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Insonnia: il disturbo del sonno più frequente

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Scritto da: La redazione di Top Doctors
Pubblicato il: 11/02/2016 Editato da: TOP DOCTORS® il 11/02/2023

Un neurologo esperto sui disturbi del sonno ci spiega quali sono i fattori che originano la comparsa dell’insonnia e che cosa possiamo fare per evitare che il disturbo diventi cronico, tanto da condizionare completamente il riposo.

 

L’insonnia è il più frequente tra i disturbi del sonno, ed è molto comune nelle donne, negli anziani e nelle persone che soffrono di problemi psicologici, come ansia o depressione. Il sintomo principale è quello di non riuscire a dormire né riposare.   

Esistono diversi tipi di insonnia, classificabili a seconda della fase del sonno colpita:

  • Insonnia occasionale: generalmente dura pochi giorni ed è relazionata a fattori sociali o fisici, come ansia, nervosismo, malessere fisico, jet-lag, cambiamento di fuso orario, temperatura.
  • Insonnia transitoria: quando il disturbo si prolunga per un massimo di tre settimane
  • Insonnia cronica: quando il disturbo persiste nel tempo

L’insonnia può avere origine medica, sociale o psichiatrica: malattie del metabolismo, dolori stomacali o minzione frequente durante la notte, soffrire di un qualche disturbo del comportamento o per esempio, avere un lavoro dai turni irregolari o notturni.

Il circolo vizioso dell’insonnia

L’insonnia può essere transitoria, ma anche cronica. L’insonnia cronica si sviluppa dopo molto tempo e suole essere il risultato finale di un’insonnia occasionale, magari dettata da stress. Inoltre, che un insonnia transitoria si trasformi in cronica, dipende molto spesso dall’atteggiamento del paziente nei confronti della sua situazione.

È necessario affrontare il problema dell’insonnia con tranquillità. Infatti, se le abitudini di una persona che inizia a soffrire di insonnia non cambiano, è molto probabile che il problema scompaia da solo. D’altro canto, le persone con tendenza ad essere ansiose, rischiano di entrare, senza rendersi conto, in un circolo vizioso. L’ansia di cercare di dormire riduce esponenzialmente le possibilità di addormentarsi. Inoltre, una persona preoccupata per aver passato una notte infernale, avrà l’ansia anche per la successiva: tutta questa preoccupazione non facilita il riposo e rischia di convertire l’insonnia in cronica. 

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