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Dolore al gomito? Le patologie più comuni e come curarle in modo efficace

Il dolore al gomito è un disturbo molto frequente, che può colpire persone di ogni età e stile di vita: sportivi, lavoratori manuali, ma anche chi passa molte ore davanti al computer. Il gomito è un’articolazione complessa, dove ossa, tendini, muscoli e nervi lavorano in perfetto equilibrio. Quando uno di questi elementi si infiamma o si irrita, può insorgere dolore, rigidità o debolezza 

Epicondilite: il “gomito del tennista” 

L’epicondilite laterale è una delle cause più comuni di dolore al gomito. Conosciuta anche come gomito del tennista, è una tendinopatia che colpisce i muscoli estensori dell’avambraccio, in particolare il tendine che si inserisce sull’epicondilo laterale dell’omero. Il dolore si presenta durante l’estensione del polso e delle dita, soprattutto nei movimenti ripetitivi. 

È tipica non solo degli sportivi, ma anche di chi lavora al computer o svolge mansioni manuali. Se non trattata, può diventare una condizione cronica molto fastidiosa. 

Epitrocleite: il “gomito del golfista” 

Simile all’epicondilite ma localizzata nella parte interna del gomito, l’epitrocleite (o gomito del golfista) coinvolge i muscoli flessori dell’avambraccio e l’inserzione sull’epitroclea. Il dolore si intensifica durante la flessione del polso e delle dita. 

È legata a microtraumi ripetuti o sovraccarichi funzionali, e può colpire anche chi pratica sport come il golf, il baseball o la palestra, oppure chi svolge attività lavorative manuali. 

Compressione del nervo ulnare al gomito 

Quando il nervo ulnare viene compresso nella zona del gomito (in particolare nella doccia epitrocleo-olecranica), si parla di sindrome del tunnel cubitale. I sintomi includono: 

  • Dolore nella parte interna del gomito 
  • Formicolii all’avambraccio e nelle ultime due dita della mano (4° e 5° dito) 
  • Debolezza muscolare nella flessione del 5° dito 


Questa condizione neurologica può peggiorare nel tempo e portare a deficit permanenti se non trattata in modo adeguato. 

Borsite olecranica 

La borsite del gomito è un’infiammazione della borsa sierosa situata dietro l’olecrano. Si presenta con una tumefazione visibile ed elastica, che può essere dolorosa al tatto. Le cause principali includono traumi, infezioni, oppure sovraccarico cronico. 

Come si fa la diagnosi delle patologie del gomito? 

La visita ortopedica è il primo passo essenziale. Durante l’esame clinico, lo specialista eseguirà test specifici per ogni patologia, analizzando dolore, forza e mobilità. Per confermare la diagnosi, si ricorre a esami strumentali mirati: 

  • Radiografia (RX) per valutare le strutture ossee e identificare eventuali calcificazioni o artrosi 
  • Ecografia per visualizzare tendini, borse sierose e infiammazioni in tempo reale 
  • Elettromiografia (EMG) per analizzare la funzionalità del nervo ulnare e individuare eventuali compressioni 
  • Risonanza Magnetica (RMN) nei casi più complessi o resistenti alla terapia 

Quali sono le cure per il dolore al gomito? 

Il trattamento del dolore al gomito dipende dalla causa sottostante, dalla durata dei sintomi e dalla gravità del quadro clinico. Nella maggior parte dei casi, si inizia con un approccio conservativo, che ha ottime probabilità di successo se eseguito con costanza e sotto guida specialistica. 


Le principali terapie conservative includono: 

  • Fisioterapia personalizzata: programmi di stretching, potenziamento muscolare e correzione posturale. Fondamentale nei casi di tendinopatie croniche e per evitare recidive. 
  • Terapie fisiche strumentali: tecarterapia, laser ad alta potenza, ultrasuoni, onde d’urto. Aiutano a ridurre l’infiammazione, favorire la rigenerazione dei tessuti e accelerare la guarigione. 
  • Infiltrazioni locali: con cortisonici (nei casi acuti e dolorosi) o acido ialuronico (nelle forme croniche). Recentemente, si utilizzano anche infiltrazioni rigenerative con PRP (plasma ricco di piastrine). 
  • Tutori e ortesi: l’uso di specifici tutori può alleggerire il carico sull’articolazione e facilitare la guarigione, soprattutto nella fase infiammatoria. 


Se dopo 3-6 mesi di terapia conservativa i sintomi non migliorano, si può prendere in considerazione il trattamento chirurgico, sempre più spesso eseguito con tecniche mininvasive o artroscopiche, che riducono i tempi di recupero e i rischi post-operatori. 

Conclusioni 

Il dolore al gomito non va ignorato: può nascondere patologie che, se trascurate, peggiorano nel tempo. Una diagnosi precoce e un trattamento mirato sono fondamentali per risolvere il problema e tornare a una vita attiva. Affidarsi a uno specialista in Ortopedia consente di scegliere la cura più adatta e prevenire recidive. 


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