

L’assunzione esagerata di caffè provoca moltissimi danni: ne sanno qualcosa i cardiologi, gli internisti e i chirurghi, che ogni giorno trattano sui propri pazienti i danni prodotti dall’abuso di caffè. Il nostro esperto in Colonproctologia a Verona, il Dott. Remo Andreoli, ci spiega che effetto può avere la caffeina su chi soffre di emorroidi
Occorre pensare al caffè come al postbruciatore degli aerei F18: l’energia che dà al corpo umano, proprio come la fiamma che si genera nei motori degli F18, costituisce una spinta enorme per forza e velocità, ma la sua durata è estremamente ridotta.
Quando l’organismo comunica un senso di stanchezza tale da non consentirci di continuare la giornata con il ritmo che si desidera, molti sono abituati a dire: “Ho bisogno di un caffè”, “Devo darmi una carica”. Questo atteggiamento costituisce una reazione contro il messaggio completamente naturale che ci dà il nostro corpo, ovvero che abbiamo bisogno di riposo.
È piuttosto consigliabile, in questi casi, rilassarsi per qualche istante e recuperare le proprie energie. Fermarsi anche per alcuni minuti permette di rispettare la volontà del nostro corpo. Se, al contrario, forziamo quest’ultimo con un’assunzione esagerata di caffeina, il risultato è quello di spingerci contro le forze della natura, proprio come fa il postbruciatore degli F18 di cui parlavamo poco fa.
L’adrenalina aumenta, così come i battiti cardiaci: tutti segnali che ciò di cui avevamo davvero bisogno in quel momento era di mettere il nostro organismo a riposo per un certo periodo.
Se si continua ad assumere caffè ogni volta che si prova stanchezza, gli effetti possono essere estremamente deleteri: il sistema cardiocircolatorio risulta continuamente forzato, poiché le arterie e tutti gli organi interessati (reni, fegato, cuore, polmoni, cervello) sono sollecitati oltre la loro misura naturale.
Di conseguenza, è importante cercare di seguire i consigli che ci dà il nostro corpo: se si bevono 2, massimo 3 caffè al giorno, il corpo mantiene ancora un equilibrio, senza risultare eccessivamente stimolato. Oltre questo numero, si può andare incontro all’usura progressiva dell’organismo: le conseguenze, a breve o a lungo termine, si faranno sentire in termini di salute.
Per quanto riguarda quale tipo di caffè sia meglio consumare, è necessario distinguere la specie “arabica” da quella chiamata “robusta”. La prima contiene in media tra lo 0,8% e l’1,4% di caffeina, mentre la seconda, tra l’1,7% e il 4%. Per tale motivo, la specie “robusta” viene spesso usata nelle miscele per innalzare il contenuto della caffeina presente: va da sé che è anche quella
che fa più danni. È quindi consigliabile consumare piuttosto l’arabica 100%: ha un gusto migliore, un aroma gradevole e un contenuto di caffeina più ridotto.
Anche il decaffeinato può essere un’ottima opzione, poiché può essere assunto anche la sera, dato il suo contenuto bassissimo di caffeina. È infatti importante disabituare gradualmente l’organismo alla stimolazione della caffeina, che costituisce la caratteristica più dannosa dell’assunzione di caffè; piuttosto, bisogna imparare il valore del ristoro e del recupero per non sovraccaricare di continuo il sistema cardiocircolatorio e neurovegetativo.