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Allergia? Forse no!

Dott. Antonio Anania
Scritto da: Dott. Antonio Anania Allergologo a Torino
Pubblicato il: 22/03/2016 Editato da: TOP DOCTORS® il 13/04/2024

Spesso si attribuisce con fin troppa facilità la colpa di un disturbo all’allergia. A volte, però, la vera origine è un’altra. Ce ne parla il Dott. Antonio Anania, esperto in Allergologia

 

 

Come si cura una reazione allergica?

Le reazioni allergiche, o che si sospetta siano di natura allergica, vanno trattate con una terapia farmacologica antireattiva. Si dovrebbe, poi, evitare il contatto con l’allergene, ad esempio sospendere l’uso del farmaco “sospetto”, tenere lontano il gatto, evitare che si raccolga troppa polvere, etc. 

A volte, però, non si riconosce subito qual è l’elemento che provoca la reazione allergica. In questi casi, per curare la fase acuta, si impiegano dei farmaci anti-reattivi. Questi farmaci, che sono sì comuni nel trattamento delle allergie (come nel caso degli antistaminici o dell’adrenalina), sono accompagnati da procedure e farmaci tipici della medicina d’urgenza (come steroidi, broncodilatatori, accessi venosi, soluzioni fisiologiche, ossigeno, assistenza ventilatoria, etc.)

Superata la fase acuta, però, è necessario procedere alla diagnosi dell’allergia, che richiede esami clinici, test in vivo, test in vitro ed esami strumentali, oltre che l’analisi della storia clinica del paziente e dei suoi familiari.

Se i test non hanno evidenziato un’allergia, ma il sospetto è ancora molto forte, si dice che i test sono negativi “per gli allergeni testati”.

 

Quindi se i test sono positivi, sono sicuramente allergico?

Non sempre: ci sono dei casi che necessitano di un’adeguata interpretazione. Ad esempio, se un paziente risultato allergico presenta dei sintomi “strani”, allora è necessario fare delle indagini più accurate. Se i sintomi o le reazioni non sono quelle che normalmente vengono imputate all’allergene individuato, potrebbe non trattarsi di allergia.

Inoltre, vi sono casi in cui i test e la storia clinica escludono la presenza di un’allergia. A questo punto, si rende necessaria una diagnosi più ampia, che valuta anche patologie con sintomi simili a quelli di un’allergia.

Ad ogni modo, non basta “decidere” di essere allergico a qualcosa: è sempre importante recarsi da un allergologo che confermi o smentisca la diagnosi e, se necessario, che ci indirizzi verso un altro specialista. 

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