Ossigeno-Ozonoterapia per l’ernia del disco

Autore: Dott. Claudio Tavera
Pubblicato: | Aggiornato: 05/05/2020
Editor: Marta Buonomano

Che cos’è l’Ossigeno-Ozonoterapia e in che modo può aiutare chi soffre di ernia del disco? Ce lo spiega il Dott. Claudio Tavera, esperto in Medicina dello Sport a Milano

A cosa serve l’Ossigeno-Ozonoterapia?

Ragazza che si stiracchia seduta sul letto davanti alla finestraL’Ossigeno-Ozonoterapia nella sua modalità di somministrazione definita “paravertebrale” praticabile in un normale ambulatorio medico, sfrutta le proprietà antinfiammatorie ed anti-edema di una miscela di ossigeno ed ozono prodotta da uno specifico strumento che viene iniettata in volumi contenuti con siringa ad ago sottile lungo la muscolatura a ridosso della colonna vertebrale ed all’altezza dell’ernia discale. La presenza di un’ernia, ovverosia di una componente di sostanza protrusa od estrusa dal disco fibro-cartilagineo presente tra le vertebre, genera un quadro doloroso definito e localizzato come segue:

  • Lombalgia: bassa schiena
  • Lombosciatalgia (con irradiazione in associazione e non a formicolìo/riduzione sensibilità al gluteo, alla coscia fino alla gamba o alla pianta del piede
  • Cervicalgia: collo posteriormente
  • Cervicobrachialgia: con irradiazione in associazione e non a formicolìo/riduzione sensibilità al braccio ed alle dita della mano
  • Dorsalgia: lungo il tratto toracico della schiena 

Normalmente il medico dopo aver valutato la sintomatologia riferita dal paziente ed i suoi esami di diagnostici (es. Risonanza Magnetica) procede con il completare la visita praticandogli dei test manuali mirati a quantificare le sue reali limitazioni funzionali.

In cosa consiste la terapia?

Previa sottoscrizione del consenso informato, si passa quindi all’effettuazione della terapia: mentre il paziente rimane disteso prono sul lettino, il medico inizia con la disinfezione dell’area da trattare per poi praticare le iniezioni di ossigeno-ozono in numero di due, massimo tre, per lato della colonna. Ogni iniezione viene effettuata lentamente e la seduta si ultima in pochi minuti. Il paziente potrebbe percepire lieve calore o bruciore nella sede dell’iniezione che svanisce in pochi secondi ed è spesso correlata all’entità dell’infiammazione presente. Dopo l’ultima iniezione il paziente si può rialzare e si conclude la seduta che ha una durata di circa dieci minuti. Normalmente si prescrivono due sedute settimanali per sei settimane e, a seguire, una di mantenimento ogni tre-quattro settimane.  

Esistono controindicazioni?

Tale terapia non ha controindicazioni rispetto ai classici approcci terapeutici ed offre notevoli vantaggi quali: è minimamente invasiva tanto da poterla praticare in ambulatorio senza che sussistano rischi di peggioramento del problema nel post-trattamento come invece può capitare con l’approccio chirurgico; non ha gli effetti secondari tipici dei classici farmaci antinfiammatori quali quelli gastrointestinali, da interazione con altri farmaci, allergie etc.

donna in ufficio con mal di schienaOssigeno-ozonoterapia: quali sono le possibili procedure?

Degno di nota è il sottolineare che unitamente all’ossigeno-ozonoterapia “paravertebrale” esistono anche le modalità di somministrazione “intraforaminale” e “intradiscale” che si praticano con tecnica radioguidata e con il paziente sedato in sala operatoria in specifichi casi di ernia discale “complicata”.

 

La patologia erniaria della colonna vertebrale, se non trattata adeguatamente, risulta progressivamente invalidante per il paziente che ne è affetto oltreché indirizzarlo ad un eccessivo utilizzo di farmaci che avrebbero solo un ruolo di palliativo e può determinare inesorabilmente sia conseguenze sull’attività lavorativa che sulla vita di relazione.

Dott. Claudio Tavera
Medicina dello sport

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