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Malattia di Kienbock

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  • Malattia di Kienbock
Creato: 19/09/2025
Editato: 19/09/2025
Redatto da: Giada Bertini

Che cosa è la malattia di Kienbock?

La malattia di Kienböck è una patologia rara e progressiva che colpisce il polso, determinata dalla necrosi avascolare dell’osso semilunare. Questo osso, situato nella parte centrale del carpo, riveste un ruolo fondamentale per la stabilità e la mobilità dell’articolazione. La perdita di apporto sanguigno porta al deterioramento del tessuto osseo, con conseguente collasso strutturale e compromissione funzionale del polso e della mano.

Epidemiologia e importanza clinica

La malattia di Kienböck è più comune negli adulti giovani, tra i 20 e i 40 anni, ed è osservata più frequentemente negli uomini rispetto alle donne. Pur essendo rara, ha un impatto significativo sulla qualità della vita perché può limitare le attività quotidiane, sportive e lavorative, soprattutto in chi utilizza intensamente le mani.

Cause e fattori predisponenti

La causa esatta non è ancora del tutto nota, ma diversi fattori possono concorrere allo sviluppo della malattia:

  • Anomalie vascolari congenite, con ridotto numero di arterie che irrorano il semilunare.
  • Traumi ripetuti o microtraumi cronici, come quelli legati a lavori manuali pesanti o a sport che sollecitano il polso.
  • Fratture o lesioni precedenti, che possono alterare la circolazione locale.
  • Discrepanze anatomiche tra radio e ulna (ulna più corta rispetto al radio), che modificano la distribuzione dei carichi sul semilunare.
  • Questi fattori, isolati o combinati, portano a una progressiva sofferenza ischemica dell’osso.

Sintomatologia

I sintomi della malattia di Kienböck evolvono lentamente e si aggravano con il tempo. Le manifestazioni cliniche tipiche includono:

  • Dolore cronico al polso, inizialmente intermittente e legato allo sforzo, in seguito anche a riposo.
  • Rigidità articolare e riduzione della capacità di flessione ed estensione.
  • Gonfiore localizzato e sensibilità al tatto nella regione dorsale del polso.
  • Perdita progressiva della forza di presa e difficoltà nell’afferrare o sollevare oggetti.
  • In stadi avanzati, deformità articolare e artrosi secondaria.

Diagnosi e stadiazione

La diagnosi richiede una valutazione clinica specialistica e indagini strumentali.

  • Radiografie: consentono di osservare modificazioni della densità ossea e deformità del semilunare.
  • Risonanza magnetica (RMN): fondamentale per identificare i primi segni di necrosi e la compromissione della vascolarizzazione.
  • Tomografia computerizzata (TAC): utile per definire la geometria e il grado di collasso dell’osso.
  • La malattia viene classificata in diversi stadi, da quelli iniziali, caratterizzati da alterazioni minime, fino a quelli avanzati, in cui il collasso del semilunare determina artrosi del polso.

Trattamento conservativo

Nelle fasi precoci, la gestione può prevedere:

  • Immobilizzazione temporanea del polso con tutori o gessi.
  • Farmaci antinfiammatori per ridurre dolore e infiammazione.
  • Fisioterapia mirata al mantenimento della mobilità e al rinforzo muscolare.
  • Questi approcci non arrestano la progressione, ma possono alleviare i sintomi e preservare la funzionalità.

Trattamento chirurgico

Quando la malattia è avanzata o non risponde alle cure conservative, è indicata la chirurgia. Le tecniche variano in base allo stadio:

  • Procedure di rivascolarizzazione, che favoriscono il ritorno di sangue al semilunare.
  • Osteotomie correttive, per riequilibrare i carichi articolari tra radio e ulna.
  • Artrodesi parziali del polso, che stabilizzano l’articolazione riducendo il dolore.
  • Sostituzione protesica o rimozione del semilunare, nei casi più gravi.
  • L’obiettivo è preservare la mobilità e migliorare la qualità di vita del paziente.

Prognosi ed evoluzione

La prognosi dipende in larga parte dalla tempestività della diagnosi. Trattata in fase precoce, la malattia può essere controllata con risultati soddisfacenti. Tuttavia, nei casi diagnosticati tardivamente, la progressione verso il collasso osseo e l’artrosi è frequente, comportando dolore cronico e limitazioni funzionali permanenti.

Prevenzione e monitoraggio

Non esistono strategie preventive specifiche per la malattia di Kienböck, ma la diagnosi precoce rappresenta l’arma principale per contenere i danni. Persone con dolore persistente al polso, specie in presenza di traumi pregressi o di attività che sovraccaricano l’articolazione, dovrebbero rivolgersi a uno specialista per una valutazione accurata.

Dott. Augusto Marcuzzi
Testo accreditato da: Dott. Augusto MarcuzziOrtopedia a Modena
5.0 |

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