Malformazioni arterovenose cerebrali (MAV)

Autore: Dott. Carmelo Sturiale
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Hai mai sentito parlare di malformazioni arterovenose cerebrali? Il nostro esperto in Neurochirurgia a Bologna, il Dott. Carmelo Sturiale, ci spiega in che modo può aiutarci l’intervento microchirurgico

Malformazioni arterovenose cerebrali: di cosa di tratta?

mal di testaLe MAV cerebrali sono lesioni vascolari costituite da un gruppo più o meno numeroso di arterie (afferenti) che si gettano in un "gomitolo" (nidus) patologico di arteriole e venule, dal quale nascono una o più vene di scarico contenenti sangue arterializzato. La zona corticale o sottocorticale in cui si sviluppa la MAV è quindi poco alimentata dal sangue, che viene deviato direttamente nelle vene di scarico e quindi non utilizzato per ossigenare il tessuto cerebrale circostante. Le MAV cerebrali sono in genere più voluminose di quelle spinali e molto più frequenti rispetto a queste ultime. Le MAV sono meno frequenti ad esempio degli aneurismi (1-2 casi per 100.000/anno).

Come si riconoscono?

I sintomi della MAV possono essere:

  • Cefalea (cronica o improvvisa in caso di sanguinamento)
  • Crisi comiziali
  • Deficit neurologici (emiparesi, afasia, emianopsia, coma), soprattutto quando sanguinano

La diagnosi viene fatta con Tac e Angiotac, angiografia e RMN.

Quali sono i fattori che possono causare una MAV cerebrale?

Le MAV sono per lo più lesioni congenite ma si possono formare anche durante l'età adulta senza che il soggetto avesse nulla alla nascita o nell'età giovanile. Non ci sono ad oggi metodi di prevenzione o fattori di rischio da evitare.

Come si sceglie la terapia più adatta?

È possibile trattare le MAV a seconda della loro complessità (esistono in sintesi 5 gradi di complessità crescente, secondo la classificazione di Speztler-Martin). Importanti sono la sede (area eloquente o non-eloquente), le dimensioni della MAV, l'esistenza di aneurismi sulle arterie afferenti o nel nidus, il tipo, morfologia e quantità di scarichi venosi.

È possibile curare le malformazioni arterovenose cerebrali?

Il trattamento classico delle MAV è quello microchirurgico. Nel tempo si sono aggiunti il trattamento radiochirurgico e l'embolizzazione per via endovascolare. In generale, la microchirurgia porta all'eliminazione completa e definitiva della MAV ed è da preferire nella maggior parte dei casi. MAV non accessibili dal punto di vista chirurgico (profonde, in aree critiche, ecc.) vengono affidate alla radiochirurgia. Il trattamento endovascolare è sempre parziale (quasi mai può chiudere completamente la MAV) ed è utile per ridurre le dimensioni della MAV e renderla più accessibile all'intervento microchirurgico. I pazienti con MAV cerebrali vanno affidati a Centri ad alto volume di attività, poiché richiedono conoscenze ed esperienza approfondite e costanti.

Curare le MAV: pre e post intervento

dottoreLa preparazione consiste negli accurati studi diagnostici preoperatori e nella eventuale embolizzazione parziale preoperatoria. Talvolta, nella fase postoperatoria, possono comparire disturbi neurologici che richiedono fisioterapia finalizzata al recupero da parte del paziente.

L’importanza dell’approccio multidisciplinare

L'approccio multidisciplinare è importante e necessario perché consente di eliminare meglio la MAV e di ridurre al minimo le complicazioni dell'intervento. Anche per questo è necessario che i pazienti con MAV siano trattati in Centri con documentata esperienza e con le appropriate dotazioni tecnologiche.

Dott. Carmelo Sturiale
Neurochirurgia

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