Artrosi: non solo usura, ma una malattia complessa da gestire
L'artrosi, nota anche come osteoartrite, è la malattia articolare più diffusa, specialmente in Italia dove l'invecchiamento della popolazione ne aumenta l'incidenza. Per molto tempo è stata considerata una inevitabile conseguenza dell'invecchiamento, una sorta di "usura" meccanica delle articolazioni; oggi, invece, l'artrosi è riconosciuta come una vera e propria malattia reumatica in cui giocano un ruolo cruciale non solo i fattori meccanici, ma anche processi infiammatori e metabolici. Approfondiamo l’argomento con il Prof. Lorenzo Altomonte, Reumatologo a Roma.
Quali sono i sintomi da non sottovalutare?
Il sintomo più comune è il dolore articolare, che inizialmente si manifesta sotto sforzo e migliora con il riposo. Con il progredire della malattia, il dolore può diventare persistente. Un altro segnale tipico è la rigidità mattutina, che generalmente dura meno di mezz'ora (a differenza della rigidità prolungata tipica dell'artrite reumatoide) e si attenua con il movimento. Le articolazioni più colpite sono generalmente le ginocchia, le anche, le mani e la colonna vertebrale.
Diagnosi precoce e l'importanza del reumatologo
Una diagnosi tempestiva è fondamentale per impostare la migliore terapia e rallentare la progressione del danno. Il Reumatologo è lo specialista di riferimento in grado di distinguere l'artrosi da altre patologie infiammatorie, come l'artrite.
La diagnosi si basa sull'esame clinico, sulla storia medica del paziente e su esami di imaging come la radiografia (che evidenzia i danni ossei e la riduzione dello spazio articolare) o, in alcuni casi, la risonanza magnetica. Non esistono, al momento, esami del sangue specifici per la diagnosi di artrosi, ma possono essere utili per escludere altre forme di artrite che causano infiammazione.
La gestione terapeutica moderna e il ruolo dell'esercizio
L'approccio terapeutico all'artrosi è multimodale e mira a ridurre il dolore articolare, migliorare la funzione e, in ultima analisi, preservare la qualità di vita. I trattamenti non si limitano ai farmaci (analgesici, anti-infiammatori non steroidei) ma includono:
- Terapie non farmacologiche: Sono cruciali. La perdita di peso in caso di obesità riduce notevolmente il carico sulle articolazioni portanti. L'esercizio fisico regolare e a basso impatto (nuoto, cammino, cyclette) è essenziale per rafforzare la muscolatura di supporto e mantenere la mobilità, contrastando la rigidità mattutina.
- Terapie locali: Le infiltrazioni (ad esempio con acido ialuronico) possono fornire sollievo temporaneo, migliorando la lubrificazione e l'ammortizzazione della cartilagine articolare.
- Chirurgia: Nei casi avanzati, dove il danno è grave e la limitazione funzionale importante, la chirurgia protesica (sostituzione dell'articolazione, ad esempio anca o ginocchio) rappresenta l'opzione definitiva per recuperare la mobilità.
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È fondamentale che ogni paziente con artrosi comprenda che la gestione della malattia è un percorso attivo. Adottare uno stile di vita sano e aderire scrupolosamente al piano di terapia stabilito dallo specialista sono i pilastri per convivere al meglio con questa patologia reumatica.