’infiammazione diffusa. Questa risposta immunitaria anomala può interessare diversi organi, tra cui cute, articolazioni, reni, cuore, polmoni, sangue e cervello
Una patologia eterogenea e complessa
Il LES è noto per la sua grande variabilità clinica: non esistono due casi identici. Alcuni pazienti presentano manifestazioni principalmente cutanee, come il classico eritema a farfalla che coinvolge entrambi gli zigomi, mentre altri sviluppano un coinvolgimento renale o articolare.
Un sintomo comune a quasi tutti i pazienti è la stanchezza cronica, che incide in modo significativo sulla qualità di vita. Questa eterogeneità rende la diagnosi spesso difficile, poiché i segni clinici possono essere confusi con quelli di altre patologie autoimmuni o infiammatorie.
Perché è importante rivolgersi all’immunologo clinico
La diagnosi del lupus richiede un approccio specialistico. Non esiste infatti un test unico di laboratorio in grado di confermare la malattia. L’immunologo clinico è la figura di riferimento per richiedere e interpretare correttamente gli esami più specifici, come la ricerca degli anticorpi antinucleo (ANA) e di altri autoanticorpi associati.
È importante sapere che, sebbene tutti i pazienti con LES abbiano gli anticorpi ANA nel sangue, non tutte le persone positive agli ANA sono affette da lupus. La valutazione clinica e immunologica deve quindi essere personalizzata e integrata.
Nuove terapie biologiche e approccio personalizzato
Negli ultimi anni, la gestione del lupus ha compiuto grandi passi avanti grazie all’introduzione di nuovi farmaci biologici. Oltre alle terapie tradizionali – come glucocorticoidi, idrossiclorochina, metotrexato, azatioprina, micofenolato, ciclosporina e voclosporina – oggi sono disponibili molecole innovative come belimumab e anifrolumab.
Questi farmaci agiscono in modo mirato sul sistema immunitario, consentendo di ridurre le dosi di cortisone e quindi di limitare gli effetti collaterali tipici di una terapia prolungata.
Il ruolo dell’immunologo clinico nella terapia personalizzata
Il ruolo dell’immunologo clinico è cruciale anche nella fase terapeutica: dopo un’attenta valutazione della sintomatologia e del danno d’organo, il medico individua la combinazione terapeutica più efficace e sicura per ogni paziente. Esistono, infatti, schemi di cura più indicati per il LES cutaneo, altri per quello renale o articolare.
Grazie ai progressi scientifici e alla personalizzazione del trattamento, oggi è possibile ottenere un miglior controllo della malattia e una migliore qualità di vita per le persone affette da lupus eritematoso sistemico.