
Che cos'è la chirurgia ricostruttiva urinaria?
La chirurgia ricostruttiva urinaria è una branca specialistica dell’urologia che si occupa della riparazione, ricostruzione o sostituzione di parti delle vie urinarie danneggiate, ristrette o malformate.
Può coinvolgere l’uretra, la vescica, gli ureteri e, in alcuni casi, i genitali esterni. L’intervento può essere eseguito in anestesia generale e prevede tecniche tradizionali, endoscopiche o mini-invasive, a seconda della patologia trattata.
Questa chirurgia è indicata sia in pazienti maschi che femmine, adulti e pediatrici, e mira a ripristinare la funzione urinaria normale e migliorare la qualità della vita.
Perché si esegue?
La chirurgia ricostruttiva urinaria si esegue per correggere anomalie anatomiche o funzionali delle vie urinarie causate da:
- Stenosi uretrali (restringimenti dell’uretra)
- Lesioni traumatiche dell’apparato urinario
- Complicanze di interventi chirurgici precedenti
- Malformazioni congenite (es. ipospadia, epispadia)
- Esiti di radioterapia o infezioni gravi
- Patologie neurologiche che compromettono la funzione urinaria
- Neoplasie che richiedono resezioni e ricostruzioni
In cosa consiste?
La chirurgia può variare da semplici procedure ambulatoriali a interventi complessi. Alcuni esempi includono:
- Uretroplastica: riparazione dell’uretra per correggere una stenosi
- Ricostruzione della vescica (neovescica): nei casi di rimozione della vescica per tumore
- Reimpianto ureterale: per correggere il reflusso vescico-ureterale o restringimenti
- Creazione di derivazioni urinarie: per deviare il flusso urinario dopo interventi maggiori
La scelta dell’intervento dipende dalla sede e gravità della lesione, dall’età del paziente e dallo stato generale di salute.
Preparazione all’intervento
Prima della chirurgia, il paziente sarà sottoposto a una serie di esami (uroflussometria, uretrografia, cistoscopia, TAC, risonanza magnetica, ecc.) per valutare la condizione delle vie urinarie.
Potrebbe essere necessario sospendere alcuni farmaci (es. anticoagulanti) e iniziare una terapia antibiotica preventiva.
Cure post-operatorie
Nel post-operatorio, il paziente può avere un catetere urinario per alcuni giorni o settimane, in base alla complessità dell’intervento.
I sintomi comuni comprendono:
- Dolore pelvico o uretrale
- Presenza di sangue nelle urine
- Difficoltà o bruciore durante la minzione
- Necessità di evitare sforzi fisici per alcune settimane
Il follow-up include controlli clinici, ecografie e a volte ulteriori endoscopie.
Alternative a questo trattamento
Le alternative variano a seconda della patologia. In alcuni casi, possono essere utilizzati trattamenti conservativi come:
- Dilatazioni uretrali
- Stent urinari
- Farmaci anticolinergici o mirabegroni
- Terapie comportamentali o riabilitative
Tuttavia, in presenza di danni anatomici importanti o di sintomi severi, la chirurgia ricostruttiva rappresenta spesso l’unica opzione risolutiva.
