Spirometria: quando è utile e cosa rileva il test di funzionalità respiratoria

La spirometria è un esame diagnostico semplice, non invasivo e di breve durata, che permette di valutare la funzione respiratoria di un paziente attraverso la misurazione del volume e della velocità del flusso d’aria inspirata ed espirata. Si tratta di un test di riferimento nelle visite pneumologiche e allergologiche, molto usato per identificare e monitorare malattie respiratorie croniche e transitorie.
A cosa serve la spirometria
La spirometria permette di diagnosticare, valutare e seguire nel tempo patologie come:
- Asma bronchiale
- Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO)
- Fibrosi polmonare
- Allergie respiratorie
- Disturbi respiratori da esposizione professionale
- Effetti respiratori post-COVID
Inoltre, viene prescritta in ambito preoperatorio, per la valutazione della funzionalità polmonare prima di un intervento chirurgico, o per monitorare la risposta alla terapia inalatoria.
Come si svolge l’esame
Durante la spirometria il paziente viene invitato a respirare dentro un boccaglio collegato a uno strumento chiamato spirometro. L’esame dura pochi minuti e consiste nell’eseguire inspirazioni profonde e espirazioni forzate secondo le indicazioni del personale sanitario. Vengono misurati valori come il volume espiratorio forzato (FEV1) e la capacità vitale forzata (FVC), fondamentali per valutare eventuali ostruzioni o restrizioni polmonari.
Spirometria semplice e spirometria con broncodilatatore
L’esame può essere eseguito in forma semplice o dopo la somministrazione di un broncodilatatore (spirometria con reversibilità). Questo secondo passaggio serve a verificare se l’ostruzione bronchiale migliora con il farmaco e quindi a distinguere, ad esempio, un’asmatica da una BPCO.
A chi è consigliata
La spirometria è indicata per:
- Pazienti con tosse cronica, dispnea, sibilo o sensazione di fiato corto
- Persone esposte a fattori di rischio ambientali o professionali
- Fumatori di lunga data o ex fumatori
- Soggetti con diagnosi sospetta di asma o BPCO
- Pazienti in follow-up terapeutico
In età pediatrica, la spirometria è utile a partire dai 5-6 anni, se il bambino è collaborativo. L’esame è sicuro anche in gravidanza e negli anziani.
Quando non è eseguibile
La spirometria è controindicata in alcuni casi: dopo interventi chirurgici toracici recenti, in presenza di infezioni acute delle vie aeree, in pazienti con aneurismi o disturbi cardiovascolari instabili. È importante che il medico valuti caso per caso.
Conclusione
In un contesto come quello italiano, dove le malattie respiratorie croniche sono in aumento, la spirometria rappresenta un esame chiave per la prevenzione e la diagnosi precoce. La sua esecuzione è rapida e accessibile e consente di migliorare l’approccio terapeutico personalizzato.

