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La sofferenza mentale nell’adolescente: un’emergenza sociale da affrontare

Oggi più che mai è necessario porre attenzione al crescente malessere mentale dei giovani, per i quali sembra compromesso il diritto a crescere e a realizzarsi nella società. Il disagio dell’adolescente è sempre stato considerato una cartina di tornasole della salute psicologica della collettività: un segnale che richiede interventi mirati.

Come terapeuti, adulti e operatori del settore, siamo tutti chiamati a una responsabilità collettiva, con l’obiettivo di promuovere strategie di prevenzione e supporto adeguate

Oscillazioni tra ipervisibilità e invisibilità

I giovani oggi oscillano tra una condizione di ipervisibilità, quando finiscono sulle cronache per atti di violenza estrema, e una condizione di invisibilità, quando manifestano disagio psicologico attraverso sintomi spesso ignorati dagli adulti.

Questi comportamenti si riflettono nei dati: aumento della dispersione scolastica, casi di autolesionismo, aggressività, disturbi alimentari e altre condotte a rischio.

L’adolescenza: tra sé interno e realtà esterna

La fase adolescenziale pone i giovani di fronte a un bivio: da un lato, la capacità di guardare dentro di sé; dall’altro, il confronto con la realtà esterna. Gli adolescenti vivono tensioni tra aspettative personali e delusioni, tra desiderio di autonomia e vissuti di dipendenza.

Purtroppo, oggi l’apertura verso il futuro è sempre più permeata da insicurezza, disorientamento, solitudine e sconforto, che rendono fondamentale un atteggiamento attento e sensibile da parte degli adulti, per intercettare i segnali di aiuto e prevenire comportamenti tragici o autodistruttivi.

Fragilità nascosta dietro un sé grandioso

Spesso nell’adolescente emerge un ideale del sé grandioso, che nasconde fragilità profonde. Gli adulti, incapaci di affrontare questi aspetti, rischiano di non fornire modelli adeguati per la maturazione emotiva.

Inoltre, il ritmo accelerato della maturazione corporea può causare un distacco tra corpo e mente: un corpo adulto ospita spesso una psiche ancora infantile, generando regressioni e difficoltà di integrazione emotiva.

Cambiamenti familiari e libertà senza limiti

La famiglia tradizionale si è diluita, lasciando spazio a molteplici figure di riferimento. Questo ha trasformato l’identità del sé e l’ideale dell’io.

L’enorme libertà degli adolescenti e la mancanza di limiti e confini hanno ridotto il contenimento affettivo, essenziale per lo sviluppo emotivo. Troppo spesso gli adulti diventano genitori amici o confidenti, trascurando il ruolo educativo del “dire no” e del contrasto necessario alla crescita.

Il dolore dell’adolescente: un tema sottovalutato

Del dolore degli adolescenti se ne parla ancora troppo poco. Le famiglie spesso si concentrano su risultati scolastici, senza indagare il significato dei comportamenti o delle emozioni dei giovani.

Il sentimento di delusione, se trascurato, può evolvere in bassa autostima, mortificazione, aggressività e rabbia, fattori chiave per comprendere la psicologia degli adolescenti violenti.

Il corpo come luogo del disagio

Il crescente vuoto di valori condivisi e la perdita della speranza collettiva favoriscono la manifestazione di fenomeni inquietanti tra i giovani.


Il corpo diventa il luogo principale dell’espressione del disagio, attraverso:

  • Comportamenti autolesionisti
  • Disturbi alimentari
  • Tentativi di suicidio
  • Comportamenti spericolati o violenti

È fondamentale distinguere tra aggressività costruttiva, utile alla soggettivazione, e aggressività distruttiva, che porta a violenza e de-soggettivizzazione.

La responsabilità degli adulti

Gli adolescenti spesso si confrontano con emozioni intense e spaventose, per le quali adulti e coetanei non sono preparati. È quindi fondamentale che gli adulti prestino attenzione emotiva, dando significato ai sintomi e sostenendo il percorso di crescita e vitalità del giovane.

Solo così i ragazzi potranno sentire la propria esperienza come viva e reale, sviluppando presenza emotiva e resilienza.


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