Caramelle alla liquirizia: attenzione alla pressione!

Autore: Dott. Davide Tassinari
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Editor: Top Doctors®

Il sapore della liquirizia è uno dei più amati da adulti e bambini, soprattutto quando si parla di caramelle. Questa radice ha numerose proprietà benefiche, ma il consumo spropositato può causare anche gravi complicazioni. Ce lo spiega il Dott. Davide Tassinari, esperto in Pediatria a Bologna

 

 

1) Quali sono le proprietà benefiche della liquirizia?

Le virtù della liquerizia sono conosciute fino dall'antichità, quando la sua radice veniva utilizzata come rimedio soprattutto per lo stomaco e l'intestino. Gli studi condotti al giorno d'oggi confermano scientificamente quello che in passato era noto con l'uso quotidiano.

Alcuni studi, infatti, evidenziano ottimi risultati nel trattamento delle ulcere gastro-duodenali perché la liquerizia forma un film protettivo sulla mucosa gastrica impedendo, quantomeno parzialmente, l'azione erosiva dell'acido cloridrico prodotto dalla stessa. Si dimostra, inoltre, protettiva durante l'assunzione di farmaci gastrolesivi, ad esempio gli antiinfiammatori.

L'azione farmacologica sul tubo digerente si dimostra efficace anche nel diminuire l'aerofagia, la stitichezza e nel velocizzare la digestione.

Sul fegato, poi, uno studio controllato su pazienti affetti da insufficienza epatica cronica ha evidenziato come l'uso di estratto secco di liquerizia abbia prodotto un aumento del glicogeno intraepatico, una riduzione dei trigliceridi e delle transaminasi. Ciò dimostra un miglioramento nella cellula epatica delle sue varie produzioni enzimatiche, che si ritiene dovuto agli effetti antiossidanti della liquerizia.

Il secondo effetto più importante della liquerizia è l'innalzamento della pressione arteriosa che può essere utile nei pazienti ipotesi, ma ponendo molta attenzione a non superare determinati quantitativi giornalieri, stabiliti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che altrimenti potrebbero generare l'effetto opposto: l'ipertensione.

Altri effetti benefici minori della liquerizia sono quelli di sedativo della tosse, in quanto aiuta a favorire l'aumento delle secrezioni catarrali.

 

2) Quali sono le controindicazioni del consumo elevato di liquirizia?

La controindicazione principale all'uso della liquerizia è l'ipertensione. Il componente biologicamente attivo della liquerizia è l'acido glicirrizico.

Questo acido inibisce, nel nostro organismo, un enzima chiamato 11Beta -idrossisteroido deidrogenasi, che è prodotto principalmente dal fegato e dal rene e che è deputato a metabolizzare il cortisolo ematico. La ridotta produzione di questo enzima comporta una maggiore permanenza in circolo del cortisolo, aumentandone l'emivita e occupando impropriamente i recettori dell'aldosterone a livello del tubulo renale. L'effetto finale risulta, quindi, in un eccessivo riassorbimento di sodio con conseguente ipertensione.

Ci sono numerosi studi in letteratura che dimostrano come l'effetto ipertensivo da eccesso di liquerizia si raggiunge in breve tempo (2-4 settimane): è comunque correlato anche ad una suscettibilità individuale e non è univocamente noto quale sia il quantitativo quotidiano di acido glicirrizico che provochi ipertensione. Attualmente si considera sicura nell'adulto l'assunzione di acido glicirrizico inferiore a 100 mg /giorno oppure 2 mg/kg/giorno. Nei bambini non si conoscono le dosi sicure di assunzione della liquerizia.

L'innalzamento brusco della pressione dovuto all'eccesso di liquerizia o ad altre cause di malattia può determinare in alcuni pazienti una sindrome da edema cerebrale localizzato, chiamata P.R.E.S (Encefalopatia posteriore reversibile). Recentemente abbiamo avuto l'occasione di osservare un piccolo paziente di 10 anni affetto da questa sindrome cerebrale. I sintomi di esordio clinico sono state delle crisi convulsive generalizzate in assenza di febbre e con un Elettroencefalogramma normale al di fuori degli episodi critici.

La valutazione dei livelli di pressione arteriosa sisto-diastolica erano mediamente durante la giornata di 135/93 millimetri di mercurio (>99°percentile per l'età) ed i livelli sierici e urinari di cortisolo erano persistentemente elevati.

La diagnosi dell’ipertensione è stata posta osservando che il paziente, in alcuni momenti della giornata aveva i denti colorati da una patina nerastra e da ciò si è poi scoperto che il nostro paziente era un accanito degustatore di caramelle alla liquerizia in grande quantità: ne mangiava 20 al giorno da circa 4 mesi, per un contenuto di liquerizia grezza di 120 mg a caramella (2400 mg al giorno) ed un corrispettivo di 3,6mg di acido glicirrizico (72 mg al giorno).

I contenuti di liquerizia ed il corrispettivo in acido glicirrizico per caramella erano correttamente indicati dal produttore sulla confezione di caramelle e bisogna ricordare che, a seconda della purezza di estrazione della liquerizia, il contenuto finale di acido glicirrizico non è sempre lo stesso.

La sospensione dell'assunzione di queste caramelle ha portato rapidamente nel nostro piccolo paziente alla normalizzazione dei valori pressori con completa risoluzione del quadro clinico e radiologico cerebrale documentato con Risonanze magnetiche cerebrali di controllo.

 

3) Qual è la quantità di liquirizia da non superare?

Come già accennato la dose sicura quotidiana di assunzione di acido glicirrizico non dovrebbe superare nell’adulto i 100 mg oppure i 2 mg/kilo di peso corporeo.

Nel bambino, che ha valori di massa corporea e di peso notevolmente più bassi che nell'adulto, non si conoscono esattamente i limiti per mancanza di dati specifici.

Per trovare un parametro di conversione fra adulto e bambino abbiamo trasformato la dose sicura dell'adulto (100mg) in mg per metro quadro di superficie corporea, ottenendo il valore di 54,3 mg per metro quadro di superficie (la superficie corporea dell'adulto è di 1,84 metri quadri).

La superficie corporea del nostro paziente era di 0,94 metri quadri e, quindi, la dose assunta giornalmente di acido glicirrizico diventava di 76,6 mg/metro quadro, molto superiore ai 54,3 mg considerati sicuri.

In conclusione, si può affermare che sarebbe opportuno che i produttori di caramelle di liquerizia indicassero sulle confezioni i contenuti specifici sia di mg di liquerizia che del suo prodotto biologicamente attivo, l'acido glicirrizico. Nel bambino si possono, quindi, ritenere sicure le dosi di acido glicirrizico inferiori a 54,3 mg/metro quadro di superficie corporea, oppure inferiori a 2mg per chilo di peso corporeo: nel nostro paziente entrambi questi valori erano ampiamente superati.

 

Editor Karin Mosca

Dott. Davide Tassinari
Pediatria

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