Chirurgia toracica non intubata: il futuro della mininvasività al polmone
La chirurgia mininvasiva per il trattamento delle patologie polmonari ha fatto passi da gigante, ma l’evoluzione più recente va oltre i confini tradizionali della sala operatoria.
Oggi è infatti possibile eseguire interventi chirurgici all’interno del torace senza che il paziente debba essere intubato.
Questa metodica all’avanguardia prende il nome di chirurgia toracica non intubata (NITS) e rappresenta una risorsa di eccezionale valore clinico per ridurre l’impatto dell’anestesia generale e accelerare il recupero
Cos’è la chirurgia toracica non intubata (NITS)?
La chirurgia toracica non intubata è una tecnica mininvasiva avanzata in cui il paziente viene operato mentre si trova in respiro spontaneo.
A differenza degli interventi classici, non si utilizza l’intubazione tracheale né la ventilazione meccanica artificiale.
Secondo lo studio pubblicato da Tacconi, Mineo e Ambrogi (2020), la metodica NITS è nata come una naturale evoluzione supplementare della chirurgia video-assistita (VATS) ed è una realtà in costante crescita ed espansione a livello internazionale, grazie agli enormi benefici biologici che offre al paziente.
Chi si occupa di questo tipo di interventi in ospedale?
Trattandosi di una procedura di altissima specializzazione, non può essere affidata a un singolo medico, ma richiede un’architettura organizzativa perfetta.
Come evidenziato nella ricerca scientifica del Prof. Federico Tacconi, per l’esecuzione in sicurezza di questa tecnica è tassativa la creazione di una unità dedicata di chirurgia toracica non intubata.
Questa équipe deve coinvolgere in modo coordinato figure diverse: chirurghi toracici, anestesisti, rianimatori, fisioterapisti, psicologi e tutto il personale infermieristico di sala operatoria e di reparto.
Come si preparano i medici a una procedura così complessa?
L’addestramento dei chirurghi per questo approccio richiede un percorso estremamente rigoroso, che deve coinvolgere sia gli specialisti esperti sia i medici più giovani.
Secondo i dati presentati dal team del Prof. Tacconi (Tacconi et al., 2020), l’apprendimento deve seguire un approccio graduale “passo dopo passo” e richiede come prerequisito fondamentale una consolidata esperienza pregressa nella chirurgia video-assistita (VATS) tradizionale.
Lo studio evidenzia inoltre un dettaglio tecnico cruciale: a causa della complessità nel riprodurre fedelmente i movimenti del polmone e del diaframma di un paziente che respira da solo durante l’operazione, i classici sistemi di simulazione artificiale (come i manichini) hanno scarso valore pratico.
Al loro posto, per garantire la massima sicurezza del paziente, l’addestramento si deve basare sull’affiancamento con tutor esperti (preceptorship) e sulla supervisione diretta in sala operatoria da parte di professionisti esterni invitati (proctorship).
Qual è il ruolo del paziente e come si svolge l’operazione?
Il successo della chirurgia non intubata si basa in gran parte sulla collaborazione e sulla consapevolezza del malato.
Nella fase pre-operatoria, il paziente deve essere pienamente e totalmente informato sul tipo di percorso che affronterà.
Poiché la persona non è sottoposta a narcosi profonda ma a una sedazione mirata, la comunicazione efficace all’interno della sala operatoria – sia tra i membri del team medico, sia direttamente con il paziente stesso – è considerata dal Prof. Tacconi e dai suoi coautori come il fattore pivotale e strategico per la perfetta riuscita dell’intervento.
Fonti
Tacconi, F., Mineo, T. C., & Ambrogi, V. (2020). Team training for nonintubated thoracic surgery. Thoracic Surgery Clinics, 30(1), 107–113. https://doi.org/10.1016/j.thorsurg.2019.08.010

