Cardiopatie congenite: l’importanza del cardiologo pediatra

Autore: Prof.ssa Maria Giovanna Russo
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

La nostra esperta in Cardiologia Pediatrica a Napoli, la Prof.ssa Maria Giovanna Russo, ci parla delle cardiopatie congenite e di quanto sia importante stabilire una relazione tra il cardiologo pediatra, i familiari ed il bambino affetto da questa patologia cardiaca

Che cosa s’intende per cardiopatie congenite?

madre e figlioLe Cardiopatie Congenite sono le patologie più frequenti sia durante la gravidanza che alla nascita, con una prevalenza che varia da 8 ai 12 casi ogni mille nati vivi. Pur restando la principale causa di mortalità e di morbilità in epoca neonatale, si stima che al giorno d’oggi più dell’85% dei neonati che hanno una malformazione cardiaca sin dalla nascita diventeranno adulti. Infatti, i progressi nel campo della diagnosi e del trattamento delle cardiopatie congenite, rappresentati principalmente dalla possibilità di diagnosticarle prima e subito dopo la nascita mediante l’ecocardiografia, dal trattamento di alcune di esse mediante cateteri senza dover operare e dai progressi nel campo della cardiochirurgia neonatale, hanno migliorato notevolmente la sopravvivenza dei nostri piccoli pazienti.

Come vengono classificate le cardiopatie congenite?

Le cardiopatie congenite si possono classificare in molti modi, ma dal punto di vita clinico sicuramente è importante sapere che solo una piccola percentuale di esse rappresenta una vera e propria emergenza alla nascita, come ad esempio la trasposizione dei grossi vasi e cioè l’inversione dei due vasi aorta ed arteria polmonare che nascono dal cuore; oppure le ostruzioni severe o totali delle valvole di questi due vasi (la valvola aortica e valvola polmonare); o ancora il restringimento dell’aorta fuori dal cuore (coartazione).Tutte le altre cardiopatie che sono la maggioranza, come le comunicazioni fra gli atri o fra i ventricoli, ed anche cardiopatie più complesse, non necessitano di un tempestivo trattamento alla nascita, ma certamente devono essere diagnosticate per tempo.

Come si manifestano?

bambine che giocanoI principali sintomi che possono essere spia di un problema cardiaco nei primi mesi di vita, oltre alla cianosi (colorito bluastro visibile alle labbra) e allo scompenso cardiaco (respiro affannato, colorito pallido, tachicardia, rientramenti delle costole alla respirazione) sono: un ritardo della crescita con affaticamento alla suzione e poi, alla visita pediatrica, il riscontro di un soffio cardiaco patologico.

Vi sono al contrario cardiopatie frequenti, come i difetti interatriali anche di ampie dimensioni, che possono essere asintomatiche per decenni, in cui è importante riconoscerne i reperti alla visita pediatrica (non sempre presenti in modo evidente) ed agli esami strumentali (elettrocardiogramma, radiografia del torace ed infine ecocardiogramma).

L’importanza del cardiologo pediatra

Mi preme sottolineare come il compito dei cardiologi pediatri, che prendono in cura i neonati e i bambini nati con una cardiopatia congenita, non può e non deve esaurirsi alla parte “tecnica” del nostro mestiere, ma deve invece occuparsi della costruzione di una rete di relazioni in cui vi sia il pediatra curante, i genitori e l’intera famiglia dei nostri piccoli pazienti. L’obiettivo, infatti, non è solo la sopravvivenza, ma anche la qualità di vita dei nostri bambini che diventano adolescenti e poi adulti e dove è ampiamente dimostrato che spesso la qualità di vita non è influenzata dalla severità della cardiopatia, dal numero di interventi o di ospedalizzazioni, bensì dalla percezione della malformazione da parte del paziente e della sua famiglia.

Prof.ssa Maria Giovanna Russo
Cardiologia pediatrica

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