Quando la stanchezza diventa malattia

Autore: Dott. Maurizio Grandi
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Editor: Top Doctors®

Capita a tutti, alle volte, di sentirsi più stanchi, affaticati o sotto stress del solito. Ma come distinguere questi sintomi comuni da una patologia più preoccupante come la sindrome da stanchezza cronica? Che cosa implica questa malattia? Ce lo spiega l’esperto in Oncologia a Torino, il Dott. Maurizio Grandi

 

1) Che cos’è la sindrome da stanchezza cronica?

La Sindrome da fatica cronica (Chronic Fatigue Syndrome), chiamata anche Encefalomielite mialgica o Malattia da intolleranza sistemica allo sforzo (Systemic exertion intolerance disease - SEID) è una malattia sistemica, complessa, cronica e grave, che colpisce in prevalenza le donne, in media tra i 100 e i 200 casi ogni 100.000 abitanti.

Recenti pubblicazioni confermano la malattia come biologica e non psicologica.

L'Università Australiana di Griffith ha individuato un nuovo recettore del sistema immunitario, importante per il movimento del calcio all'interno delle cellule, che risulterebbe significativamente ridotto nei pazienti con CFS/ME.

 

2) Quali sono le cause della sindrome da stanchezza cronica?

Le cause dell’insorgenza della patologia e del suo sviluppo dipendono dalla coesistenza dei seguenti fattori:

 

  • Infezione virale e batterica (EBV, HTLV 1,2; Coxackie);
  • Esposizione a pesticida organofosforico, monossido di carbonio;
  • Traumatismo fisico, stress psicologico severo;
  • Toxoplasma;
  •  Esposizione a radiazioni ionizzanti;

È probabile una componente autoimmune per la presenza di anticorpi rivolti contro il sistema nervoso endocrino e contro le fibre muscolari, legata ad una permanenza protratta di virus e batteri a bassa intensità nell’organismo.

Le vie implicate, oltre i batteri, potrebbero interessare diverse vie metaboliche.
 

3) Quali sono i sintomi della sindrome da stanchezza cronica?

La sindrome da stanchezza cronica è caratterizzata dai seguenti sintomi:

 

  • Profonda stanchezza;
  • Disfunzioni cognitive;
  • Alterazioni del sonno;
  • Manifestazioni autonomiche;
  • Dolore e altri sintomi, che vengono peggiorati da uno sforzo di qualsiasi tipo;

Per la diagnosi di CFS il paziente deve presentare da almeno 6 mesi una profonda fatica, con una riduzione significativa delle proprie funzionalità, un malessere che aumenta dopo qualunque sforzo (fisico, intellettivo o emozionale), caratterizzato da un sonno non ristoratore e almeno uno dei due seguenti disturbi: disfunzioni cognitive e/o intolleranza ortostatica.

Altri sintomi, oltre all’astenia persistente per almeno 6 mesi, sono la presenza regolare di quattro o più dei seguenti sintomi, anche questi per almeno 6 mesi:

 

  • Disturbi della memoria e della concentrazione, tali da ridurre i precedenti livelli di attività occupazionale e personale;
  • Faringite;
  • Dolori delle ghiandole linfonodali cervicali e ascellari;
  • Dolori muscolari e delle articolazioni, senza infiammazioni o rigonfiamento delle stesse;
  • Cefalea, di tipo diverso da quella presentata, eventualmente, in passato;
  • Sonno non ristoratore;
  • Debolezza post-esercizio fisico, che dura almeno per 24 ore.

 

4) Quali complicanze può causare la sindrome da stanchezza cronica?

I pazienti affetti da CFS hanno difficoltà a completare le attività del quotidiano: almeno un quarto di essi è stato obbligato a letto per tempi prolungati, con ricadute sociali importanti per il lavoro o le attività professionali, determinando assenze e isolamento sociale.

In particolare, ogni individuo reagisce in modo diverso e i sintomi possono comparire o esacerbarsi dopo un'influenza. Durante l’esordio, e nelle fasi acute della sindrome, danni neurologici, immunologici, endocrini, riducono la capacità lavorativa del soggetto fino al 50%.

L’evoluzione della sindrome, variabile, si può prolungare tra i 2 e i 6 anni (con un range possibile tra i 7 mesi e i 25 anni).

Il miglioramento spontaneo e completo è limitato al 10%, soprattutto nei bambini e negli adolescenti. Negli altri è parziale: un’alta percentuale della popolazione evolve verso la fibromialgia.

 

5) Stanchezza cronica: esiste una cura?

Per la cura di questa patologia cronica, con eziopatogenesi incerta e multifattoriale, vengono utilizzati farmaci sintomatici come:

 

  • Antidolorifici;
  • Antidepressivi e antinfiammatori;
  • Stimolanti per la difficoltà di concentrazione e l’astenia;
  • Miorilassanti

Inoltre, viene consigliata anche la Fisioterapia.

Dott. Maurizio Grandi
Oncologia

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