Chirurgia robotica in Ginecologia: quanto è utile?

La chirurgia robotica nasce negli Stati Uniti per scopi bellici, ovvero sfruttando un robot al fine di operare soldati feriti in scenari di guerra. Si è rapidamente espansa poi nelle varie realtà ospedaliere, poiché presenta numerosi vantaggi rispetto alle tecniche tradizionali. La chirurgia robotica sfrutta un robot che viene “attaccato” alla paziente mediante 3 o 4 braccia robotiche. Il chirurgo seduto a una console mediante dei joystick manovra le braccia del robot ed esegue l'intervento chirurgico. Scopriamo insieme al Dott. Ciro Sommella, specialista in Ginecologia e Ostetricia, come funziona e quali sono i vantaggi di questa tecnica in ambito ginecologico
Quali sono i benefici della chirurgia robotica?
I vantaggi della chirurgia robotica, come detto, sono molteplici.
Con la chirurgia robotica si riescono ad eseguire degli interventi chirurgici maggiori con una tecnica minimamente invasiva che comporta solo delle piccole cicatrici (inferiori al centimetro) garantendo, oltre a un aspetto estetico indubbiamente superiore rispetto alla chirurgia tradizionale, anche una convalescenza molto più rapida e con molto meno dolore.
La tecnica robotica è inoltre una tecnica più precisa rispetto a quella tradizionale, poiché la telecamera riesce ad ingrandire notevolmente il campo operatorio.
Altro vantaggio è che il robot annulla il fisiologico tremore della mano del chirurgo, quindi, il gesto è molto più preciso. La visuale della console robotica è tridimensionale (in laparoscopia solitamente è bidimensionale) e il joystick consente di eseguire movimenti a 360°.

Proprio questi ultimi due aspetti differenziano la chirurgia robotica da quella laparoscopica. In laparoscopia infatti, quasi sempre, il chirurgo non ha la visione della profondità del campo operatorio e, soprattutto, i movimenti che si possono fare sono molto ridotti.
La laparoscopia, presenta comunque il vantaggio rispetto alla chirurgia tradizionale, di essere una chirurgia minimamente invasiva.
Come funzionano gli interventi in robotica?
Gli interventi in robotica vengono eseguiti in anestesia generale.
Si possono eseguire sia interventi per patologia benigna (ad esempio per prolasso uterino o fibromi uterini) che per patologia oncologica (tumore dell'endometrio).
In campo oncologico, la chirurgia robotica viene utilizzata soprattutto per i tumori dell'endometrio dove si può eseguire il cosiddetto linfonodo sentinella.
Numerose società scientifiche hanno infatti decretato che il gold standard per il trattamento per questo tipo di neoplasia è la chirurgia mininvasiva (robotica o laparoscopica).
In ginecologia, solitamente gli accessi cutanei (ovvero le cicatrici) sono a livello dell'ombelico (circa 1 centimetro) e altri due accessi in linea con l'ombelico a destra e a sinistra di circa 8 millimetri.
Purtroppo, ad oggi, il limite della chirurgia robotica è dato dal costo superiore alla chirurgia che non lo rende disponibile in tutte le sale operatorie.

