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L’emicrania: una malattia seria, spesso ignorata, ma oggi molto più curabile

Prof. Maurizio Balestrino
Scritto da: Prof. Maurizio Balestrino Neurologo a Ovada
5.0 |

39 recensioni

Pubblicato il: 02/02/2026 Editato da: Giada Bertini il 02/02/2026

L’emicrania non è “solo mal di testa”. È una condizione neurologica che può influire profondamente sulla vita quotidiana: lavoro, famiglia, relazioni sociali e benessere generale. La ricerca scientifica lo conferma chiaramente.

1. L’emicrania è una malattia realmente invalidante

Gli studi più aggiornati mostrano che l’emicrania è una delle principali cause di disabilità al mondo (1).

Le persone che ne soffrono possono avere difficoltà a concentrarsi, lavorare e svolgere attività quotidiane, fino a limitare la partecipazione alla vita familiare. Questo perché gli attacchi non causano solo dolore, ma anche nausea, stanchezza estrema, sensibilità alla luce e ai rumori, sintomi che rendono difficile continuare le normali attività (1).

Inoltre, l’emicrania può presentarsi in forma episodica o cronica: nelle forme croniche gli attacchi sono più frequenti e si associano a un impatto ancora maggiore su produttività, umore e relazioni. In questi casi, il carico di malattia include spesso ipersensibilità sensoriale, disturbi del sonno e difficoltà cognitive come problemi di attenzione e memoria, elementi che concorrono alla disabilità complessiva (1).

La consapevolezza del carattere invalidante dell’emicrania è fondamentale per contrastare la minimizzazione del problema e favorire percorsi di diagnosi e cura tempestivi (1).

2. Una malattia ancora troppo spesso non riconosciuta

Molte persone soffrono di emicrania senza saperlo. Gli studi dimostrano che numerosi pazienti arrivano al Pronto Soccorso per crisi ricorrenti senza aver mai ricevuto una diagnosi corretta, nonostante gli episodi si ripetano da anni (2, 3).

Le ragioni della sottodiagnosi sono diverse: la tendenza a considerare l’emicrania “solo un mal di testa”, l’autogestione con analgesici da banco, la difficoltà di accesso allo specialista e la somiglianza dei sintomi con altre cefalee. Questo ritardo diagnostico si traduce spesso in terapie inadeguate, maggiore consumo di farmaci sintomatici e rischio di abuso farmacologico, con conseguente peggioramento del quadro clinico (2, 3).

In più, alcune forme particolari — come l’emicrania vestibolare — sono difficili da riconoscere. In queste varianti possono comparire vertigini, instabilità e capogiri, anche in assenza di dolore, rendendo il percorso diagnostico complesso e ritardando cure efficaci (4).

Identificare precocemente il disturbo consente di scegliere trattamenti più mirati e di ridurre accessi impropri ai servizi di emergenza (2, 3, 4).

3. Una rivoluzione nelle cure degli ultimi anni

La buona notizia è che oggi esistono terapie molto più efficaci rispetto al passato.

I farmaci anti-CGRP, disponibili dal 2018, sono le prime cure nate specificamente per la prevenzione dell’emicrania. Gli studi clinici dimostrano che sono efficaci, duraturi e meglio tollerati rispetto ai farmaci tradizionali. Consentono di ridurre i giorni di emicrania, abbassare l’intensità degli attacchi e migliorare qualità di vita e funzionalità quotidiana (5, 6).

Sono arrivati anche nuovi farmaci per il trattamento dell’attacco acuto, come gepants e ditans, utili anche per chi non può assumere i triptini o non risponde alle terapie più datate. Queste opzioni permettono un controllo più precoce e personalizzato dell’attacco (7).

Gli studi di real life confermano inoltre che questi trattamenti sono sicuri anche in presenza di altre patologie, ampliando il numero di pazienti che possono beneficiarne (8).

4. Oggi l’emicrania è spesso controllabile… e a volte quasi “curabile”

Grazie alle nuove terapie, molte persone riescono a ridurre drasticamente numero e intensità degli attacchi. Alcuni pazienti arrivano ad avere pochissimi episodi all’anno o lunghi periodi senza crisi. Le più recenti linee guida indicano che i nuovi farmaci possono essere utilizzati anche come terapia di prima scelta nei casi appropriati (6).

Pur non eliminando del tutto la predisposizione all’emicrania, oggi è possibile controllarla in modo efficace, spesso con schemi terapeutici semplici, migliorando vita sociale, rendimento lavorativo e benessere psicologico (5, 6, 7).

La chiave resta parlarne con il medico, ottenere una diagnosi corretta e costruire un piano di trattamento personalizzato, basato su frequenza degli attacchi, intensità dei sintomi e caratteristiche individuali del paziente.


Riferimenti bibliografici indicati nel testo:

  1. Ashina M, Andreou AP, De Matteis E, Jürgens TP, Minen MT, Sacco S. Resistant and refractory migraine: Clinical presentation, pathophysiology, and management. eBioMedicine. 2024;99:104943. doi:10.1016/j.ebiom.2023.104943
  2. Drangova H, Kofmel N, Branca M, Gloor D, Lehmann B, Exadaktylos A, et al. The potential to prevent unnecessary emergency department visits by timely diagnosis of migraine: A prospective observational study. PLOS ONE. 2024;19(10):e0312106. doi:10.1371/journal.pone.0312106
  3. Miller S, Matharu MS. Migraine is underdiagnosed and undertreated. The Practitioner. 2014;258(1774):19–24.
  4. Nowaczewska M. Vestibular migraine—An underdiagnosed cause of vertigo: Diagnosis and treatment. Neurologia i Neurochirurgia Polska. 2020;54(2):106–115. doi:10.5603/PJNNS.a2020.0031
  5. Versijpt J, Paemeleire K, Reuter U, MaassenVanDenBrink A. Calcitonin gene-related peptide–targeted therapy in migraine: Current role and future perspectives. The Lancet. 2025;405(10483):1014–1026. doi:10.1016/S0140-6736(25)00109-6
  6. Nicol KS, Burkett JG. An update on CGRP monoclonal antibodies for the preventive treatment of episodic migraine. Current Pain and Headache Reports. 2025;29:55. doi:10.1007/s11916-025-01365-4
  7. Burch R, Rittenberg E. New treatments for migraine: CGRP monoclonal antibodies, gepants, and ditans. BMJ. 2025;390:e085564. doi:10.1136/bmj-2025-085564
  8. Sanabria-Gago C, Fernández Lázaro I, Heredia P, Sánchez-Soblechero A, Lozano Ros A, Luque Buzo E, et al. SAFE-CGRP: Multicenter retrospective evaluation of the safety of CGRP pathway–targeting monoclonal antibodies in migraine with relevant comorbidities. Frontiers in Neurology. 2025;16:1703876. doi:10.3389/fneur.2025.1703876


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