Cosa sono le emorroidi e come vengono classificate?

Autore: Dott. Enzo Magnani
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Editor: Cristina Quaranta

Le emorroidi rappresentano una delle patologie colon-proctologiche più frequenti, colpendo circa il 90% della popolazione. Il Dott. Enzo Magnani, esperto in Chirurgia Generale a Casteggio, ci spiega di più sulla patologia e sul trattamento

Cosa sono le emorroidi?

Le emorroidi sono vasi sanguigni presenti nel canale anale importanti per una corretta evacuazione e la continenza anale. In Ragazza che mangia l'insalatacaso di gonfiore o infiammazione si manifestano alcuni sintomi (sanguinamento e/o bruciore anale) e si parla di sindrome emorroidaria. Se la terapia medica non dà risultati positivi, si ricorre alla chirurgia che si effettua con diverse tecniche in base al tipo di emorroidi.

Come possono essere classificate?

In base alla gravità, le emorroidi si suddividono in 4 gradi:

Emorroidi di 1° grado

Le emorroidi rimangono all'interno del canale anale, l'unico sintomo è il sanguinamento o un leggero bruciore. In genere la terapia medica è in grado di controllare la malattia. I farmaci più utilizzati sono per via orale (flebotonici) che hanno lo scopo di far “sgonfiare” i vasi sanguigni dilatati a cui si associano prodotti da applicare sull’ano o sotto forma di pomata o di supposte che hanno lo scopo di ridurre la infiammazione locale. Oltre a ciò è utile correggere la stitichezza, adottare un’alimentazione sana ricca di fibre e acqua e priva di cibi piccanti, oltre che evitare la cattiva abitudine di evacuare passando molto tempo sul WC magari con un giornale o il Tablet in mano. Tutte queste abitudini infatti sono fattori predisponenti alle infiammazioni delle emorroidi.

Emorroidi di 2° grado

Le emorroidi tendono a fuoriuscire (prolassare) solo con lo sforzo intenso della defecazione e rientrano spontaneamente. Possono sanguinare, causare prurito anale o bruciore. In questi casi l'intervento più indicato è quello di dearterializzazione che consiste nell'andare e chiudere i vasi sanguigni che portano il sangue alle emorroidi, dopo averli individuati con una piccola sonda doppler. Tale procedura può essere condotta anche con tecnica laser. Il dolore postoperatorio risulta ridotto e la ripresa alle normali attività avviene nel giro di una settimana.

Emorroidi di 3° grado

Il prolasso muco emorroidario rientra solo manualmente, si ha in genere bruciore locale e perdita di secrezioni dall'ano. In tal caso la tecnica chirurgica più indicata consiste nell'andare a togliere la porzione di mucosa che prolassa con l'ausilio di una suturatrice meccanica (prolassectomia sec Longo). Il dolore postoperatorio generalmente viene controllato bene con la terapia antidolorifica e la ripresa ad una vita normale avviene nel giro di 10 giorni.

Emorroidi di 4° grado

Il prolasso non si riduce neanche manualmente, si ha in genere dolore importante con sanguinamento. L'intervento indicato in questo caso è quello di emorroidectomia secondo Milligan Morgan con l'asportazione di tutti i gavoccioli emorroidari patologici. La convalescenza postoperatoria è più lunga (15-20 giorni).

Dott. Enzo Magnani
Chirurgia generale

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