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Varicocele nei bambini e negli adolescenti: quando intervenire e perché

Il varicocele è una condizione caratterizzata da un reflusso anomalo del sangue nelle vene che drenano il testicolo, causando un ristagno venoso attorno a quest’ultimo. Si tratta di una patologia piuttosto frequente nei bambini e negli adolescenti, in genere asintomatica, ma che può avere ripercussioni sulla fertilità futura se non diagnosticata e trattata tempestivamente

Cos’è il varicocele e perché si manifesta

Nel varicocele, il sangue che dovrebbe defluire dal testicolo verso il cuore scorre in direzione inversa, provocando una dilatazione delle vene spermatiche. Questo fenomeno è dovuto a una insufficienza delle valvole venose, che normalmente impediscono il reflusso del sangue.

Il lato sinistro è quello più frequentemente colpito, poiché la vena spermatica sinistra sbocca ad angolo retto nella vena renale, un’area soggetta a maggiore pressione. Tuttavia, il varicocele può comparire anche a destra, e in questi casi è sempre consigliato un controllo ecografico addominale per escludere eventuali cause secondarie, come compressioni o masse.

Quali sono le cause del varicocele

Le cause principali del varicocele sono:

  • Insufficienza valvolare congenita delle vene spermatiche;
  • Aumento della pressione nelle vene renali o pelviche;
  • Connessioni anomale tra le vene testicolari dei due lati;
  • Predisposizione anatomica, che rende il reflusso più probabile a sinistra.


Nel bambino o nel ragazzo, il varicocele viene spesso scoperto casualmente durante una visita di controllo o sportiva, poiché raramente provoca dolore o fastidio.

Diagnosi: come si riconosce il varicocele

La diagnosi di varicocele avviene tramite una visita andrologica o chirurgica pediatrica, durante la quale lo specialista osserva e palpa lo scroto con il paziente in piedi.

Quando il varicocele è presente, il lato sinistro dello scroto può apparire più gonfio o irregolare, e le vene dilatate diventano più evidenti sotto sforzo.

La conferma diagnostica arriva con l’ecocolordoppler testicolare, che consente di valutare la direzione e la velocità del flusso sanguigno e di quantificare l’entità del reflusso venoso.

Perché è importante trattarlo in età giovanile

Il varicocele può compromettere la funzione testicolare nel tempo, influendo sulla produzione di spermatozoi e sulla fertilità futura.

Nei giovani pazienti, anche se spesso asintomatico, è importante monitorarne l’evoluzione.


L’intervento è consigliato quando si riscontra:

  • una riduzione del volume del testicolo affetto rispetto al controlaterale;
  • una crescita rallentata del testicolo;
  • alterazioni del liquido seminale (nei pazienti più grandi);
  • dolore o senso di peso persistente.

Trattamento: le tecniche più efficaci

L’obiettivo del trattamento è interrompere il reflusso venoso per ristabilire una corretta circolazione.


Le principali opzioni terapeutiche sono:

  • Sclerosi venosa anterograda: una procedura mini-invasiva eseguita tramite una piccola incisione scrotale, che permette di iniettare una sostanza sclerosante all’interno delle vene refluenti per chiuderle.
  • Sclerosi retrograda: effettuata dal radiologo interventista introducendo un catetere dalla vena femorale, utile ma più complessa e con maggiore esposizione ai raggi X.
  • Legatura chirurgica (open o laparoscopica): oggi meno utilizzata, poiché comporta una maggiore manipolazione dei vasi arteriosi e linfatici, con rischio di complicanze come idrocele o recidiva.


La sclerosi anterograda rappresenta la scelta più logica e sicura: è minimamente invasiva, permette un recupero rapido e riduce al minimo il rischio di recidiva o complicanze.

Complicanze e risultati a lungo termine

Nonostante le diverse tecniche disponibili, una piccola percentuale di recidive può verificarsi a causa della variabilità anatomica delle vene coinvolte. Tuttavia, i migliori risultati si ottengono con la sclerosi anterograda e la legatura microchirurgica, che mostrano i più bassi tassi di recidiva secondo la letteratura scientifica.


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