Protesi d’anca: cosa fare se il paziente è giovane?

Autore: Prof. Hassan Zmerly
Pubblicato: | Aggiornato: 19/11/2018
Editor: Marta Buonomano

La protesi d’anca è un intervento molto frequente nel XX secolo: il Prof. Zmerly, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Bologna spiega quando e come intervenire sui giovani pazienti

La protesi dell’anca è stata definita dalla rivista scientifica The Lancet “l’intervento del XX secolo”, infatti ogni anno ne vengono impiantate oltre 1 milione e mezzo. La durata di queste protesi, tuttavia, non è illimitata: infatti, soprattutto nei pazienti giovani con alta richiesta funzionale dell’arto, vengono eseguite una o più revisioni. Per questo motivo è nata la necessità di una protesi composta da materiali che consentano di preservare il capitale osseo, che abbiano una minore usura e che siano di facile rimozione durante una revisione.

In quali casi è richiesto l’impianto di protesi in pazienti giovani?

L’impianto di una protesi d’anca in pazienti giovani è indicato nei seguenti casi:

  • Grave artrosi primitiva o secondaria
  • Necrosi della testa del femore
  • Patologie reumatiche
  • Patologie infiammatorie croniche

Qual è il tipo di protesi più indicato?

In pazienti giovani la scelta più indicata è la protesi d’anca a stelo corto. Questa protesi è composta da materiali di bassa usura (ceramica-ceramica o ceramica-polietilene) che ne garantiscono una maggiore durata e ha delle dimensioni ridotte in modo da agevolare l’intervento di revisione. La protesi a stelo corto non è cementata e può essere a conservazione del collo, garantendo la stabilità iniziale grazie alla sua particolare forma dotata di molti punti di contatto che permettono una distribuzione uniforme ed omogenea del carico. L’utilizzo di questa protesi è invece sconsigliato nei pazienti anziani, soprattutto in caso di osteoporosi primitiva o secondaria, di malattie che influiscono sulla qualità dell’osso (in cui sono indicati gli steli standard) e in caso di lussazione congenita dell’anca con grave displasia (in cui sono indicati steli da revisione o conus retti). 

Protesi d’anca: quando è possibile riprendere l’attività sportiva?

È possibile riprendere l’attività sportiva a livello non agonistico dopo circa 4-6 mesi dall’intervento e solo dopo aver terminato la riabilitazione. È possibile praticare sport “dolci” come nuoto, bicicletta, golf, passeggiate, trekking, danza da sala o sci da fondo. Sono invece sconsigliate attività che possono danneggiare o usurare la protesi come calcio, pallavolo, basket, ginnastica artistica, equitazione e pattinaggio.

 

Prof. Hassan Zmerly
Ortopedia e Traumatologia

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