Chirurgia robotica come soluzione per il cancro alla prostata

Autore: Top Doctors®
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Editor: Top Doctors®

 

Ogni anno in tutto il mondo vengono diagnosticati migliaia di casi di cancro alla prostata. In maniera analoga, grazie alla ricerca, alla diagnosi precoce e ai trattamenti sempre più mirati ed efficaci, il numero dei pazienti, che rimangono in vita nonostante gli sia stata riscontrata tale patologia, è in continua crescita. Ce ne parla il nostro esperto in urologia

Solo in Italia, infatti, ogni anno vengono diagnosticati dai 36000 ai 42000 nuovi casi di tumore alla prostata. Studi recenti, inoltre, hanno dimostrato che negli ultimi 10 anni – sempre nel nostro paese – il numero di malati è in continuo aumento. Ciò si deve all'incremento dell'età media della popolazione (il cancro alla prostata è più diffuso tra le persone sopra i 50 anni) e all'introduzione dell'esame del PSA (Antigene Prostatico Specifico).

 

Chirurgia robotica: la soluzione per il cancro alla prostata

I trattamenti hanno subito importanti variazioni negli ultimi dieci anni. La chirurgia robotica (Da Vinci) è la migliore alternativa per i casi di tumori specifici alla prostata che riguardano pazienti adulti fino a 75 anni con Gleason (scala che indica il grado tumorale) medio o alto. La chirurgia robotica ha raggiunto e superato sensibilmente, in tecnica e risultati, la chirurgia laparoscopica normale e, grazie ad essa, è possibile operare tumori, non solo quelli legati alla prostata ma anche alla vescica o al rene, distinguendosi, così, in maniera significativa nel campo dell’urologia avanzata.

 

La soluzione si chiama HIFU

In pazienti con più di 70 anni con un punteggio Gleason fino a 8, PSA minore di 20, prostata con un volume minore a 40 cc e studi specifici (TAC e scintigrafia ossea) con risultati negativi, proprio per il ridotto livello di invasività e le conseguenze minime, la prima opzione è rappresentata dagli ultrasuoni focalizzati ad alta intensità (HIFU o High Intensity Focused Ultrasound). Il meccanismo robotizzato è denominato HIFU-Ablatherm®. Ad un anno dal trattamento, il 93% delle biopsie realizzate sfruttando tale procedimento non presentano nuove tracce di tumore. La IMRT e la Brachiterapia, conosciuta anche come radioterapia interna o curieterapia, costituiscono altre opzioni per il trattamento dei tumori.

 

Articolo redatto in collaborazione al Dr. Santos Giménez Artieda, specialista in urologia

 Redazione di Topdoctors

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Urologia


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