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Anismo e ulcera solitaria del retto: il disturbo della defecazione che può danneggiare il retto

La stipsi cronica non è sempre dovuta a un'alimentazione povera di fibre o a uno stile di vita sedentario. In molti casi, alla base del problema può esserci un'alterazione funzionale della defecazione nota come anismo, o dissinergia del pavimento pelvico, una condizione che può favorire lo sviluppo della sindrome dell'ulcera solitaria del retto.


Riconoscere precocemente questi disturbi consente di impostare un trattamento mirato e prevenire complicanze nel tempo

Che cos'è l'anismo e perché ostacola la defecazione

L'anismo, conosciuto anche come dissinergia del pavimento pelvico, è un disturbo funzionale della defecazione caratterizzato dall'incapacità di rilassare correttamente il muscolo puborettale e lo sfintere anale esterno durante il tentativo di evacuare.


In alcuni pazienti, anziché rilassarsi, questi muscoli si contraggono in modo paradosso, creando un ostacolo all'espulsione delle feci.


In condizioni fisiologiche, la defecazione richiede un aumento della pressione addominale, associato al rilassamento del muscolo puborettale, all'apertura dell'angolo anorettale e al rilasciamento dello sfintere anale.


Quando questo delicato meccanismo di coordinazione viene alterato, il canale anale rimane funzionalmente chiuso, determinando difficoltà evacuativa, stipsi cronica e una persistente sensazione di incompleto svuotamento rettale.

Sintomi dell'anismo: quando sospettare una dissinergia del pavimento pelvico

I pazienti con anismo riferiscono frequentemente:

  • sforzi evacuativi prolungati;
  • necessità di ricorrere a clisteri o lassativi;
  • sensazione di blocco anale;
  • evacuazione incompleta;
  • talvolta dolore anorettale.


Questi sintomi compromettono significativamente la qualità della vita e tendono a cronicizzarsi se il disturbo non viene riconosciuto e trattato adeguatamente.

Come si diagnostica l'anismo

La diagnosi dell'anismo si basa sull'integrazione tra valutazione clinica ed esami funzionali.


Tra gli accertamenti più importanti rientrano:

  • manometria anorettale;
  • test di espulsione del palloncino;
  • defecografia o risonanza magnetica dinamica del pavimento pelvico.


La manometria anorettale evidenzia tipicamente il mancato rilassamento oppure l'aumento paradosso delle pressioni anali durante il ponzamento. La defecografia, invece, può documentare la mancata apertura dell'angolo anorettale e un ritardo dell'evacuazione, confermando il disturbo funzionale.

Biofeedback: il trattamento più efficace per l'anismo

Il trattamento di prima scelta è rappresentato dal biofeedback, una metodica riabilitativa che insegna al paziente a coordinare correttamente la spinta addominale con il rilassamento del pavimento pelvico durante la defecazione.


La letteratura scientifica riporta percentuali di successo comprese tra il 60% e l'80%, rendendo il biofeedback il trattamento di riferimento per la dissinergia defecatoria.


Alla riabilitazione possono essere associati:

  • incremento dell'apporto di fibre alimentari;
  • lassativi osmotici;
  • adeguata idratazione.


In casi selezionati può essere impiegata anche la tossina botulinica, utile per ridurre temporaneamente il tono del muscolo puborettale.

Sindrome dell'ulcera solitaria del retto: cos'è e perché si sviluppa

La sindrome dell'ulcera solitaria del retto è una rara patologia benigna caratterizzata dalla presenza di lesioni della mucosa rettale che possono essere ulcerative, polipoidi oppure eritematose. Nonostante il nome, la lesione non è necessariamente unica né sempre ulcerata.


Questa malattia è strettamente correlata alla sindrome della defecazione ostruita ed è frequentemente associata ad anismo, prolasso mucoso e intussuscezione rettale interna.


La sua origine è attribuita al traumatismo cronico della mucosa rettale causato dai ripetuti sforzi evacuativi e dall'aumento delle pressioni intrarettali.


La persistente contrazione del muscolo puborettale durante il ponzamento determina un'ischemia della mucosa con progressivo danno dei tessuti, fino alla formazione dell'ulcera.

Quali sintomi provoca l'ulcera solitaria del retto

I sintomi più frequenti comprendono:

  • rettorragia;
  • emissione di muco;
  • tenesmo rettale;
  • dolore rettale;
  • stipsi cronica;
  • sensazione di evacuazione incompleta.


In alcuni pazienti può essere presente anche un prolasso rettale, evidente oppure occulto.

Diagnosi della sindrome dell'ulcera solitaria del retto

L'endoscopia può evidenziare ulcerazioni localizzate, aree eritematose oppure lesioni polipoidi che possono simulare una neoplasia. Per questo motivo la biopsia rappresenta un passaggio indispensabile per confermare la diagnosi.


L'esame istologico mostra reperti caratteristici della malattia, tra cui:

  • fibrosi della lamina propria;
  • ispessimento della muscolaris mucosae;
  • iperplasia fibromuscolare.


Il percorso diagnostico deve essere completato mediante manometria anorettale e defecografia, esami che spesso documentano la presenza di anismo e di intussuscezione rettale.

Come si cura la sindrome dell'ulcera solitaria del retto

Il trattamento iniziale è prevalentemente conservativo e comprende:

  • modificazione delle abitudini evacuative;
  • aumento dell'apporto di fibre alimentari;
  • utilizzo di lassativi osmotici;
  • biofeedback.


Quest'ultimo riveste un ruolo fondamentale perché consente di correggere il disturbo funzionale alla base della malattia, favorendo la guarigione della lesione rettale e riducendo il rischio di recidive.


Nei pazienti con prolasso rettale oppure nei casi refrattari alla terapia conservativa può essere indicato il trattamento chirurgico mediante rettopessi ventrale laparoscopica, procedure transanali o altre tecniche correttive del prolasso.

Il legame tra anismo e ulcera solitaria del retto

L'anismo e la sindrome dell'ulcera solitaria del retto rappresentano due condizioni strettamente correlate, espressione della stessa alterazione funzionale del compartimento anorettale.


La dissinergia del pavimento pelvico costituisce uno dei principali fattori responsabili dello sviluppo dell'ulcera, poiché mantiene elevate le pressioni intrarettali e favorisce il traumatismo cronico della mucosa rettale.


Per questo motivo, il riconoscimento precoce della dissinergia defecatoria e il trattamento riabilitativo mediante biofeedback permettono, nella maggior parte dei casi, di ottenere un significativo miglioramento clinico e di prevenire l'evoluzione della malattia e delle sue complicanze.

Per approfondimenti clinici e consulenze personalizzate 🩺 Prof. Maurizio Gentile