Atrofia Vulvo-Vaginale: tutto ciò che c’è da sapere!

Autore: Dott. Mario Grasso
Pubblicato:
Editor: Sharon Campolongo

Si tratta di una patologia ancora poco conosciuta, ma molto diffusa: riguarda circa una donna su due dopo la menopausa, ma può presentarsi anche in giovane età, e provoca sintomi come secchezza vaginale, prurito e dolore nei rapporti sessuali. Approfondiamo questo argomento con questo breve articolo

Che cos’è l’atrofia vulvo-vaginale?

L’atrofia Vulvo-Vaginale (AVV) è una patologia cronica dell’apparato genitale femminile, dovuta a un’alterazione della mucosa vaginale, che si caratterizza dalla perdita di elasticità dei tessuti dell'apparato genitale femminile.

Questo disturbo è generalmente associato all’alterazione ormonale che si verifica con la menopausa, dato che vengono prodotti meno estrogeni, i quali rendono i tessuti vaginali più sottili, secchi, meno elastici e più fragili. Inoltre, questa diminuzione dei livelli di estrogeni causa un abbassamento del flusso sanguigno nell'area vaginale, che contribuisce ulteriormente alla secchezza vaginale ed al disagio.

Occasionalmente possono essere colpite anche donne più giovani, spesso in seguito al parto oppure a trattamenti antitumorali (Chemioterapia, Radioterapia, Asportazione delle Ovaie).

Quali sono i sintomi più frequenti?

La patologia interessa tutta l’area vulvo-vaginale ed i sintomi possono essere sintomi locali, vaginali o a carico dei genitali esterni:

  • Secchezza della mucosa vaginale
  • Prurito
  • Cambiamenti nel colore di pelle e mucose dei genitali esterni
  • Disuria (fastidio o dolore mentre si urina) non dovuto da cistite
  • Dispareunia (dolore all’inizio o durante il rapporto sessuale)
  • Spotting dopo rapporti sessuali

    donna seduta su un sofà

Come si diagnostica l’atrofia vulvo-vaginale?

La diagnosi dell’atrofia vulvo-vaginale può essere eseguita dal Ginecologo in seguito ad un approfondito Esame Pelvico (palpazione degli organi pelvici e analisi della vulva e della vagina) e da ulteriori approfondimenti:

  • pH vaginale
  • esame urine

I segni dell’atrofia vulvo-vaginale che possono essere valutati oggettivamente tramite l'utilizzo del Vaginal Health Index (VHI) che, attraverso l’analisi di 5 parametri (elasticità vaginale, secrezioni vaginali, pH, mucosa epiteliale, umidità della vagina), consente di arrivare ad un punteggio finale che definisce la presenza e il livello dell’atrofia vulvo-vaginale.

Quale trattamento viene impiegato?

I trattamenti possono essere di carattere generale, ossia vengono utilizzati ormoni o fitoterapici. Tuttavia, in alcuni casi si può ricorrere al laser o alla radiofrequenza che possono causare qualche fastidio e richiedono qualche giorno di recupero post-trattamento.

Una terapia meno invasiva, che possono eseguire anche le pazienti operate di tumore alla mammella e che non possono essere sottoposte ad una terapia ormonale, si basa sull’uso combinato di Ossigeno ad alta concentrazione e Acido Ialuronico a basso peso molecolare. Si tratta di un trattamento innovativo, rapido e indolore, che risulta efficace fin dalle prime sedute. Un ciclo di trattamento prevede 5 sedute di 15 minuti. Le pazienti possono riprendere, immediatamente, le proprie abitudini.

Dott. Mario Grasso
Ginecologia e Ostetricia

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