

La scelta tra mastopessi e mastoplastica additiva dipende dal problema da correggere: la prima solleva e rimodella un seno cadente, mentre la seconda ne aumenta il volume. In Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, la valutazione considera tre elementi fondamentali: volume mammario, posizione del capezzolo e qualità della pelle. In alcuni casi, i due interventi possono essere combinati.
Il seno può cambiare forma e volume nel corso della vita. Gravidanza, allattamento, variazioni di peso e invecchiamento possono modificare l'elasticità della pelle e il sostegno dei tessuti mammari. Quando la mammella perde volume, può apparire svuotata, soprattutto nella parte superiore. Se invece i tessuti si abbassano, si parla di ptosi mammaria, comunemente definita seno cadente.
Secondo la British Association of Aesthetic Plastic Surgeons (BAAPS), questi cambiamenti sono legati anche all'allungamento della pelle e delle strutture che sostengono la mammella. Dopo una gravidanza o un dimagrimento, il tessuto mammario può ridursi senza che la pelle riesca ad adattarsi completamente. Per questo motivo, un seno svuotato non è necessariamente anche cadente, e viceversa.
Distinguere queste due condizioni è importante per scegliere il trattamento più appropriato. Una paziente può essere soddisfatta del volume del proprio seno, ma desiderare di sollevarlo. Un'altra può avere un seno piccolo, con una posizione ancora adeguata, e voler recuperare il volume perso. Le due situazioni richiedono valutazioni chirurgiche differenti.
La mastopessi, conosciuta anche come lifting del seno, è un intervento che permette di sollevare e rimodellare la mammella. Prevede la rimozione della pelle in eccesso e il riposizionamento dei tessuti mammari e, quando necessario, del complesso areola-capezzolo. Il suo obiettivo principale non è aumentare il volume, ma migliorare la posizione e la forma del seno.
La mastoplastica additiva ha invece lo scopo di aumentare il volume mammario, generalmente mediante l'inserimento di protesi. Può essere indicata quando il seno appare piccolo o ha perso pienezza dopo una gravidanza o una riduzione di peso. Secondo l'American Society of Plastic Surgeons (ASPS), l'aumento mammario non corregge da solo una ptosi importante.
Quando sono presenti sia una perdita di volume sia un abbassamento significativo del seno, può essere valutata una mastopessi associata a mastoplastica additiva. Questa procedura consente di intervenire contemporaneamente sulla posizione della mammella e sul suo volume, ma comporta una maggiore complessità chirurgica rispetto a un singolo intervento.
La scelta non dipende soltanto dal desiderio di avere un seno più alto o più voluminoso. Occorre distinguere tre caratteristiche: quanto volume è presente, quanto il seno è sceso e quanto la pelle riesce a sostenere i tessuti. Si tratta di elementi differenti, che possono presentarsi insieme oppure separatamente.
Secondo l'International Society of Aesthetic Plastic Surgery (ISAPS), la mastopessi può essere sufficiente quando il seno è cadente ma conserva un volume adeguato. La mastoplastica additiva può invece essere indicata quando il volume è ridotto, ma la forma e la posizione sono soddisfacenti. Se coesistono ptosi e perdita di volume, può essere necessario valutare una procedura combinata.
La mastopessi senza protesi può essere presa in considerazione quando la paziente desidera migliorare la posizione del seno, senza aumentarne significativamente le dimensioni. Attraverso il rimodellamento dei tessuti esistenti e la rimozione della pelle in eccesso, il chirurgo può modificare la forma della mammella e riposizionare il capezzolo.
La quantità di tessuto disponibile condiziona il risultato. Secondo la BAAPS, la mastopessi può essere eseguita su mammelle di dimensioni differenti, ma il mantenimento del risultato può essere più difficile nei seni particolarmente pesanti. Inoltre, il solo sollevamento potrebbe non restituire la pienezza della parte superiore del seno desiderata da alcune pazienti.
La mastoplastica additiva può essere indicata quando il principale problema è la perdita di volume e il seno non presenta un abbassamento importante. In questi casi, l'inserimento di protesi può aumentare la pienezza mammaria e modificarne le proporzioni, senza richiedere necessariamente un intervento di sollevamento.
Tuttavia, le protesi non sostituiscono una mastopessi quando il seno è molto cadente. Come chiarisce l'ASPS, un aumento mammario non è sufficiente a correggere una ptosi marcata. La scelta di protesi eccessivamente grandi, inoltre, può aumentare il peso sui tessuti e favorire un successivo abbassamento della mammella.
La mastopessi con protesi può essere valutata quando il seno presenta contemporaneamente un volume insufficiente, pelle rilassata e una posizione bassa. Il sollevamento permette di riposizionare e rimodellare la mammella, mentre la protesi contribuisce ad aumentarne il volume.
Secondo l'ISAPS, i due interventi vengono spesso eseguiti durante la stessa operazione, ma in alcune situazioni possono essere programmati separatamente. La decisione dipende dalle caratteristiche dei tessuti, dall'entità della correzione richiesta e dai rischi associati. Una protesi più grande non rappresenta necessariamente una soluzione migliore.
Le cicatrici della mastopessi dipendono dalla quantità di pelle da rimuovere e dal rimodellamento necessario. Possono essere limitate al contorno dell'areola, estendersi verticalmente verso il solco sottomammario oppure comprendere un'incisione lungo il solco stesso, formando una cicatrice a T rovesciata.
Le cicatrici sono permanenti, ma tendono a diventare meno evidenti con il tempo. Secondo la BAAPS, il loro colore può attenuarsi progressivamente nell'arco di 12-18 mesi. In alcuni casi possono però diventare più larghe, spesse o visibili, richiedendo una valutazione specialistica.
Anche la durata dell'operazione dipende dalla tecnica utilizzata. L'ISAPS indica generalmente 2-3 ore per la mastopessi e circa 1 ora e mezza-3 ore per l'intervento combinato. Si tratta di tempi indicativi, che possono variare in base alla complessità del caso.
Il recupero dopo una mastopessi varia in base alla procedura, alle condizioni della paziente e all'andamento della guarigione. Nei primi giorni possono comparire gonfiore, tensione e fastidio al seno. È necessario seguire le indicazioni del chirurgo riguardo alle medicazioni, all'utilizzo del reggiseno postoperatorio e alla ripresa delle attività quotidiane.
Secondo l'ISAPS, dopo una mastopessi il gonfiore può persistere per 4-6 settimane, mentre il ritorno al lavoro può avvenire indicativamente dopo 7-10 giorni. La ripresa dell'attività sportiva viene generalmente prevista dopo 6-8 settimane, in base alla guarigione e alle indicazioni dello specialista.
Nel caso della mastopessi associata a protesi, l'ISAPS indica generalmente un'assenza dal lavoro di 1-2 settimane e un ritorno all'esercizio fisico dopo 6-8 settimane. Il seno continua comunque a modificarsi durante la guarigione e possono essere necessari diversi mesi prima di valutarne la forma stabilizzata.
Come ogni intervento chirurgico, anche la mastopessi e la mastoplastica additiva presentano possibili complicanze. Tra queste rientrano sanguinamento, infezioni, problemi di cicatrizzazione, asimmetrie e alterazioni della sensibilità del capezzolo. Più raramente possono verificarsi danni ai tessuti dovuti a un insufficiente apporto di sangue o complicanze legate all'anestesia.
Quando vengono utilizzate protesi mammarie, occorre considerare ulteriori rischi, tra cui la contrattura capsulare, cioè l'indurimento del tessuto cicatriziale attorno alla protesi, la rottura dell'impianto e la possibilità di successivi interventi. L'ISAPS segnala anche rare forme tumorali associate agli impianti mammari, che devono essere illustrate durante il consenso informato.
Un altro aspetto riguarda la durata dei risultati. L'invecchiamento, le gravidanze e le variazioni di peso possono modificare nuovamente la forma del seno. Inoltre, le protesi non devono essere considerate dispositivi permanenti. La necessità di eventuali interventi successivi deve essere discussa con il chirurgo.
La programmazione di una gravidanza è un elemento importante da considerare prima di una mastopessi. Le modificazioni del seno durante la gestazione e l'allattamento possono influenzare il risultato chirurgico. Per questo motivo, in alcune situazioni può essere opportuno rimandare l'intervento, soprattutto quando si prevede una gravidanza a breve termine.
Secondo la BAAPS, molti chirurghi preferiscono attendere 6-12 mesi dalla conclusione dell'allattamento prima di eseguire una mastopessi. Questo intervallo permette al seno di stabilizzarsi dopo i cambiamenti legati alla gravidanza. La possibilità di allattare dopo un intervento deve comunque essere discussa, poiché alcune tecniche possono modificare la sensibilità o la funzione mammaria.
Prima di scegliere tra mastopessi, mastoplastica additiva e intervento combinato, è importante chiarire quale cambiamento si desidera ottenere. Aumentare il volume e sollevare il seno sono obiettivi differenti. Durante la visita, il chirurgo valuta dimensioni, forma, posizione del complesso areola-capezzolo, qualità della pelle e caratteristiche generali della paziente.
È inoltre utile comunicare eventuali malattie, farmaci assunti, precedenti interventi, abitudine al fumo e progetti di gravidanza. Secondo la BAAPS, mantenere un peso stabile e sospendere il fumo almeno sei settimane prima dell'operazione, secondo le indicazioni mediche, può contribuire a ridurre il rischio di complicanze.
La visita specialistica permette anche di discutere le cicatrici previste, i tempi di recupero, le possibili complicanze e i limiti del risultato. Non esiste un intervento migliore per tutte le pazienti: la scelta deve basarsi sulle caratteristiche anatomiche, sulle aspettative individuali e su una valutazione medica completa.
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1. International Society of Aesthetic Plastic Surgery. Augmentation mastopexy
2. International Society of Aesthetic Plastic Surgery. Mastopexy (breast lift)
3. American Society of Plastic Surgeons. Breast augmentation
4. British Association of Aesthetic Plastic Surgeons. Breast uplift (mastopexy)