Fistola perianale nel Morbo di Crohn

Autore: Dott. Massimiliano Varriale
Pubblicato: | Aggiornato: 09/05/2019
Editor: Antonietta Rizzotti

La fistola perianale è una lesione che si forma in corrispondenza dell’ano ed è considerata una complicanza della Malattia di Crohn. Il Dott. Massimiliano Varriale, esperto in Colonproctologia a Roma, ci parla delle metodiche chirurgiche utilizzate nel trattamento delle fistole anali

Che cos’è una fistola perianale?

Una fistola perianale rappresenta la prima forma di espressione clinica del Morbo di Crohn ed è proprio la sua comparsa ad essere considerata un elemento fondamentale attraverso cui è possibile analizzare la malattia di Crohn stessa.

Quali sono le caratteristiche principali di una fistola perianale?

La possibilità di recidiva significativa e l’individuazione di differenti gradi di incontinenza anale a seguito dell’intervento chirurgico, sono due delle caratteristiche della fistola perianale.
La chirurgia, necessaria per la chiusura, in concomitanza con la malattia di Crohn potrebbe causare il rischio di recidiva, nonostante le attuali tecniche riducano al massimo tale rischio. Questa situazione si verifica a causa della peculiare tipologia di tessuto patologico che determina essa stessa la formazione della fistola perianale. Oggigiorno è possibile adottare nuove procedure chirurgiche in grado di ridurre sempre di più il rischio di recidiva o di altre complicazioni della fistola perianale.

Può parlarci di una di queste metodologie?

Negli ultimi anni l’applicazione di cellule staminali per il trattamento delle fistole perianali ha riscontrato molto successo. Le cellule staminali vengono ricavate da una microfiltrazione effettuata del tessuto adiposo sottocutaneo, tecnica che prende il nome di lipofiller. Le cellule staminali presenti nel preparato autologo avranno la capacità di creare un tessuto cicatriziale e di chiudere la fistola. Si procede così all’applicazione del composto direttamente sulla fistola perianale.

Come si esegue l’intervento chirurgico?

La procedura viene eseguita in regime di Day Hospital e comporta il prelievo di tessuto adiposo sottocutaneo, dopo aver anestetizzato previamente la parte da trattare.
Viene eseguita mediante l’introduzione di una microcannula attraverso una piccola incisione, è la stessa tecnica utilizzata per la liposuzione. Una volta ottenuto il grasso, estratto in corrispondenza del fianco destro e di quello sinistro e dall’esterno coscia, si esegue una microfiltrazione attraverso un processo di lavaggio e di filtraggio. La tecnica prende il nome di Lipogems Technique, il cui risultato definitivo è costituito dal lipofiller.

L’intervento chirurgico viene eseguito sotto il controllo di una ecografia endoanale, la quale permette al chirurgo di essere più preciso. Inoltre, non sono previsti danni allo sfintere e durante la fase successiva dell’intervento il paziente può tornare nell’immediato alle sue attività quotidiane ed effettuare le medicazioni in modo autonomo in casa sua.

Dott. Massimiliano Varriale
Colonproctologia

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