Endometriosi: come riconoscerla e curarla

Autore: Prof. Mario Malzoni
Pubblicato: | Aggiornato: 16/11/2018
Editor: Jennifer Verta

L’Endometriosi è una malattia che coinvolge le ovaie, le tube e l’utero causando un processo infiammatorio che pregiudica la normale vita di una donna. Il Prof. Malzoni, esperto in Ginecologia ed Ostetricia ad Avellino, fa luce su questa patologia i cui effetti sono spesso sottovalutati.

Che cos’è l’Endometriosi?

L’Endometriosi è una patologia benigna per cui il tessuto che normalmente si trova all’interno dell’utero, l’endometrio, si trova dislocato in altre zone. È una malattia che aggredisce le ovaie e le tube e tutte le zone poste anteriormente al corpo dell’utero. Pur essendo benigno, si comporta come un morbo maligno. Queste cellule infatti corrodono, creano infiltrazioni ed infiammazioni all’interno degli organi. Per quanto riguarda l’incidenza, si stima che la diagnosi dell’Endometriosi profonda infiltrante, la più aggressiva, avviene in circa 6-7 anni ed il paziente deve passare attraverso almeno cinque ginecologi prima di individuarla. Una delle problematiche principali è costituita dal ritardo nella diagnosi. Nei casi di cisti ovariche infatti la diagnosi risulta facile, ma in presenza delle patologie infiltranti solo l’occhio di un esperto è in grado di individuarle.

È una patologia che interessa le donne in età fertile?

Sì. È una malattia estrogeno dipendente, perciò tipica dell’età fertile. Si spegne quindi nella menopausa. È inoltre presente una componente genetica alla base dell’alterazione, quindi si può parlare di familiarità. Si è stimato infatti che circa 3000 giovani donne ne siano colpite in Italia ogni anno. A causa della difficile diagnosi è probabile anche che i numeri reali siano ben superiori.

Quali sono i sintomi dell’Endometriosi?

Non è stata ancora individuata un’origine certa per l’Endometriosi. La teoria più accreditata è quella per cui il sangue mestruale, che normalmente refluisce attraverso le tube nelle pelvi, in alcune donne geneticamente predisposte si infiltra, attecchisce creando infiammazione. È spesso asintomatica, ma in altrettanti casi si presenta con dismenorrea, dispareunia, ossia dolore durante i rapporti, dolore durante la minzione o in generale nell’area pelvica.

Perché è difficile da diagnosticare?

L’Endometriosi è particolarmente difficile da diagnosticare perché spesso viene confusa con altre patologie come la cistite o le infiammazioni del colon. Solo attraverso una visita ginecologica eseguita da un esperto in questa patologia sarà possibile sospettarla e confermarla con una risonanza magnetica o un’ecografia. Spesso infatti riceviamo pazienti con risonanze magnetiche negative, che non sono state eseguite in maniera corretta, nonostante la presenza della malattia.

È causa di sterilita?

Assolutamente sì. È una patologia che determina un’infiammazione che condiziona tutte le fasi della ricerca di una gravidanza. Sia nella fase dell’ovulazione, sia nella fase dell’annidamento essa gioca un fattore sfavorevole.

Può dare complicanze non ginecologiche?

Sì, quando la malattia è molto aggressiva negli stadi avanzati infiltra anche altri organi. Se compromette le vie urinarie, l’intestino o la vescica, diverse complicazioni non ginecologiche possono nascere. Sull’intestino può generare sub-occlusioni fino all’occlusione franca intestinale, sulle vie urinarie può dare un restringimento degli ureteri, fino a compromettere la funzionalità renale. È chiaro quindi come la diagnosi precoce è perciò fondamentale.

In cosa consiste il trattamento?

In prima istanza la terapia farmacologica è sempre da preferire poiché Il ruolo dell’ormone estrogeno è fondamentale. Questa cura si basa sull’abbassamento degli estrogeni su base progestinica continua, creando un’amenorrea indotta con pochi effetti collaterali, senza mandare in menopausa farmacologica la paziente. Questa tecnica funziona bene sulle forme ovariche, per questo motivo la si predilige sempre al posto dell’intervento chirurgico. La chirurgia infatti, anche se utilizzata da mani esperte può creare danni irreversibili. Per questa ragione si tende sempre ad essere molto prudenti con pazienti in età fertile che in un futuro possano cercare una gravidanza. Tuttavia, quando l’intervento è eseguito in maniera corretta e completa la probabilità di recidiva è molto bassa. Il Gold Standard degli interventi per l’Endometriosi è la laparoscopia. Il grande vantaggio di questa tecnica è una maggiore precisione del gesto chirurgico per asportare la malattia. In laparoscopia si lavora infatti con telecamere tridimensionali che consentono un’estrema precisione nell’asportazione del tessuto infiammato. Essendo mininvasiva ha quindi anche un post operatorio molto più leggero, con una degenza di pochissimi giorni.

Prof. Mario Malzoni
Ginecologia e Ostetricia

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