Perché si esegue il test da sforzo?

Autore: Dott. Marco Falcidieno
Pubblicato:
Editor: Giulia Boccoli

Il test da sforzo viene eseguito non solo per evidenziare patologie cardiache ma anche per controllare la pressione arteriosa e per valutare l’efficacia di un trattamento. Ma quali sono i suoi vantaggi, i limiti e controindicazioni? Risponde il Dott. Marco Falcidieno, esperto in Cardiologia a Genova

Che cos’è il test da sforzo?

Il test da sforzo, o test ergometrico, costituisce una delle metodiche diagnostiche maggiormente diffuse in Cardiologia. Nato fondamentalmente per evidenziare la presenza di ischemia miocardica inducibile dall’esercizio, ha poi dimostrato di fornire collateralmente un grande numero di informazioni cliniche, come ad esempio l’inducibilità di aritmie, la dimostrazione di anomalo comportamento della Pressione Arteriosa, la possibilità di valutare l’efficacia di un trattamento (farmacologico o rivascolarizzato) antianginoso. La prima e principale indicazione del test riguarda lo studio della cardiopatia ischemica, attraverso l’eventuale comparsa di segni e/o sintomi di ischemia (semplificando, l’inadeguato apporto di sangue al muscolo cardiaco) durante lo sforzo fisico. Infatti prevede la registrazione continua di un elettrocardiogramma (ECG) durante uno sforzo controllato e di intensità graduabile, in genere condotto sino all’affaticamento muscolare del soggetto, o sino alla comparsa di sintomi specifici.

Perché si esegue?

All’incremento della richiesta di sangue (in definitiva, di Ossigeno) al cuore sotto sforzo può fare seguito una risposta fisiologica (normale), oppure una risposta patologica (anormale), che prevede la comparsa di sintomi specifici (il più tipico, un dolore toracico retrosternale) e/o di specifiche alterazioni dell’ECG (usualmente definite come “ischemiche) ed in genere esprime la presenza di una malattia delle coronarie (le arterie che riforniscono di sangue il muscolo cardiaco). Le sue qualità principali sono la semplicità di esecuzione, il basso costo, la non invasività, la sicurezza di esecuzione e la sua ripetibilità: tutte connotazioni che lo rendono prezioso e spesso insostituibile per la valutazione diagnostica e prognostica (cioè riguardanti il futuro) dei pazienti. Il test può essere utilizzato indipendentemente dall’età, dal sesso, dal grado di allenamento del soggetto, ed in generale da quasi tutte le patologie che il paziente presenta, escludendo solo quelle che comportano difficoltà o peggio impossibilità di camminare o di coordinare i movimenti degli arti inferiore, oppure quelle che limitano severamente la funzione respiratoria. 

Quali patologie sono diagnosticabili con il test da sforzo?

  • Prima diagnosi di ischemia miocardica inducibile in soggetto classificato in precedenza come “normale”, ma con segni e sintomi sospetti per angina da sforzo, oppure affetto da diabete
  • Valutazione della stabilità di malattia ischemica già nota (pregresso infarto miocardico, esiti di by-pass aorto-coronarico od angioplastica coronarica) nella quale si ricerchi una eventuale ischemia residua 
  • Valutazione di efficacia della terapia anti-ischemica od ipotensiva
  • Valutazione preoperatoria in soggetti con cardiopatia ischemica già nota ed eventualmente trattata
  • Valutazione relativa all'origine di una riferita difficoltà di respiro correlata con l’esercizio fisico
  • Misurazione della capacità di adattamento e di tolleranza allo sforzo
  • Valutazione per impostazione personalizzata dell'esercizio, sia a scopo di allenamento ludico, sia nel paziente che necessita di un trattamento medico di tipo riabilitativo cardio-respiratorio (post-infarto o post-rivascolarizzazione miocardica)

Controindicazioni all’intervento

  • Infarto del miocardio recente (<48h) o angina in fase di instabilità clinica
  • Scompenso cardiaco acuto
  • Aritmie rapide o lente sintomatiche o emodinamicamente instabili
  • Stenosi aortica severa
  • Miocardite o pericardite recenti
  • Aneurisma dell’aorta toracica od addominale
  • Embolia od infarto polmonare recente, od Insufficienza respiratoria grave
  • Ipertensione arteriosa grave e non controllata dalla terapia, ipertensione polmonare.

Limiti del test da sforzo

Premesso che qualsiasi test diagnostico possiede delle caratteristiche intrinseche di sensibilità e specificità (in termini più semplici, un livello di affidabilità), spesso influenzate dalle condizioni e dai soggetti in cui viene applicato (cosiddette popolazioni “ad “alto” o “basso” rischio di specifiche patologie), il test da sforzo, che non fa eccezione a questa regola generale, presenta delle ulteriori specifiche limitazioni di valutabilità e di affidabilità, influenzate ad esempio dal sesso femminile, l’utilizzo di determinati farmaci (antidepressivi, antiaritmici…) e alterazioni morfologiche preesistenti dell’ECG basale.
In queste, ed alcune altre condizioni, il test da sforzo risulta sfavorevolmente condizionato già in partenza, ed i suoi risultati sono scarsamente conclusivi. Per questo motivo, già da diversi anni al classico test da sforzo si sono affiancati altri test diagnostici, che abbinano alle variazioni del segnale ECG altri potenziali indicatori di ischemia inducibile (cosiddetto “test di imaging”): fra i più comunemente utilizzati ci sono l’ecocardiografia con stress farmacologico od ergometrico (Ecostress) e la scintigrafia miocardica di perfusione basale e da sforzo (SPECT).

Dott. Marco Falcidieno
Cardiologia

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