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Alluce valgo: trattamento e tecniche chirurgiche

L’alluce valgo è una deformità del piede molto comune, caratterizzata dalla deviazione laterale dell’alluce e spesso accompagnata da dolore, borsite o metatarsalgie. Si tratta di una condizione che non può essere corretta con dispositivi esterni o con esercizi: l’unica soluzione definitiva è la chirurgia. Ne parliamo con il Dott. Massimo Drommi, specialista in Ortopedia e Traumatologia.

Trattamento dell’alluce valgo

Contrariamente a quanto spesso si legge sul web, non esistono sistemi o dispositivi “miracolosi” in grado di correggere il valgismo dell’alluce senza intervento chirurgico. Anche le tecniche più avanzate richiedono esperienza e precisione. Tra le metodiche più moderne si distingue la chirurgia percutanea, una procedura che permette di correggere la deformità attraverso piccoli fori nella cute, utilizzando strumenti simili a quelli dell’implantologia dentale. Questa tecnica non è un’unica procedura standard, ma un insieme di metodiche che possono essere adattate alla specifica anatomia del piede.

Tecnica mininvasiva e fissazione stabile

La mininvasività dell’intervento non dipende solo dall’accesso percutaneo, ma dalla conoscenza anatomica e dalla precisione del chirurgo. Un intervento percutaneo eseguito da mani inesperte può causare più danni di un’osteotomia a cielo aperto eseguita correttamente. La stabilizzazione dell’osteotomia con micro-viti in titanio, materiale riassorbibile o fili di Kirschner consente una correzione più precisa e sicura, riducendo significativamente il rischio di complicanze, come recidiva o accorciamento dell’alluce, frequenti nelle procedure non stabilizzate.


L’obiettivo del trattamento è ottenere la migliore correzione possibile nel modo meno invasivo e con tempi di convalescenza contenuti. La scelta della tecnica dipende dalle caratteristiche della deformità del piede, dall’età e dalle esigenze del paziente, ad esempio tra un piede di sportivo, ballerino o di una persona anziana. Anche la condizione articolare dell’alluce influisce sulla strategia chirurgica: un’articolazione rigida e artrosica richiede un approccio diverso rispetto a una flessibile con cartilagine conservata.

Tempi di recupero post-operatorio

Il recupero post-operatorio dell’alluce valgo prevede generalmente un regime day-hospital. Nella prima settimana è possibile camminare in casa con calzature specifiche, evitando stampelle, e mantenendo i piedi in lieve elevazione. Nelle settimane successive, l’uso di calzature post-operatorie e fasciature controllate permette di aumentare gradualmente la mobilità. Dopo circa quattro settimane, si può riprendere la normale deambulazione e attività quotidiane leggere. La corsa viene generalmente sconsigliata fino al secondo mese, mentre nuoto e altre attività a basso impatto possono iniziare prima. La fisioterapia può essere utile per migliorare flessibilità e drenaggio dell’edema residuo.


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Conseguenze locali e posturali

La deformità del piede dovuta all’alluce valgo può causare disallineamento articolare, degenerazione cartilaginea, borsiti e metatarsalgie. Il primo metatarso si apre a ventaglio e diventa ipermobile, creando conflitto con le calzature e dolore cronico. Se non trattata correttamente, la condizione può alterare la postura e la meccanica del cammino, provocando ulteriori problemi a ginocchia, anche e schiena.

La scelta di una tecnica chirurgica mirata, precisa e personalizzata è fondamentale per ottenere risultati duraturi, ridurre il rischio di recidiva e migliorare la qualità di vita del paziente.