Soluzioni Digitali

Apnee notturne: come capire se ne soffri e quando fare una polisonnografia

Russamento, pause respiratorie osservate durante il sonno e stanchezza diurna possono far sospettare un’apnea ostruttiva del sonno. Però, i sintomi da soli non bastano per la diagnosi. Il punto decisivo è capire quando può essere sufficiente una poligrafia respiratoria domiciliare e quando serve una polisonnografia completa.

Quali sintomi possono far sospettare le apnee notturne?

L’apnea ostruttiva del sonno (OSA, Obstructive Sleep Apnea) provoca ripetute riduzioni o interruzioni del passaggio dell’aria durante il sonno. Non è una condizione rara: uno studio pubblicato su The Lancet Respiratory Medicine ha stimato che circa 936 milioni di adulti tra 30 e 69 anni nel mondo abbiano un indice di apnea-ipopnea di almeno 5 eventi l’ora; circa 425 milioni raggiungerebbero almeno 15 eventi l’ora.


Il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) suggerisce di approfondire il sospetto quando sono presenti almeno 2 caratteristiche tra russamento, apnee osservate da chi dorme accanto, sonno non ristoratore, mal di testa al risveglio, sonnolenza o stanchezza inspiegabili, risvegli per urinare, sensazione di soffocamento durante il sonno, insonnia o disturbi di memoria e concentrazione.



Questo significa che il racconto del partner può essere molto utile. Chi dorme può non accorgersi delle proprie pause respiratorie. Allo stesso tempo, l’assenza di sonnolenza durante il giorno non esclude il problema: il NICE raccomanda infatti di non utilizzare la sola Epworth Sleepiness Scale come criterio per decidere se approfondire il sospetto.

Russare significa necessariamente avere apnee notturne?

No. Il russamento da solo non consente di diagnosticare un’apnea ostruttiva del sonno. Il NICE considera insufficiente un singolo sintomo isolato e indica la presenza di almeno 2 caratteristiche suggestive come motivo per procedere con una valutazione più approfondita.


Anche i questionari hanno una funzione di orientamento, non di diagnosi. L’American Academy of Sleep Medicine (AASM) raccomanda di non diagnosticare l’OSA utilizzando soltanto questionari, algoritmi o strumenti clinici predittivi: la conferma richiede uno studio oggettivo del sonno, mediante polisonnografia o un test domiciliare adeguato.

Come viene confermata la diagnosi di apnea ostruttiva del sonno?

Lo studio del sonno registra gli episodi in cui la respirazione si riduce o si interrompe. Uno dei parametri principali è l’indice di apnea-ipopnea (AHI, Apnea-Hypopnea Index), cioè il numero medio di apnee e ipopnee registrate per ogni ora di sonno.


Secondo il NICE, un AHI compreso tra 5 e meno di 15 eventi l’ora corrisponde convenzionalmente a una forma lieve, tra 15 e meno di 30 a una forma moderata e da 30 eventi l’ora in su a una forma grave. Il risultato numerico deve però essere interpretato insieme ai sintomi e alla situazione clinica della persona.


La distinzione è importante anche perché non tutti gli esami raccolgono gli stessi dati. La polisonnografia registra direttamente il sonno e molti parametri fisiologici; un monitoraggio respiratorio domiciliare utilizza invece un numero più limitato di segnali. La scelta dell’esame dovrebbe quindi seguire una valutazione medica e non dipendere soltanto dalla comodità del test.

Poligrafia respiratoria domiciliare o polisonnografia: quale esame serve davvero?

Non sempre chi presenta sintomi di apnea notturna deve iniziare con una polisonnografia completa. Il NICE indica la poligrafia respiratoria domiciliare come test iniziale nelle persone con sospetta sindrome delle apnee ostruttive del sonno. L’AASM considera inoltre il test domiciliare una possibile alternativa alla polisonnografia negli adulti senza condizioni cliniche complicanti e con un rischio aumentato di OSA moderata o grave.

Quando può essere sufficiente un esame eseguito a casa?

Nei pazienti selezionati, la poligrafia permette di studiare la respirazione durante una normale notte a domicilio. Gli standard della European Respiratory Society (ERS) descrivono i dispositivi di tipo III come sistemi a canali limitati utilizzati da oltre 30 anni per lo studio dei disturbi respiratori del sonno, soprattutto nelle persone con una probabilità clinica pre-test medio-alta.


Questi sistemi registrano tipicamente segnali come flusso respiratorio, sforzo respiratorio, saturazione di ossigeno e attività cardiaca. Non acquisendo normalmente l’elettroencefalogramma, non misurano il sonno nello stesso modo della polisonnografia. Per questo il dato ottenuto da un dispositivo domiciliare deve essere interpretato nel contesto della storia clinica.

Quando è preferibile la polisonnografia completa?

L’AASM raccomanda la polisonnografia (PSG, Polysomnography) anziché il test domiciliare quando sono presenti condizioni che rendono l’interpretazione più complessa. Tra queste rientrano importanti malattie cardiorespiratorie, possibile debolezza dei muscoli respiratori dovuta a malattie neuromuscolari, sospetta ipoventilazione durante il sonno, uso cronico di oppioidi, precedente ictus o insonnia grave.


Anche il NICE distingue situazioni particolari. Per esempio, nelle persone con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e sospette apnee raccomanda la poligrafia respiratoria e sconsiglia di affidarsi alla sola ossimetria, perché una riduzione dell’ossigeno può dipendere anche dalla patologia polmonare.

Perché un test domiciliare negativo non sempre chiude il percorso?

Questa è una delle differenze più importanti. La maggior parte dei test domiciliari non registra direttamente le fasi del sonno e può utilizzare il tempo totale di registrazione invece del tempo realmente trascorso dormendo. Secondo l’AASM, questo può portare in alcuni casi a sottostimare il numero reale di eventi respiratori per ora.


Per questo, se un singolo test domiciliare risulta negativo, inconcludente o tecnicamente inadeguato ma il sospetto clinico rimane, l’AASM raccomanda di procedere con una polisonnografia. Anche il NICE prevede la polisonnografia quando la poligrafia respiratoria è negativa ma i sintomi continuano.

Cosa registra una polisonnografia durante la notte?

La polisonnografia completa studia contemporaneamente sonno, respirazione e altre funzioni fisiologiche. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) può comprendere elettroencefalogramma, movimenti oculari, tono muscolare, attività cardiaca, saturazione di ossigeno, flusso respiratorio e russamento. I normali cicli del sonno si ripetono indicativamente ogni 90 minuti, dato che aiuta a comprendere perché una registrazione prolungata è utile.


L’esame viene generalmente eseguito durante una notte in un centro specializzato. Sensori posizionati su testa, torace e arti registrano i diversi parametri mentre la persona dorme. Rispetto alla poligrafia, la presenza dell’elettroencefalogramma consente di stabilire quando il paziente sta realmente dormendo e di riconoscere risvegli brevi legati agli eventi respiratori.

Cosa succede se anche la prima polisonnografia risulta negativa?

Un esame negativo non va interpretato isolatamente quando sintomi e storia clinica continuano a suggerire un disturbo respiratorio del sonno. La linea guida AASM prevede che, se la prima polisonnografia è negativa ma il sospetto clinico rimane, possa essere presa in considerazione una seconda polisonnografia. La raccomandazione è classificata come più debole rispetto a quella relativa al test domiciliare negativo.


Il motivo è che respirazione e sonno possono variare da una notte all’altra. Inoltre, la polisonnografia permette di osservare elementi che un test a canali limitati può non registrare, compresi i risvegli associati a eventi respiratori. L’AASM considera clinicamente rilevanti anche le ipopnee accompagnate da un arousal o da una desaturazione di ossigeno di almeno 3%.

Come prepararsi alla polisonnografia?

La preparazione è semplice. Secondo l’ISS non sono normalmente richieste procedure particolari e non bisogna sospendere autonomamente le terapie abituali. È però consigliato evitare bevande alcoliche e caffeina, soprattutto nel pomeriggio e nella sera precedente, perché possono modificare il sonno e quindi interferire con la registrazione.


La registrazione viene eseguita generalmente per una notte. È utile riferire al medico farmaci assunti, abitudini del sonno, orari lavorativi e principali sintomi. La scelta tra poligrafia, polisonnografia o ulteriori approfondimenti deve comunque essere personalizzata sulla base della visita e della storia clinica.

Cosa fare se sospetti di avere apnee notturne?

Un primo passo pratico è osservare se sono presenti almeno 2 dei segnali indicati dal NICE: per esempio russamento associato a pause respiratorie, sonno non ristoratore, risvegli con soffocamento o stanchezza diurna. In questi casi è opportuno parlarne con il medico o con uno specialista che si occupa di disturbi respiratori del sonno.


Se l’OSA viene confermata, il NICE raccomanda di discutere misure sullo stile di vita a tutti i livelli di gravità, quindi già a partire da un AHI di almeno 5 eventi l’ora. Possono comprendere gestione del peso quando indicata, sospensione del fumo, riduzione dell’alcol e miglioramento delle abitudini del sonno.


Il punto da ricordare è che un test domiciliare normale non esclude sempre le apnee notturne. Se i sintomi sono persistenti o esistono condizioni cliniche che rendono il quadro più complesso, può essere necessaria una polisonnografia. La decisione sul test più adatto richiede una valutazione medica individuale.


Stai cercando un esperto in Apnee notturne? Richiedi un consulto con il nostro Professionista --> Dott. Antonio Fratini Pneumologo

Riferimenti APA

  • National Institute for Health and Care Excellence. (2021, aggiornamenti minori marzo 2025). Obstructive sleep apnoea/hypopnoea syndrome and obesity hypoventilation syndrome in over 16s (NG202). NICE – Linea guida NG202
  • Kapur, V. K., Auckley, D. H., Chowdhuri, S., Kuhlmann, D. C., Mehra, R., Ramar, K., & Harrod, C. G. (2017). Clinical practice guideline for diagnostic testing for adult obstructive sleep apnea. Journal of Clinical Sleep Medicine, 13(3), 479–504. AASM – Diagnostic Testing for Adult OSA
  • Riha, R. L., Celmina, M., Cooper, B., et al. (2023). ERS technical standards for using type III devices (limited channel studies) in the diagnosis of sleep disordered breathing in adults and children. European Respiratory Journal, 61(1), 2200422. PubMed – ERS Technical Standards
  • Istituto Superiore di Sanità. (2020). Polisonnografia: dove e come viene eseguito l’esame. ISSalute. ISS – Polisonnografia
  • Benjafield, A. V., Ayas, N. T., Eastwood, P. R., et al. (2019). Estimation of the global prevalence and burden of obstructive sleep apnoea: a literature-based analysis. The Lancet Respiratory Medicine, 7(8), 687–698. PubMed – Benjafield et al.
  • Rosen, I. M., Kirsch, D. B., Carden, K. A., et al. (2018). Clinical use of a home sleep apnea test: an updated American Academy of Sleep Medicine position statement. Journal of Clinical Sleep Medicine, 14(12), 2075–2077. PubMed – Home Sleep Apnea Test
  • Malhotra, R. K., Kirsch, D. B., Kristo, D. A., et al. (2018). Polysomnography for obstructive sleep apnea should include arousal-based scoring: an American Academy of Sleep Medicine position statement. Journal of Clinical Sleep Medicine, 14(7), 1245–1247. PubMed – Arousal-based scoring