Dolore alla spalla: diverse soluzioni per diverse esigenze

Autore: Dott. Giovanni Di Giacomo
Pubblicato:
Editor: Jennifer Verta

Lucia non può più dedicarsi liberamente al nuoto perché soffre di dolore acuto all’articolazione della spalla, mentre Marco si è lussato la spalla giocando a rugby per la seconda volta. Come risolvere i loro disturbi? Ce lo spiega il Dott. Di Giacomo, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Roma.

Il dolore alla spalla può colpire chiunque

Il dolore alla spalla, a seguito di un infortunio sportivo, un incidente di vario tipo, un processo degenerativo può causare un dolore intenso e condizionare pesantemente la vita quotidiana. A seconda che si abbia a che fare con pazienti olimpionici o semplici sportivi amatoriali, la terapia migliore potrebbe però cambiare significativamente.

La fase di diagnosi

Per verificare la reale necessità di intervenire chirurgicamente dopo un infortunio alla spalla, lo specialista dovrà effettuare un’attenta anamnesi, valutando l’età del paziente, l’intensità del dolore, patologie coesistenti quali osteoporosi ed eventuali precedenti infortuni. Si avvarrà poi della risonanza magnetica per confermare o meno la diagnosi, elaborata durante la fase precedente. Sia che si decida di procedere con l’intervento chirurgico o meno, sarà fondamentale, in ultima fase, una stretta collaborazione con il personale di fisioterapia per scegliere il percorso più adatto per ogni esigenza.

È davvero sempre necessaria la chirurgia?

In caso di lesioni leggere ai tendini della cuffia dei rotatori, dovute ad una postura scorretta o movimenti erronei durante la vita quotidiana, lo sport od il riposo, gli specialisti consigliano un programma di fisioterapia personalizzato che spesso è sufficiente per risolvere e correggere il problema.

Come si procede in caso di lussazione della spalla?

L’intervento chirurgico per risolvere la lussazione della spalla è fortemente consigliato in caso il paziente sia uno sportivo che potrebbe incorrere nello stesso tipo di infortunio una seconda volta. L’operazione permette infatti di stabilizzare la spalla, diminuire la possibilità di recidive e permettere al soggetto di ritornare alle proprie attività in tempi ragionevoli. Nel caso invece il paziente si sia lussato la spalla per la prima volta e non svolga attività sportiva a rischio, si preferisce evitare il trauma di un’operazione all’articolazione. Per fare ciò si applicherà un tutore per circa 15 giorni ed in seguito si inizierà un percorso di fisioterapia. Solo in caso di una seconda lussazione si procederà con la chirurgia.

Per chi è indicato un impianto protesico?

La protesi non rappresenta un’opzione per tutti. Nonostante nel corso degli anni, i materiali e le tecniche per inserirle abbiano subito grandi miglioramenti, la protesi non è consigliata ai pazienti giovani, poiché potrebbe essere necessario sostituirla a causa dell’usura dei materiali. È opportuno dunque intervenire con un impianto protesico nei pazienti ultrasessantenni, affetti da artrosi, lesioni o traumi irreparabili diversamente. La protesi rappresenta un’ottima soluzione qualora la funzionalità dell’articolazione sia gravemente compromessa ed il dolore sia diventato una costante, giorno e notte.

Dott. Giovanni Di Giacomo
Ortopedia e Traumatologia

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