
Che cos’è la rinoplastica secondaria?
La rinoplastica secondaria, o rinoplastica di revisione, è un intervento chirurgico eseguito in una naso precedentemente operato.
Perché si esegue?
La rinoplastica secondaria si esegue per correggere difetti estetici o funzionali residui o sopraggiunti dopo una prima rinoplastica.
In cosa consiste?
La rinoplastica secondaria è una procedura complessa, che richiede esperienza e competenza specifiche. Il chirurgo di revisione deve operare su una molteplicità di strutture nasali struralmente modificate dal precedente intervento chirurgico. La procedura è resa ancor più complessa da fenomeni più o meno estesi di fibrosi cicatriziale che inevitabilemente si formano nel periodo di guarigione, potenzialmente responsabili sia di ispessimenti/assottigliamenti del mantello cutaneo, sia di retrazioni – a volte deformanti – soprattutto al terzo inferiore del naso (innalzamento dei bordi alari, asimmetrie di forma e dimensioni delle narici, asimmetria della punta, cicatrici esterne visibili). Nei casi più complessi, bisogna attuare ricostruzioni strutturali con innesti cartilaginei autologhi prelevati dal setto, dal padiglione auricolare o dalla cartilagine costale.
Preparazione per la rinoplastica secondaria
La preparazione pre-operatoria prevede una accurata visita specialistica del chirurgo nasale e una completa valutazione estetico-funzionale che comprende indagine rino-endoscopica, TC massiccio-facciale senza contrasto, studio fotografico con apparecchiature professionali, analisi morfometrica e generazione di simulazioni per definire un risultato realistico e personalizzato da discutere con il paziente. L’intervento viene eseguito in anestesia generale, e quindi è necessario eseguire esami ed indagini previsti dai protocolli standard (esami del sangue, ECG ed eventuale valutazione cardiologica). Situazioni cliniche particolari vengono gestite dal team anestesiologico.
Recupero postintervento
Nell’immediato post-operatorio, sono presenti ematomi ed edemi a carico delle regioni adiacenti al naso. Si tratta di fenomeni transitori che regrediscono nelle settimane successive. Il dolore è minimo, abitualmente gestito con analgesici blandi tipo paracetamolo.
Il risultato definitivo di una rinoplastica secondaria richiede tempo: l’edema può persistere anche per alcuni mesi e le aree operate si stabilizzano completamente dopo circa 12 mesi, a volte anche 18-24 mesi, a seconda dell’estensione dell’area ricostruita e delle condizioni dei tessuti molli di rivestimento. Il risultato comporta miglioramenti che riguardano non solo l’aspetto estetico, ma anche la funzionalità respiratoria, nei casi in cui risulta compromessa dopo precedente intervento. Il grado di miglioramento è in relazione all’estensione e all’entità dei difetti da correggere.
