Cardiopatia ischemica: è possibile curarla definitivamente?

Autore: Dott.ssa Giovanna Geraci
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

La Dott.ssa Giovanna Geraci, esperta in Cardiologia a Palermo, spiega quali sono le manifestazioni cliniche più diffuse della cardiopatia ischemica e quali sono le terapie farmacologiche principali

Cos’è la cardiopatia ischemica?

Si tratta della malattia che fa capo alla aterosclerosi coronarica, cioè alla malattia delle arterie che portano ilCuore sangue al muscolo cardiaco per consentirgli un normale funzionamento. Può accadere infatti che nelle pareti vascolari si creino nel tempo delle placche, cioè depositi prevalentemente costituiti da grassi “cattivi”, il colesterolo LDL primo fra tutti. Queste comportano un certo grado di restringimento del vaso arterioso, dove quindi il flusso di sangue viene limitato, in misura variabile a seconda dell’entità del restringimento.

Quali sono le manifestazioni cliniche più comuni della cardiopatia ischemica?

Nella fase cronica della malattia l’angina pectoris, e cioè il dolore al petto che in genere inizialmente insorge per sforzi fisici di una certa intensità (sollevare pesi impegnativi, salire molti gradini, fare strada in salita) ma può manifestarsi anche a riposo, da stress, o da esposizione al freddo, e in questo caso indica una condizione più instabile delle coronarie. È importante ricordare che il dolore può anche manifestarsi al braccio (sinistro più che destro), alla mandibola o al dorso. La manifestazione acuta più grave è invece l’infarto miocardico, che si verifica quando su una placca di parete si formano dei coaguli, che ostruiscono del tutto il flusso di sangue.

Quali sono i fattori di rischio più comuni?

Quelli principali, oltre età (>45 a) e sesso (uomo più che donna, ma dopo la menopausa anche le donne sono egualmente esposte al rischio), sono il fumo, l’ipertensione, il diabete, l’obesità, il diabete, la sedentarietà, lo stress.

Come si tratta la cardiopatia ischemica?

Le terapie farmacologiche principali sono da un lato quelle anti-ischemiche (esistono varie famiglie di farmaci), dall’altro quelle antiaggreganti, che tengono il sangue più fluido e riducono quindi il rischio di formazione di trombi (coaguli di sangue che si formano sulle placche presenti nelle pareti vascolari, bloccando il flusso sanguigno e l’apporto di ossigeno al muscolo cardiaco). Quando i farmaci non sono sufficienti si può ricorrere alle procedure di angioplastica (cioè l’”allargamento” meccanico dell’arteria nel punto in cui si trova la placca) oppure anche la chirurgia, con il posizionamento di by-pass, ovvero “ponti” vascolari che consentono di oltrepassare il tratto di arteria ristretto.

È possibile curare definitivamente la cardiopatia ischemica?

Si tratta di una patologia cronica, che si può certamente tenere sotto controllo molto bene, anche per tutta la vita, rispettando però sempre terapie e indicazioni sullo stile di vita come indicato dai medici.

Dott.ssa Giovanna Geraci
Cardiologia

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