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Radiofrequenza pulsata: come funziona e quando può essere utile nel dolore della colonna

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Dott. Vito Lavanga
Scritto da: Dott. Vito Lavanga Ortopedico e Traumatologo a Lainate
4.8 |

20 recensioni

Pubblicato il: 11/03/2026 Editato da: Chiara D'Alessio il 11/03/2026

La radiofrequenza pulsata (PRF, pulsed radiofrequency) è una procedura mini-invasiva usata per il trattamento di alcuni tipi di dolore della colonna, in particolare quando il dolore ha caratteristiche radicolari/neuropatiche (ad esempio irradiazione a gamba o braccio con formicolii, scosse, bruciore). A differenza della radiofrequenza “continua” (termica), la PRF eroga energia a impulsi mantenendo la temperatura del tessuto generalmente entro soglie non lesive (tipicamente intorno a 42°C), con l’obiettivo di modulare la trasmissione del dolore senza creare una lesione termica del nervo.

In questo articolo vediamo quando viene considerata nella pratica clinica e cosa aspettarsi, seguendo l’approccio di uno specialista della chirurgia vertebrale, il Dott. Vito Lavanga, in cui la procedura è inserita in un percorso guidato da diagnosi, imaging e obiettivi realistici.

Caratteristiche e diagnosi: perché “il tipo di dolore” conta

Per valutare se la radiofrequenza pulsata possa avere senso, il punto di partenza è distinguere:

  • dolore meccanico (prevalente su carichi/movimenti)
  • dolore radicolare/neuropatico (che segue un territorio nervoso, spesso con parestesie e irradiazione)

La diagnosi si costruisce con visita specialistica e correlazione clinico-radiologica (RM/TC), per identificare la possibile sorgente: ernia/protrusione discale, stenosi, irritazione radicolare, dolore legato a strutture posteriori, ecc. (nell’articolo sulla discopatia lombare la centralità di questa valutazione è un passaggio chiave).

A cosa serve (e quando si prende in considerazione)

La PRF viene utilizzata soprattutto come tecnica di neuromodulazione: non “cancella” la causa anatomica, ma può ridurre la componente dolorosa in scenari selezionati, ad esempio:

  • dolore radicolare lombare trattato su target come il ganglio della radice dorsale (DRG) in casi appropriati
  • alcuni quadri di dolore cronico in cui si ricerca un’opzione mirata e ripetibile, con profilo di tollerabilità favorevole, quando indicata

Le evidenze più recenti su PRF del DRG nel dolore radicolare lombare suggeriscono un beneficio possibile, spesso più evidente nel breve periodo, mentre la solidità dei dati sul lungo termine è variabile e dipende dalla popolazione trattata e dai protocolli.

Come si svolge la procedura

In genere il percorso comprende:

  1. Pianificazione sulla base di visita ed esami.
  2. Procedura in ambiente dedicato con guida strumentale (a seconda del target e del distretto).
  3. Posizionamento dell’elettrodo vicino alla struttura selezionata e applicazione di energia pulsata, con controllo dei parametri (inclusa la temperatura).

Il rientro alle attività viene indicato caso per caso: l’obiettivo è una ripresa rapida e una gestione ordinata del follow-up.



Rischi ed effetti collaterali: cosa sapere prima

Il profilo di sicurezza è generalmente buono se la procedura è eseguita da mani esperte e con corretta selezione del paziente. Possibili effetti includono:

  • dolore o fastidio transitorio nel punto di trattamento
  • irritazione temporanea del nervo (aumento momentaneo dei sintomi)
  • ecchimosi o indolenzimento locale

Eventi più significativi sono rari, ma la valutazione pre-procedura serve proprio a ridurre rischi e a definire se la PRF sia appropriata per quel quadro clinico.

Quando si valuta la chirurgia (e perché non sono alternative “in concorrenza”)

Nelle patologie della colonna, la scelta tra procedura mini-invasiva e chirurgia dipende soprattutto da:

  • deficit neurologici, peggioramento progressivo o segni d’allarme
  • fallimento di un percorso ben impostato
  • presenza di una causa anatomica che richiede decompressione o stabilizzazione

In questi casi, la chirurgia vertebrale ha un ruolo specifico e prioritario. La radiofrequenza pulsata può essere considerata in scenari diversi o come parte di una strategia graduale, ma non deve ritardare un’indicazione chirurgica quando questa è chiara. (L’idea di “percorso personalizzato” è ricorrente negli articoli del Dott. Lavanga).

Innovazioni e ricerca

La ricerca sulla PRF continua a evolvere: si studiano bersagli (come DRG), parametri di erogazione e criteri di selezione del paziente per migliorare risultati e durata del beneficio. Negli studi più recenti, l’attenzione è anche sulla qualità delle prove e sui confronti diretti con altre procedure, perché non tutti i quadri dolorosi si comportano allo stesso modo.

Importanza della consapevolezza: quando chiedere una valutazione dedicata

È opportuno rivolgersi a uno specialista della colonna se:

  • il dolore si associa a irradiazione a braccio/gamba con sintomi neurologici
  • c’è limitazione importante e persistente della vita quotidiana
  • compaiono debolezza, disturbi sensitivi marcati o peggioramento progressivo

La differenza la fa una diagnosi precisa e una strategia coerente: la radiofrequenza pulsata può essere un’opzione utile in casi selezionati, ma va scelta e “dosata” con criteri rigorosi, soprattutto quando il paziente presenta patologie complesse della colonna.



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