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Terapia Chirurgica dell'epilessia farmaco-resistente

Prof. Andrea Landi
Scritto da: Prof. Andrea Landi Neurochirurgo a Padova
5.0 |

1 recensione

Pubblicato il: 18/04/2024 Editato da: Veronica Renzi il 20/05/2024

Per coloro che non rispondono adeguatamente alla terapia farmacologica, l'opzione chirurgica può offrire una possibilità di miglioramento significativo della qualità della vita. Tuttavia, prima di procedere con l'intervento chirurgico, è fondamentale condurre uno studio pre-chirurgico dettagliato


Studio Pre-Chirurgico

Lo studio pre-chirurgico per l'epilessia farmaco-resistente coinvolge una serie di valutazioni cliniche, radiologiche e neurofisiologiche per identificare con precisione l'origine delle crisi epilettiche e determinare la fattibilità dell'intervento chirurgico.

Questo processo multidisciplinare coinvolge neurologi, neurochirurghi, neuroradiologi, neuropsicologi e altri specialisti.

  1. Valutazione Clinica: Si inizia con una valutazione clinica dettagliata della storia medica del paziente, dei sintomi epilettici, dei trattamenti farmacologici precedenti e dei risultati degli esami diagnostici.
  2. Esami Diagnostici: L'uso di tecniche di imaging avanzate, come la risonanza magnetica cerebrale (MRI), può rivelare lesioni strutturali o anomalie cerebrali associate alle crisi epilettiche. L'elettroencefalogramma (EEG) registra l'attività elettrica cerebrale per identificare l'area specifica da cui originano le crisi.
  3. Monitoraggio Video-EEG: In alcuni casi, è necessario ricorrere a registrazioni EEG direttamente dall’encefalo mediante elettrodi posizionati chirurgicamente, per meglio definire il focolaio epilettogeno.
  4. Test di Neuroimaging Funzionale: Tecniche avanzate di imaging cerebrale funzionale, come la tomografia ad emissione di positroni (PET) e la tomografia a emissione di fotoni singoli (SPECT), possono essere utilizzate per mappare l'attività cerebrale durante le crisi epilettiche e identificare le aree critiche coinvolte.


Terapia Chirurgica

Una volta completato lo studio pre-chirurgico e identificate le aree cerebrali responsabili delle crisi epilettiche, si può procedere con l'intervento chirurgico.

Le opzioni chirurgiche includono:

  1. Resezione del Focolaio Epilettogeno: Se le crisi epilettiche hanno un'origine chiaramente identificabile e localizzata, il chirurgo può rimuovere chirurgicamente la porzione di tessuto cerebrale responsabile delle crisi.
  2. Neuromodulazione: In alcuni casi, soprattutto quando le aree epilettogene sono diffuse o non facilmente accessibili, si può optare per l'impianto di dispositivi di neuromodulazione, come stimolatori del nervo vago (VNS) o stimolatori dei nuclei celebrali (DBS), che possono aiutare a ridurre la frequenza e l'intensità delle crisi.
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