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Apnee notturne: quando può essere utile un dispositivo di avanzamento mandibolare?

Le apnee ostruttive del sonno sono caratterizzate da ripetute riduzioni o interruzioni del flusso respiratorio durante il sonno, dovute al restringimento delle vie aeree superiori. Russamento, sonnolenza diurna e apnee osservate dal partner possono far nascere il sospetto, ma la diagnosi richiede uno studio del sonno. In alcuni pazienti anche l’odontoiatra può contribuire al trattamento attraverso dispositivi di avanzamento mandibolare.

Che cosa sono le apnee ostruttive del sonno?

Durante il sonno i muscoli delle vie aeree superiori si rilassano. Nelle persone con OSA/OSAS, questo rilassamento può determinare un restringimento o una chiusura temporanea delle vie respiratorie, con episodi di ipopnea o apnea.

L’organismo reagisce attraverso brevi risvegli o alleggerimenti del sonno che permettono di riprendere la respirazione, ma frammentano il riposo. Il risultato può essere un sonno poco ristoratore anche quando la persona ritiene di aver dormito per un numero sufficiente di ore.

Secondo NICE, alcuni dei segnali che possono suggerire la presenza di apnea ostruttiva sono russamento, pause respiratorie osservate, sonno non ristoratore, cefalea al risveglio, sonnolenza o stanchezza diurna, risvegli con sensazione di soffocamento e difficoltà cognitive.

Russare significa avere apnee notturne?

No. Il russamento è frequente e non equivale automaticamente a una diagnosi di apnea ostruttiva.

Può però rappresentare un segnale da approfondire, soprattutto quando è associato a pause respiratorie osservate dal partner, risvegli frequenti, sonnolenza diurna o difficoltà di concentrazione.

La diagnosi non può essere stabilita osservando soltanto la bocca o la mandibola. NICE raccomanda infatti di utilizzare uno studio del sonno, in genere una poligrafia respiratoria domiciliare e, in determinate situazioni, una polisonnografia. Lo studio permette di confermare il disturbo e definirne la gravità.

Questo passaggio è fondamentale perché il trattamento dipende dal tipo e dalla severità dell’apnea e dalle caratteristiche individuali del paziente.

Qual è il ruolo dell’odontoiatra?

L’odontoiatra non sostituisce il medico del sonno nella diagnosi di apnea ostruttiva.

Può però avere un ruolo importante in un percorso multidisciplinare, soprattutto quando si valuta l’utilizzo di un dispositivo orale di avanzamento mandibolare.

Gli standard dell’American Academy of Dental Sleep Medicine aggiornati nel 2025 sottolineano proprio la necessità di collaborazione tra odontoiatra e medico: il dentista valuta denti, gengive, occlusione, articolazioni temporo-mandibolari e capacità di avanzamento della mandibola, mentre diagnosi e controllo della patologia respiratoria rimangono inseriti in un percorso medico.

Per un ortodontista, quindi, il contributo riguarda soprattutto la valutazione cranio-facciale e dento-occlusale necessaria per capire se un dispositivo sia tecnicamente indicato e tollerabile.

Il dispositivo mandibolare è semplicemente un apparecchio contro il russamento?

No. Questa distinzione è particolarmente importante.

Un mandibular advancement device (MAD) è progettato per mantenere la mandibola in una posizione più avanzata durante il sonno. Questo spostamento modifica i rapporti tra mandibola, lingua e tessuti delle vie aeree superiori e può aumentare lo spazio disponibile per il passaggio dell’aria.

Non dovrebbe però essere considerato un generico apparecchio “antirussamento” acquistato senza valutazione.

Perché il trattamento sia appropriato servono almeno tre passaggi distinti:

  • diagnosi del disturbo respiratorio;
  • valutazione odontoiatrica e occlusale;
  • verifica nel tempo dell’efficacia sulla respirazione durante il sonno.

Gli standard AADSM 2025 sottolineano inoltre che esame clinico, impronte dentali e registrazione del morso richiedono una valutazione in presenza.

Quindi il punto non è semplicemente “portare avanti la mandibola”, ma trovare una posizione terapeutica efficace e compatibile con denti, parodonto, articolazioni e occlusione.



In quali pazienti può essere preso in considerazione?

Secondo NICE, nei pazienti adulti con OSA lieve sintomatica che non tollerano o non desiderano provare la CPAP, può essere considerato un dispositivo mandibolare personalizzato o semi-personalizzato, purché denti e parodonto siano in condizioni adeguate.

Anche nelle forme moderate o severe può essere valutato quando la CPAP non viene tollerata o viene rifiutata, sempre dopo un corretto inquadramento specialistico.

Una meta-analisi pubblicata nel 2025 su 13 studi ha mostrato che i dispositivi di avanzamento mandibolare possono ridurre significativamente l’indice apnea-ipopnea (AHI) e migliorare la saturazione minima di ossigeno.

Questo non significa però che siano equivalenti alla CPAP in tutti i pazienti. Una meta-analisi del 2026 su 8 trial randomizzati e 642 partecipanti ha rilevato che la CPAP rimane più efficace nel ridurre gli eventi respiratori, mentre i MAD rappresentano un’alternativa utile soprattutto quando la CPAP non è tollerata o viene utilizzata poco.

Perché la salute dentale è così importante?

Il dispositivo esercita forze su denti e mandibola per molte ore ogni notte.

Per questo prima del trattamento devono essere valutati:

  • salute parodontale;
  • carie non trattate;
  • numero e stabilità dei denti;
  • occlusione;
  • articolazioni temporo-mandibolari;
  • ampiezza e comfort dell’avanzamento mandibolare.

NICE segnala che alcuni dispositivi possono non essere appropriati in presenza di malattia parodontale attiva, carie non trattate o dentizione insufficiente.

La valutazione odontoiatrica non serve quindi soltanto a costruire l’apparecchio, ma anche a ridurre il rischio di effetti collaterali e identificare eventuali controindicazioni.

Il dispositivo può modificare i denti o l’occlusione?

Sì, soprattutto nell’uso prolungato, ed è uno dei motivi per cui servono controlli odontoiatrici periodici.

Una revisione sistematica e meta-analisi del 2024 ha osservato nel lungo periodo una riduzione media dell’overjet di circa 0,77 mm e dell’overbite di circa 0,64 mm, oltre a variazioni nell’inclinazione degli incisivi. Gli autori hanno concluso che i pazienti trattati con dispositivi mandibolari dovrebbero essere monitorati continuativamente.

Possono inoltre comparire temporaneamente dolore o rigidità mandibolare, fastidio dentale, aumento della salivazione o secchezza orale.

Questo non significa che tali dispositivi siano pericolosi, ma che il trattamento deve essere seguito come qualsiasi altra terapia ortodontico-occlusale protratta nel tempo.

Come si verifica se il trattamento sta realmente funzionando?

Sentirsi meglio o russare meno è positivo, ma non è sufficiente per dimostrare che le apnee siano controllate.

NICE raccomanda che l’efficacia del trattamento venga verificata considerando:

  • sintomi;
  • sonnolenza diurna;
  • aderenza al dispositivo;
  • indice apnea-ipopnea o indice di desaturazione;
  • eventuali dati registrati dal dispositivo.

Dopo l’adattamento del MAD può quindi essere indicato un nuovo studio del sonno, secondo il percorso stabilito dal medico.

Il follow-up ha anche una funzione odontoiatrica: controllare stabilità dei denti, occlusione, articolazioni e tollerabilità nel tempo.

CPAP e dispositivo mandibolare sono trattamenti alternativi o complementari?

Dipende dal paziente.

La CPAP rimane il trattamento di riferimento per molte forme di apnea moderata o severa e agisce mantenendo aperte le vie respiratorie attraverso una pressione positiva.

Il MAD agisce invece attraverso una modifica meccanica della posizione mandibolare.

La scelta dipende quindi da severità delle apnee, anatomia, salute dentale, preferenze del paziente e soprattutto capacità di utilizzare il trattamento con continuità.

L’obiettivo non è scegliere in astratto il dispositivo “migliore”, ma individuare la strategia che controlli realmente le apnee e che il paziente riesca a utilizzare nel lungo periodo.


Riferimenti bibliografici

  1. National Institute for Health and Care Excellence. (2021). Obstructive sleep apnoea/hypopnoea syndrome and obesity hypoventilation syndrome in over 16s – NG202. https://www.nice.org.uk/guidance/ng202
  2. American Academy of Dental Sleep Medicine. (2025). Dental Sleep Medicine Standards for Screening, Treatment, and Management of Sleep-Related Breathing Disorders in Adults Using Oral Appliance Therapy: An Update. https://www.aadsm.org/guidelines.php
  3. Mayoral Sanz, P., & Lagravère Vich, M. (2024). Oral Appliances for Obstructive Sleep Apnea. Dental Clinics of North America, 68(3), 495–515. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38879283/
  4. Günel, E., Kurtulmus, H. M., Boyacioglu, H., Özcan, M., & Colombo, V. (2025). Mandibular Advancement Devices for Obstructive Sleep Apnea: A Systematic Review and Meta-Analysis. European Journal of Prosthodontics and Restorative Dentistry, 33(3), 287–295. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40497583/
  5. Dental and skeletal changes of long-term use of mandibular advancement devices for the treatment of adult obstructive sleep apnea: a systematic review and meta-analysis. (2024). https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39174171/