Soluzioni Digitali

Parliamo di incontinenza urinaria!

Insieme al Dott. Antonio Pellegrino, esperto in Ostetricia e Ginecologia, parliamo di incontinenza urinaria. Questa patologia può essere piuttosto scomoda in alcune situazioni, ma fortunatamente esistono diverse possibilità terapeutiche a seconda del tipo di incontinenza che bisogna trattare. Vediamo insieme di cosa si tratta!

Quali sono le diverse forme di incontinenza urinaria?

L’incontinenza urinaria consiste in una perdita involontaria di urina attraverso l’uretra che avviene in tempi e luoghi non appropriati. Essa si verifica quando la pressione all’interno della vescica supera quella presente all’interno dell’uretra.

Possiamo distinguere diverse forme di incontinenza urinaria:

  • Nell’incontinenza da sforzo la perdita di urina si verifica con lo sforzo o l’esercizio fisico, lo starnuto o la tosse;
  • Nella forma da urgenza la perdita involontaria di urina è accompagnata o immediatamente preceduta da un intenso, improvviso e incontrollabile desiderio di urinare;
  • Nell’incontinenza di tipo misto la paziente riferisce una perdita associata sia allo sforzo che a urgenza;
  • Con enuresi si intende infine quella rara situazione in cui la perdita di urina non è preceduta da stimolo urgente né da sforzo.

In cosa consiste l’incontinenza da sforzo?

Nella forma da sforzo tale situazione si verifica a causa di alterazioni nel supporto pelvico o a causa di un deficit dello sfintere uretrale.

Il supporto agli organi pelvici (vescica, retto e utero) è garantito dal pavimento pelvico: una struttura costituita da muscolo, fascia e legamenti che, mantenendo i visceri in sede, rende possibile la continenza, l’attività sessuale e il parto. Quest’ultimo così come il calo degli estrogeni che caratterizza la menopausa, può indebolire significativamente questa struttura. 

In cosa consiste l’incontinenza da urgenza?

Nell’incontinenza da urgenza invece, il problema risiede in un alterato controllo nervoso che causa contrazioni della muscolatura della vescica in situazioni sconvenienti. La minzione non riesce a essere rimandata.

Come viene diagnosticata l’incontinenza urinaria?

L’incontinenza urinaria viene diagnosticata durante la visita ginecologica chiedendo alla paziente di spingere e tossire, così da incrementare la pressione intraddominale simulando uno sforzo e con l’ausilio dell’esame urodinamico, un’indagine strumentale che valuta la funzione vescico-uretrale mediante una simulazione del ciclo minzionale.

Com'è possibile trattare l'incontinenza urinaria?

Esistono diverse possibilità terapeutiche, a seconda del tipo di incontinenza che dobbiamo trattare. Laddove vi sia la necessità di ridare potenza e stabilità alle strutture di sostegno, il primo approccio è rappresentato dalla riabilitazione del pavimento pelvico che consiste in una serie di esercizi volti a tonificare la sua muscolatura, anche con l’ausilio di biofeedback e stimolazione con corrente elettrica e campo magnetico.

L’approccio chirurgico è mininvasivo e si basa sul posizionamento di una piccola protesi sintetica al di sotto dell’uretra, così da garantire un adeguato sostegno.

In caso di incontinenza da urgenza, esistono diverse classi di farmaci volti a ripristinare il corretto controllo nervoso vescico-uretrale. Lo stesso obiettivo può essere raggiunto mediante l’utilizzo di dispositivi in grado di erogare corrente elettrica a livello pelvico mediante sonda vaginale o stimolazione del nervo tibiale. In caso di fallimento, è possibile effettuare delle infiltrazioni con tossina botulinica a livello della muscolatura vescicale.

Risultati molto promettenti sembrano provenire dall’impiego del laser e della radiofrequenza, tecniche che sfruttano il calore controllato per indurre un ringiovanimento tissutale con conseguente ripristino di trofismo e sostegno alle strutture vescico-uretrali.