La grande demagogia della IA in Ortopedia
Il dibattito sull’intelligenza artificiale in medicina oggi è più vivo che mai. In particolare, in Ortopedia e Chirurgia protesica emergono interrogativi su quanto la tecnologia possa realmente affiancare il chirurgo. Ne parliamo con il Dott. Gary Gambassi, Ortopedico e Traumatologo a Milano, che con questo articolo ha voluto condividere una riflessione a tu per tu tra lui e la macchina.
Chirurgo vs IA: il confronto
Nel caso specifico, si parlava di intervento di sostituzione totale dell’articolazione dell’anca. Ovviamente la IA mi risponde dicendo che in alcun modo l’intelligenza artificiale potrà mai sostituire la figura di un chirurgo per tre semplici motivi:
- dal punto di vista operativo non saprebbe gestire variazioni anatomiche e orientarsi a livello anatomico spaziale.
- non saprebbe gestire le complicanze.
- non avrebbe l’empatia per gestire la fase pre e post operatoria.
I fatti reali di oggi
Le affermazioni che mi ha dato la IA sono entrate in contrasto con la realtà attuale, che mostra progressi significativi dell’intelligenza artificiale in campo medico.
1. Indicazione chirurgica
L’intelligenza artificiale è assolutamente in grado di fornire un’indicazione chirurgica. Basti pensare che se i primi modelli di intelligenza artificiale erano dei semplici algoritmi che analizzavano ampi database riconoscendo ciò che è “normale” da ciò che è “patologico”, oggi grazie alle reti neurali sintetiche è possibile arrivare a soluzioni personalizzate per ogni paziente. I programmi di calcolo e rendering del risultato finale spesso sono più accurati rispetto a quelli che molti chirurghi eseguono ogni giorno in sala operatoria.
2. Gestione delle complicanze
L'intelligenza artificiale saprebbe egregiamente gestire qualsiasi complicanza. Di fatto, esistono già scanner in grado di scansionare l'area anatomica bersaglio evidenziandone tutte le varianti anatomiche e fornendo una rappresentazione grafica del planning operatorio fino al risultato completo.
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3. Empatia e relazione con il paziente
Sappiamo benissimo che oggi le reti neurali sintetiche sono in grado di raccogliere, analizzare, comprendere le nostre emozioni generando output assolutamente degni dei migliori psicologi clinici. L’unica barriera attualmente presente è l’estrinsecazione fisica, pertanto il gesto fisico e la sembianza umana. Una volta che avremo completato questo step, la risposta sarà ovvia.


