Cuffia dei rotatori: quando la lesione è irreparabile, la soluzione è la tecnica Balloon!

Autore: Dott. Pietro Bungaro
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Editor: Marta Buonomano

Hai mai sentito parlare della tecnica Balloon? Il nostro esperto in Ortopedia e Traumatologia a Bologna, il Dott. Pietro Bungaro, ci spiega in cosa consiste questa tecnica utilizzata per curare le lesioni irreparabili della cuffia dei rotatori

Che cos’è la cuffia dei rotatori?

donna in visita da un medicoLa cuffia dei rotatori è composta da quattro unità muscolo-tendinee: il sottoscapolare, il sovraspinato, il sottospinato e il piccolo rotondo. È una struttura molto importante per il buon funzionamento della spalla in quanto oltre a consentire in modo vettoriale la rotazione esterna ed interna, attraverso la contrazione sinergica realizza la stabilizzazione articolare (concavity-compression) e contribuisce in modo significativo allo svolgimento armonioso e indolore del movimento di abduzione del braccio. Non a caso subire una lesione alla cuffia dei rotatori significa quasi sempre andare incontro ad un deficit più o meno rilevante della funzionalità della spalla, con dolore spesso rilevante con significative limitazione nella vita di relazione.

Lesione della cuffia dei rotatori: di cosa si tratta?

Distinguiamo lesioni parziali e totali della cuffia dei rotatori. Nelle rotture a tutto spessore della cuffia dei rotatori è necessario distinguerle in 4 gruppi in relazione alle dimensioni e al numero di tendini coinvolti. Le lesioni possono quindi essere:

  • Piccole o focali, quando inferiori ad 1 cm;
  • Medie, tra 1-3 cm;
  • Ampie, maggiori di 3 cm;
  • Massive, quando la rottura supera i 5 cm o sono coinvolti 2 o più tendini.

Nelle lesioni massive, fino a poco tempo fa il trattamento chirurgico prevedeva una riparazione parziale o trattamenti palliativi quali tenotomia CLB, debridment e acromioplastica (trattamento il cui risultato non era sempre facilmente prevedibile sia sotto il profilo del recupero funzionale che della risoluzione del dolore). Nei casi più gravi, poteva essere preso in considerazione anche l’impianto di una protesi inversa.

Grazie ad una nuova metodica, oggi è possibile inserire in artroscopia una protesi parziale chiamata Balloon, un palloncino che è in grado di migliorare la funzionalità dell’articolazione ricentrando la testa dell’omero e consentendo quindi alla cuffia dei rotatori residua di funzionare al meglio.

Quando è indicato il Balloon?

L’impianto del Balloon è indicato in caso di rotture irreparabili della cuffia dei rotatori in assenza di chiari segni di artrosi o artropatia secondaria gleno-omerale.

Quali sono i vantaggi del Balloon?

Questa procedura possiede molteplici vuomo con dolore alla spallaantaggi:

  • È mininvasiva;
  • Possiede un basso rischio di complicanze;
  • Consente di poter eseguire interventi futuri più invasivi, in caso di insuccesso, senza aumentare la difficoltà chirurgica;
  • Il materiale del Ballon è riassorbibile, si degrada dopo 12 mesi e può essere riempito con una soluzione fisiologica la quale, comportandosi da spaziatore, migliora la biomeccanica della spalla.

Esistono rischi o controindicazioni?

Come ogni intervento, il paziente può andare incontro a dei rischi, tra cui:

  • Gonfiore
  • Dolore
  • Lesione del nervo
  • Infezione
  • Riduzione dei movimenti

Trattandosi di un impianto artificiale è inoltre possibile che si verifichi una reazione dei tessuti contro il Balloon e che questo venga dislocato dall’area in cui è stato impiantato. Ciò può avvenire soprattutto in presenza di una rottura massiva coinvolgente più tendini che rappresentano, quando presenti, un argine alla dislocazione del device.

L’intervento non deve invece essere eseguito in caso di:

  • Infezione (attiva o latente);ragazza di profilo con la spalla scoperta
  • Segni di necrosi tissutale nell’articolazione;
  • Disturbi della coagulazione sanguigna;
  • Sistema immunitario compromesso;
  • Malattie croniche severe come insufficienza cardiaca, cirrosi, insufficienza renale cronica o qualsiasi altra condizione che possa compromettere la guarigione dopo l’intervento.

I tempi di recupero funzionale sono mediamente molto più rapidi sia rispetto all’impianto di una protesi inversa, sia in raffronto ad una riparazione tradizionale della cuffia.

Dott. Pietro Bungaro
Ortopedia e Traumatologia

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