Nuovo accesso chirurgico per l'impianto di una protesi d'anca

Autore: Dott. Luca Lucente
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Editor: Marta Buonomano

Che cos’è l’accesso inguino-mediale e per quale motivo si utilizza? Ce lo spiega il Dott. Luca Lucente, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Roma

Che cosa s’intende per chirurgia protesica dell’anca?

La chirurgia protesica di anca consiste nella sostituzione dell’articolazione dell’anca con una artificiale detta artroprotesi di anca.

In quali casi è necessaria?

Questo intervento chirurgico si rende necessario quando l’articolazione dell’anca è irrimediabilmente danneggiata, tra le cause principali riconosciamo l’artrosi, la necrosi della testa femorale, le deformità anatomiche conseguenti a malattie congenite (displasia, morbo di Perthes, epifisiolisi, ecc.) e quelle conseguenti ad eventi traumatici (fratture, lussazioni).

Artroprotesi d’anca con accesso inguino-mediale

L’accesso inguino-mediale è un nuovissimo accesso chirurgico che nasce dalla chirurgia ortopedica pediatrica, e opportunamente modificato, consente di posizionare una protesi d’anca con un risparmio assoluto delle strutture anatomiche, come avviene appunto nella chirurgia pediatrica. Tra tutti gli accessi chirurgici finora utilizzati, è senza dubbio il più diretto per raggiungere l’articolazione dell’anca, intendendo con il termine diretto, il minor tragitto che il chirurgo deve compiere con un evidente risparmio delle strutture anatomiche. Tutto questo consente al paziente di deambulare dopo appena poche ore dall’intervento chirurgico, utilizzando i bastoni canadesi solo per pochi giorni; la degenza ospedaliera è ridotta al minimo così come il programma riabilitativo.

Quali sono i vantaggi dell’accesso inguino-mediale?

Si tratta di un accesso chirurgico assolutamente sicuro sia per il risparmio delle strutture anatomiche e sia per l’impossibilità alla lussazione. Per poterlo attuare non sono necessarie strumentazioni particolari (letti specifici, strumentario chirurgico dedicato, amplificatori di brillanza, ecc.). Non può essere praticato in pazienti obesi, e in caso di grave osteoporosi. La cicatrice chirurgica è di minime dimensioni (8-10 cm.) e praticamente invisibile perché nascosta nella piega inguinale. Il ritorno alle normali attività avviene in tempi estremamente ridotti. Si tratta di un accesso chirurgico volto prevalentemente, ma non solo, a pazienti giovani e dinamici che hanno necessità di tornare, quanto prima, alle loro normali attività, comprese quelle sportive, con opportuni distinguo per quest’ultime.

 


Editor: Marta Buonomano

Dott. Luca Lucente
Ortopedia e Traumatologia

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