La Chirurgia del Cancro Gastrico

Autore: Prof. Stefano Olmi
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Editor: Jennifer Verta

In quest’ultima intervista relativa al tumore gastrico, il Prof. Stefano Olmi, esperto in Chirurgia Generale a Bergamo, ci parla delle tecniche chirurgiche per trattare questa tipologia di neoplasia

Chirurgia per il tumore gastrico: dove siamo arrivati?

Il primo intervento di gastrectomia laparoscopica per tumore fu eseguito con risultati soddisfacenti nel 1993 ad opera del chirurgo J.S. Azagra. Ad oggi la tecnica è stata utilizzata milioni di volte ed ampiamente migliorata per esecuzione e risultati. Gli strumenti chirurgici sono infatti diventati sempre più precisi e le tecniche chirurgiche sempre più affidabili per intervenire sui tumori. Ad oggi la chirurgia in ambito gastrico viene eseguita in molteplici centri specializzati di eccellenza, come il Centro Oncologico del Policlinico San Marco di Zingonia, utilizzando la chirurgia laparoscopica, tramite gastrectomia totale o subtotale laparoscopica.

Grazie alla tecnica laparoscopica è oggi possibile operare con estrema precisione senza compromettere le strutture anatomiche in maniera eccessiva così che la guarigione avvenga in maniera più rapida. Il Policlinico San Marco di Zingonia permette di seguire i pazienti colpiti da tumore del colon-retto durante tutte le fasi della patologia, dalla diagnosi al post operatorio, con professionisti altamente specializzati e macchinari all’avanguardia.

Quali sono le tecniche impiegate?

La scelta di una o dell’altra tecnica è presa sulla base della posizione del tumore. Si predilige la prima tipologia per le neoplasie dell’area cardiale, sul fondo, nel corpo gastrico e nella piccola ansa gastrica poiché in questa maniera sarà possibile praticare l’asportazione completa.

Viceversa, tumori a livello della grande curvatura distale, la maggior parte dei tumori del corpo gastrico e tutti i tumori antrali necessiteranno di un intervento di gastrectomia subtotale. In entrambi i casi sarà necessario, come già accennato, eseguire un’adeguata linfadenectomia, cioè l’asportazione dei linfonodi delle stazioni gastriche dalla 1 alla 12 (o superiori in determinati casi).

In cosa consiste l’intervento?

L’intervento viene effettuato in anestesia generale: il chirurgo esegue quattro piccole incisioni cutanee ed attraverso questi accessi laparoscopici separa lo stomaco dal duodeno distalmente e dalla porzione di stomaco sano (o dall’esofago in caso di gastrectomia totale) cranialmente. Insieme allo stomaco vengono asportate le stazioni linfonodali iuxa-gastriche (cioè quelle più vicine allo stomaco) per poi procedere alla linfadenectomia delle stazioni più distanti dallo stomaco (ilo epatico, tripode celiaco, vasi splenici, ilo splenico). Infine, viene ripristinata la continuità gastro-enterica, mediante due anastomosi, cioè due nuovi collegamenti fra organi: un’anastomosi fra stomaco residuo (o esofago, nel caso di gastrectomia totale) ed intestino, finalizzata al passaggio del cibo; una seconda anastomosi fra intestino ed intestino, finalizzata al passaggio della bile e del succo pancreatico-duodenale. Al termine dell’intervento può essere posizionato un sondino naso-gastrico, per impedire il vomito nelle prime ore dopo l’intervento e mantenere priva di tensione l’anastomosi appena confezionata. Inoltre vengono normalmente posizionati dei drenaggi addominali, che verranno rimossi dopo qualche giorno di osservazione, alla ripresa della normale motilità intestinale.

Cosa aspettarsi dopo l’intervento?

Durante il ricovero, che normalmente ha una durata di 6-8 giorni, può essere eseguita inoltre una radiografia con mezzo di contrasto per somministrazione orale, per ulteriore controllo della tenuta delle anastomosi. Già dalla prima o seconda giornata postoperatoria il paziente, grazie ai benefici della tecnica mini-invasiva, potrà mobilizzarsi e gradualmente tornare alle normali attività, con uno scarso dolore postoperatorio tranquillamente controllabile con blandi antidolorifici. I successivi trattamenti verranno quindi stabiliti alla luce dell’analisi isto-patologica del pezzo operatorio, secondo la stadiazione che segue i criteri del sistema TNM ed i più aggiornati protocolli chemioterapici.

Prof. Stefano Olmi
Chirurgia generale

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