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Cura delle emorroidi: approccio moderno e centrato sul paziente

Le emorroidi rappresentano un disturbo frequente della regione ano-rettale: si tratta di vene che, per sfiancamento delle pareti vascolari e insufficiente tenuta delle valvole, diventano varicose e soggette a infiammazione. La stasi ematica, l’ambiente caldo-umido e la pressione locale promuovono l’irritazione della mucosa, che può scivolare verso il basso fino a prolasso rettale in casi più gravi. Approfondiamo l’argomento con il Prof. Silvestro Lucchese, Colonproctologo a Roma.

Che cosa sono le emorroidi?

Le emorroidi sono vene del plesso emorroidario che perdono tonicità e elasticità, diventando soggette a dilatazione e congestione. La mucosa peri-anale può infiammarsi, divenire fragile e fuoriuscire oltre l’orifizio anale (prolasso mucoso). Tra i fattori predisponenti si annoverano familiarità, età, stitichezza cronica, dieta povera di fibre, obesità, sedentarietà, gravidanze, uso di alcuni farmaci e sforzi fisici.

I sintomi più comuni includono sanguinamento rettale, prurito, dolore, sensazione di incompleto svuotamento con defecazione ostruita, secrezioni mucose, perdita di feci minime, cistiti ricorrenti, e, nel tempo, anche anemia in caso di perdite persistenti.

Diagnosi: come avviene la visita proctologica

La visita proctologica inizia con un colloquio dettagliato: lo specialista raccoglie la storia clinica, le abitudini intestinali, lo stile di vita, la frequenza delle evacuazioni, la presenza di sforzi o dolore, e la comparsa di sangue o muco.

Segue l’esame obiettivo in posizione genu-pettorale o di Sims (paziente sul lato, gambe flesse): si verifica la regione perianale e, con l’uso di un dito guantato lubrificato, si esplora il retto.

L’esame deve sempre essere completato con una ano-scopia, eseguita con uno strumento ben tollerato e usa-e-getta, che consente di visualizzare la mucosa del canale anale e del retto e identificare eventuali patologie associate.

Questa valutazione consente di classificare il grado della malattia, l’eventuale ostruzione ed indirizzare verso la terapia più adatta.

Opzioni terapeutiche e tecniche mininvasive

La scelta terapeutica dipende dal grado di gravità, dai sintomi e dalle condizioni generali del paziente.

Le opzioni includono:

  • Terapie conservative: dieta ricca di fibre, idratazione, esercizio fisico moderato, trattamenti topici e vaso-protettori.
  • Procedure ambulatoriali mininvasive: Attenzione : spesso chi ha paura dell’intervento radicale sceglie queste terapie pensando di ottenere lo stesso risultato; sono solo terapie mirate a singoli settori. Possono essere impiegate solo quando il canale anale non sia coinvolto interamente: legatura elastica, sclero-terapia, crioterapia, fotocoagulazione con infrarossi.
  • Tecniche chirurgiche avanzate indolori: per i casi più severi, si possono impiegare metodiche moderne che riducono il dolore post-operatorio e permettono il recupero rapido.


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Tra queste risulta interessante la modalità “intervento con obiettivo indolore” realizzabile in regime di one-day-hospital, senza ricovero prolungato, con ritorno alle attività quotidiane nel giro di poche ore.

Vantaggi dell’approccio moderno

Un trattamento di qualità comporta:

  • un’esperienza pluridecennale
  • rispetto e ascolto delle esigenze del paziente
  • impiego di tecniche innovative a basso impatto dolorifico
  • intervento anche in giornata
  • rapida ripresa della funzione intestinale e delle attività quotidiane


L’obiettivo è offrire soluzioni cliniche efficaci, non semplici promesse, e ciò è possibile solo dopo una diagnosi certa e documentata che permetta di valutare obiettivamente i risultati.