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Lichen sclero atrofico: il ruolo della medicina rigenerativa con cellule mesenchimali

Il Lichen Sclero Atrofico (LS) è una patologia infiammatoria cronica della pelle che interessa prevalentemente la regione vulvare. Si caratterizza per un progressivo assottigliamento e indurimento dei tessuti, con conseguente perdita di elasticità, prurito intenso e alterazioni anatomiche che possono compromettere in modo significativo la qualità della vita e la funzione sessuale della paziente.

Come evidenzia il Dott. Gaetano Valenti, specialista in Ginecologia e Ostetricia, Chirurgia Ultra Mini-Invasiva e Oncologica, questa condizione rappresenta anche un fattore di rischio per il carcinoma squamoso vulvare, con una probabilità stimata tra il 2% e il 6%, rendendo fondamentale una diagnosi precoce e un trattamento adeguato

Chi colpisce il lichen sclero atrofico?

L’incidenza del lichen sclero atrofico è stimata in circa 15 casi ogni 100.000 donne all’anno, con un’età media di insorgenza intorno ai 50 anni.

Tuttavia, la patologia può manifestarsi anche in altre fasi della vita:

  • circa un terzo dei casi si presenta in età riproduttiva;
  • il 7% dei casi riguarda l’età pediatrica.


Nonostante sia ancora una patologia poco conosciuta, il suo impatto sulla salute fisica ed emotiva delle pazienti rende necessaria una maggiore attenzione clinica.

Cosa accade nei tessuti?

Nel lichen sclero atrofico, in soggetti geneticamente predisposti, si attiva una risposta immunitaria anomala che coinvolge linfociti T e macrofagi, responsabili del rilascio di citochine infiammatorie.


Questo processo determina:

  • un’eccessiva produzione di collagene;
  • la comparsa di fibrosi;
  • la progressiva perdita di elasticità dei tessuti;
  • una riduzione della vascolarizzazione;
  • uno stato di infiammazione cronica che altera la normale barriera cutanea.


Il risultato è un tessuto vulvare progressivamente più fragile, rigido e sintomatico.

La medicina rigenerativa con cellule mesenchimali

Tra le nuove frontiere terapeutiche per il trattamento del lichen sclero atrofico, la medicina rigenerativa con cellule staminali mesenchimali (MSC) rappresenta una soluzione promettente.

Secondo il Dott. Gaetano Valenti, l’utilizzo delle cellule mesenchimali, ottenute dal tessuto adiposo autologo della paziente, consente di intervenire non solo sui sintomi, ma anche sui meccanismi biologici che sostengono la malattia.


La loro azione si sviluppa attraverso diversi meccanismi:

  • riduzione dell’infiammazione cronica;
  • rilascio di fattori anti-infiammatori, come TGF-beta1 e IL-4;
  • modulazione della risposta immunitaria attraverso interazioni cellula-cellula;
  • contrasto alla fibrosi tissutale;
  • stimolazione della neoangiogenesi, ovvero la formazione di nuovi vasi sanguigni.


Questo approccio mira a favorire una rigenerazione strutturale dei tessuti vulvari.

Come si svolge il trattamento con cellule mesenchimali?

Il trattamento si articola in tre fasi principali:

1. Prelievo del tessuto adiposo

Si esegue una piccola liposuzione mediante cannula da 2-3 mm, prelevando circa 50-60 ml di tessuto adiposo, dopo infiltrazione con soluzione di Klein.

2. Filtrazione e preparazione

Il tessuto prelevato viene sottoposto a un processo di purificazione meccanica, finalizzato a isolare la frazione stromale vascolare, ricca di cellule staminali mesenchimali, eliminando detriti cellulari e adipociti maturi.

3. Impianto

Le cellule vengono successivamente iniettate nel corion vulvare mediante microboli da 1 ml, seguendo uno schema a griglia nelle aree interessate dalle lesioni sclero-atrofiche.

Quali risultati si possono ottenere?

I risultati clinici osservati sono particolarmente incoraggianti.


In uno studio condotto su 36 pazienti, è stato evidenziato:

  • 94% di miglioramento del trofismo vulvare;
  • 75% di miglioramento dell’elasticità vaginale;
  • 83% di aumento del volume labiale;
  • 94% di scomparsa delle lesioni da grattamento;
  • 78% di remissione delle lesioni bianche.


Inoltre, il 95% delle pazienti ha potuto interrompere l’utilizzo dei corticosteroidi topici.

Anche gli indicatori relativi alla qualità della vita hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo, con risultati positivi nei questionari DLQI e FSFI (p < 0,001).

Conclusioni

Come sottolinea il Dott. Gaetano Valenti, il trapianto di cellule staminali mesenchimali rappresenta oggi una nuova opportunità terapeutica per le donne affette da lichen sclero atrofico, soprattutto nei casi in cui i corticosteroidi topici non risultino efficaci o sia presente una significativa compromissione anatomica.

Agendo direttamente su infiammazione, fibrosi e perdita di elasticità, la medicina rigenerativa offre la possibilità di ottenere un miglioramento concreto dei sintomi e della qualità di vita.

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