Chirurgia della colonna vertebrale: quando è indicata e come orientarsi oggi
Chirurgia della colonna vertebrale: quando è indicata e come orientarsi oggi
La chirurgia della colonna vertebrale rappresenta una risorsa fondamentale nel trattamento delle patologie vertebrali. Nel corso degli ultimi due decenni l’approccio chirurgico si è evoluto in modo significativo in Italia e nel Mondo, diventando sicuramente più personalizzato e mirato grazie all’analisi dei dati clinici e a tecniche operatorie meno invasive supportate da tecnologia computerizzata (navigazione e robotica). Ne parliamo con un nostro Medico, il Dott. Marco Teli, che vanta esperienza ultraventennale e internazionale in Chirurgia della colonna vertebrale.
Quando è indicata la chirurgia della colonna vertebrale?
In caso di deformità evolutive, compressione degli elementi nervosi sia midollari sia periferici cioè radici spinali, instabilità da trauma, tumore, infezione e spondiloartrosi (con spondilolistesi o latero-listesi).
Le principali indicazioni includono:
- In urgenza: danni neurologici progressivi sia midollari sia radicolari e instabilità vertebrale acuta da trauma, infezione o neoplasia;
- In elezione: deformità della colonna progressive del bambino e dell’adulto.
Quali sono le patologie più frequentemente trattate?
Tra le patologie della colonna più comuni, che possono richiedere un intervento, rientrano l’ernia discale lombare e cervicale, le stenosi spinali, lombari e cervicali, le spondilolistesi progressive del bambino e dell'adolescente, così come quelle degenerative dell’adulto, insieme alle deformità progressive in età adulta.
In questi casi, l’obiettivo della chirurgia è l’arresto del danno neurologico, il miglioramento della qualità di vita e l’arresto della progressione della deformità con le sue conseguenze.
Approccio computer assistito e chirurgia meno-invasiva
Oggi uno degli aspetti centrali nella chirurgia della colonna vertebrale è il concetto di personalizzazione del trattamento. Le tecniche moderne mirano a ottenere il maggior beneficio clinico con il minore impatto possibile sui tessuti molli.
Fra le tecniche moderne la cosiddetta chirurgia mini-invasiva spinale, termine su cui non esiste consenso univoco, riveste un ruolo importante: non consiste nel praticare una incisione cutanea più piccola ma nel risparmio di muscoli, fasce e tendini ovvero dei tessuti molli sottostanti, del tegumento, consentendo quindi minor perdita di sangue, minore rischio di infezione, minore dolore postoperatorio e tempi di recupero precoci e più rapidi rispetto alla chirurgia tradizionale.
I dati attuali concordano sui fatti qui descritti ma anche sull’equivalenza delle tecniche tradizionali e di quelle meno-invasive nel lungo termine.
Sempre più pazienti, sia in età evolutiva sia in età adulta, sono candidabili a queste tecniche, ed è per questo che una valutazione clinica e mutidisciplinare accurata è fondamentale.
Pre-abilitazione, recupero e ruolo del paziente
Indubbiamente il recupero per un intervento alla colonna vertebrale è un momento cruciale che dipende da diversi fattori tra cui il tipo di patologia, la procedura eseguita e le condizioni generali del paziente. Però oggi viene posta grande attenzione anche ai programmi di preparazione pre-operatoria (pre-abilitazione) come la sospensione del fumo di sigaretta, l'ottimizzazione dell’indice di massa corporea, l'aumento delle attività aerobiche, il controllo dei valori di glicemia e il miglioramento di quelli di densità ossea. La riabilitazione postoperatoria risulta scientificamente efficace solo in caso di danno neurologico e di trauma multiplo ed è eseguita presso centri riabilitativi dedicati (unità spinali).
In qualsiasi momento del percorso di cura, il coinvolgimento attivo del paziente è un elemento chiave per il successo della cura stessa che, come ben si nota, è di natura multidisciplinare essendo le patologie vertebrali importanti caratterizzate da elementi di coinvolgimento multi-organico.
A quale figura rivolgersi?
Lo screening va fatto a livello di Pediatria e Medicina Generale e da Fisioterapisti dotati di esperienza, interesse e cultura sulle patologie vertebrali.
Medici Ortopedici e Neurochirurghi, solo con comprovata esperienza in patologie spinali, sono poi da consultare su consiglio delle figure professionali sopra menzionate, con indagini di secondo livello (radiologiche) in caso di problematiche di disabilità croniche che peggiorano con il passare del tempo, deformità, dolori resistenti a farmaci o irradiati, difetti neurologici (elementi da considerare come ‘red flags’ che segnalano la possibile presenza di una patologia importante).
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